ALIFE. “Superficialità disarmante”, l’attacco del capogruppo Guadagno all’indirizzo di “Rinascita alifana”: “rimaniamo sgomenti di fronte alla superficialità e al modo approssimativo di amministrare della maggioranza che arranca su temi delicati e complessi”.

“Noi riteniamo che il Comune di Alife stia attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia amministrativa condotta nell’ultimo anno da una maggioranza consiliare inadeguata”. Mentre la sindaca ha appena annunciato che tutti gli atti sono appena pronti e, dunque, saranno messi a disposizione.

“In risposta al comunicato di “Rinascita alifana” è opportuno evidenziare che i rendiconti di gestione per gli esercizi 2018 e 2019 e i bilanci di previsione 2018/2020 e 2019/2021 dovevano essere approvati entro la data del 18.5.2019 come prescritto nel Decreto ministeriale n°853 dell’8.1.2019 – tuona il capogruppo consiliare de “L’Elefante – C’é un’altra Alife”. Si continua con una superficialità disarmante a mistificare i termini stabiliti dalla legge affermando che il consiglio comunale è stato convocato il 17 maggio quando tutti gli atti contabili dovevano essere approvati il 18 maggio. La diffida del Prefetto è arrivata perché, ancora una volta, la maggioranza si è ridotta all’ultimo momento. In un passaggio così delicato della vita amministrativa rimaniamo sgomenti di fronte alla superficialità e al modo approssimativo di amministrare della maggioranza consiliare che arranca su temi delicati e complessi. A questa situazione di caos amministrativo si aggiunge la mancata comunicazione, ai consiglieri comunali, del deposito di tutti gli atti contabili previsti dall’art.227 del Tuel nei ventigiorni precedenti alla loro approvazione. Apprendiamo solo adesso, quando mancano quattro giorni dal consiglio comunale, che tutti gli atti sono stati messi a completa disposizione dei consiglieri, che potranno esaminarli “in questi giorni che precedono la seduta di Consiglio comunale”. Vedremo se tale affermazione è vera. Vogliamo ricordare, nuovamente, alla maggioranza che la legge prevede che gli atti contabili devono essere messi a disposizione dei consiglieri comunali venti giorni prima dell’approvazione dei bilanci e dei rendiconti consuntivi. Stiamo parlando di migliaia di pagine che dovrebbero essere studiate e analizzate con prudenza dai consiglieri comunali e non sottoposte alla loro attenzione qualche giorno prima della loro approvazione. Esprimiamo, inoltre, perplessità sulla circostanza che un consigliere comunale (Simonelli, ndr), non delegato al bilancio, come asserisce la maggioranza, ma semplicemente incaricato allo studio di determinati progetti o questioni che devono essere circoscritte e specificate nell’incarico affidatogli, come prevede lo Statuto comunale, abbia coadiuvato l’adozione degli schemi di bilancio. La legge prevede che sia la Giunta comunale a predisporre gli schemi di bilancio. Si continua imperterriti a fomentare uno scontro con le opposizioni affermando che la minoranza rimarrà delusa dall’approvazione dei bilanci. Il problema che la minoranza si pone responsabilmente non riguarda tanto l’approvazione, ma il rispetto dei termini stabiliti dalla legge per comprendere e analizzare la congruenza e legittimità degli gli atti contabili. Crediamo che in un passaggio così serio della vita amministrativa non bisogna esultare come in una partita di calcio. Il 7 di giugno il Consiglio comunale sarà chiamato a ratificare il lavoro che ha predisposto la Giunta comunale, con gravi conseguenze, a cui possono essere sottoposti tutti i consiglieri comunali nel caso di approvazione degli atti contabili, ove venissero successivamente riscontrate incongruenze, violazioni di legge o errori macroscopici, che non hanno a che fare esclusivamente con uno scioglimento del consiglio comunale ma che investono responsabilità individuali. Noi riteniamo che il Comune di Alife stia attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia amministrativa condotta nell’ultimo anno da una maggioranza consiliare inadeguata” – conclude Vincenzo Guadagno.

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