ALIFE. “Questa non è la rinascita di Alife, ma la rinascita di un modo di fare politica che ci ha accompagnato nel passato e che ben conosciamo”.

“La Corte dei Conti non ha ancora individuato responsabilità precise ed individuali, e su questo vorremmo ricordare che nella maggioranza sono presenti consiglieri di passate amministrazioni, pertanto si vedrà se il dissesto è una eredità o una conseguenza anche dell’attuale maggioranza”.

“Nell’ultimo consiglio comunale le minoranze hanno espresso voto contrario su tutti i documenti contabili da discutersi all’ordine del giorno motivandolo in modo articolato e preciso – annuncia il consigliere Vincenzo Guadagno. Con grande senso di responsabilità abbiamo segnalato alla maggioranza le gravi e ripetute criticità e mancanze in ordine alla predisposizione di tutti gli atti economico-finanziari, facendo notare anche l’attestazione di un falso nella delibera n.32 del 3.5.2019 al fine di evitare ai membri della maggioranza il configurarsi di una responsabilità personale nell’approvare un atto non conforme a ciò che si stava deliberando. Non si è voluto comprendere che le minoranze stavano lanciando un’ancora di salvataggio. Avendo la maggioranza respinto la pregiudiziale e successivamente approvato il rendiconto 2017 ha confermato che nell’Elenco di variazione residui di entrata contenuto nella delibera n.32 del 3.5.2019 mancavano le pagine giustificative, ossia tutte le pagine dispari del predetto elenco, così come si evince da atto pubblicato sull’albo pretorio, attestando e confermando un falso relativo alle risultanze del riaccertamento dei residui attivi e passivi. Non si potrà sostenere ora che si è trattato di un errore – continua il capogruppo de “L’Elefante – C’è un’altra Alife”. Per questo avevamo consigliato alla maggioranza di sospendere la seduta per leggere con attenzione la nostra pregiudiziale. Ma come sempre la disponibilità collaborativa delle minoranze viene respinta con spocchia ad ogni segnalazione. Ognuno si assumerà le proprie eventuali responsabilità nelle opportune sedi. Leggiamo di dichiarazioni del sindaco che esaltando l’approvazione dei bilanci fanno riferimento ad un dissesto ereditato dal passato. La Corte dei Conti non ha ancora individuato responsabilità precise ed individuali, e su questo vorremmo ricordare che nella maggioranza sono presenti consiglieri di passate amministrazioni, pertanto si vedrà se il dissesto è una eredità o una conseguenza anche dell’attuale maggioranza. Siamo stati accusati di mancanza di senso di responsabilità e di ostruzionismo perché abbiamo indicato, esercitando la funzione di controllo stabilita dalla legge, mancanze di documenti indispensabili all’approvazione degli atti contabili e dei pareri del revisore dei conti. Crediamo che i rendiconti e i bilanci siano atti così importanti da dover essere predisposti in modo appropriato, coerente e preciso e non nella maniera superficiale ed approssimativa con cui li ha predisposti ed approvati la maggioranza. Stiamo parlando di atti contabili fondamentali per l’attività amministrativa ed il bene degli alifani. Gli atti contabili approvati dalla maggioranza sono errati e le conseguenze ricadranno su i cittadini alifani. Ci siamo recati più volte negli uffici comunali nelle ultime settimane senza che ci venissero consegnati i documenti. Addirittura abbiamo potuto visionare il parere del revisore dei conti del rendiconto 2017 solo in aula, senza un numero di protocollo dal quale si potesse evincere la data di deposito, quando tale atto doveva essere presente venti giorni prima del consiglio. E nonostante tutte le mancanze ed errori da noi rilevati leggiamo che un consigliere incaricato al bilancio impartisce alle minoranze lezioni sulle modalità di acquisizione degli atti prima del consiglio comunale che devono essere visionati e non trasmessi. Si informino il sindaco ed il consigliere delegato, che evidentemente frequentano poco la casa comunale, di quante volte ci siamo recati in Comune e di come gli uffici comunali hanno dovuto impegnarsi formalmente a trasmetterci gli atti via pec poiché risultava loro difficile fotocopiare ai cinque consiglieri cinque copie di tutti gli atti di migliaia di pagine. Questa non è la rinascita di Alife, ma la rinascita di un modo di fare politica che ci accompagnato nel passato e che ben conosciamo” – conclude Guadagno.

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