PIEDIMONTE MATESE / AILANO. “Il nonno mi ha violentata da quando ero piccola”: la drammatica confessione di una ragazza i cui fatti sono ora sotto inchiesta.

La sera al buio davanti alla tv mentre la nonna dormiva, la mattina al risveglio prima che lei si alzasse, all’aperto mentre la bambina lo aiutava nei lavori in giardino. La ricostruzione lucida e consapevole è scritta nero su bianco.

“Il nonno mi ha violentata da quando ero piccola – ha scritto su un foglietto e consegnato alla maestra che, a sua volta, lo ha fatto vedere al dirigente scolastica, Cristiana Casaburo, originaria di Ailano, già docente di italiano presso il Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Piedimonte Matese. Sul caso non si sarebbe presentata alcuna denuncia, quindi ad essere indagata allo stato attuale risulta essere solo la dirigente scolastica, per omissione d’atti d’ufficio. La ragazza avrebbe solo preso parte a qualche incontro con la psicologa della scuola fino a che i genitori non si sono allarmati alla scoperta di quel biglietto della loro figlia che era custodito in cassaforte da oltre un anno e la scuola non aveva mai fatto denuncia. “Eravamo convinti che la preside si fosse attivata con una denuncia formale, come era suo compito” ha raccontato il legale che li sta seguendo nel processo. “E invece no, abbiamo dovuto raccogliere di nuovo, con grande difficoltà, il ricordo di nostra figlia che ci ha riferito di aver subito abusi da parte del compagno della nonna sin dalle elementari e fino alla seconda media”. Già nel maggio 2018 un altro scandalo travolse l’Istituto Albe Steiner dove la ragazza studiava, e già tristemente noto per il pestaggio del ragazzo disabile filmato dai ragazzi in classe e messo in rete. Perché a quel punto il Pm che indagava sulle violenze ha messo sotto inchiesta anche la preside Casaburo per omissione d’atti d’ufficio. E il provveditorato agli studi si adoperò per il trasferimento così come richiesto. Ora lei guida un’istituto artistico di un’altra regione ed in attesa del processo che inizierà a Torino solo nel gennaio 2020. In un primo momento anche la nonna era stata indagata per concorso in violenza sessuale, ma poi le accuse nei suoi confronti sono state archiviate perché il PM ha verificato che nulla sapeva la donna di quanto accadeva in quella casa di vacanza del compagno, dove portava la nipote anche per lunghi periodi e dove l’uomo, secondo la confessione della ragazza, la molestava continuamente e la costringeva ad atti sessuali quando non aveva ancora dieci anni. La sera al buio davanti alla tv mentre la nonna dormiva, la mattina al risveglio prima che lei si alzasse, all’aperto mentre la bambina lo aiutava nei lavori in giardino. La ricostruzione lucida e consapevole è scritta nero su bianco dalla vittima ancora minorenne ma decisa a ottenere giustizia. E consegnata, questa volta dai genitori ai magistrati, dopo aver dovuto ripercorrere insieme alla ragazza quei drammatici ricordi. Anna (il nome è di fantasia) “sta completando gli studi superiori — hanno detto i genitori — ma è intenzionata a ottenere l’accertamento dei fatti” e inseme alla madre e al padre si è costituita parte civile.

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