Caserta / Provincia. “Non è eradicazione, è un Piano di macellazione”: dal Coordinamento unitario in difesa del patrimonio bufalino…

E’ interesse di De Luca come degli allevatori che il Piano funzioni davvero, contrariamente a quello precedente che ha prodotto risultati fallimentari sia per aver aumentato brucellosi e tbc sia per aver indotto alla chiusura 300 aziende”.

Dal Coordinamento unitario in difesa del patrimonio bufalino è intervenuto Gianni Fabbris, portavoce nonchè coordinatore nazionale Altragricoltura, a proposito delle dichiarazioni rilasciate dal governatore Vincenzo De Luca sul Piano della Regione per eradicare la brucellosi e la tbc bufalina, subito dopo la conferenza stampa tenuta ieri mattina a Napoli alla presenza anche del prof. Vincenzo Caporale, una delle massime autorità internazionali in materia di malattie infettive degli animali.

E’ stata occasione per chiarire il perchè fino al 2014 il Piano della Regione aveva quasi debellato la brucellosi e perché successivamente ha fallito. “Sentiamo che il Presidente De Luca ha sostenuto che la Regione non farà un passo indietro sull’obiettivo di eradicare la TBC e la BRC. Il Coordinamento degli allevatori del Casertano non lo ha mai chiesto, anzi abbiamo chiesto un passo avanti sulla via della risoluzione dei problemi e sull’obiettivo di eradicare. Il presidente della Regione Campania è, evidentemente, non a conoscenza delle posizioni del Coordinamento che sono state espresse chiaramente, ancora una volta, nella partecipata conferenza stampa di questa mattina a Napoli. Abbiamo anche chiesto rigore nelle regole ed abbiamo rivolto alla Regione Campania la richiesta di rielaborare il Piano dal momento che, con ogni evidenza tecnica ha enormi contraddizioni fra gli obiettivi dichiarati e i contenuti che vengono proposti ed è destinato a fallire (non per la nostra opposizione ma perchè è inefficace). E’ interesse del Presidente De Luca come degli allevatori che il Piano funzioni davvero, contrariamente a quello precedente che ha prodotto risultati fallimentari sia per aver aumentato la brucellosi e la tbc sia per aver indotto alla chiusura di trecento aziende. Quanto agli interessi dei consumatori è proprio per garantire la loro tutela che stiamo conducendo la nostra iniziativa, come sarà evidente nei prossimi giorni, con un nuovo appuntamento pubblico che terremo con le associazioni nazionali dei consumatori e dei medici impegnati in prima linea nella tutela della salute. Medici che sapranno spiegare semplicemente e chiaramente come il problema della brucellosi e della TBC bufalina ha ben poco a che vedere con la salute dei cittadini. Così, pure, nei prossimi giorni, produrremo gli atti che documentano la partecipazione nei numeri e nella qualità al Coordinamento Unitario in modo da offrire la migliore trasparenza in ordine a quanti sono gli allevatori e i cittadini che rappresentiamo e che non sono d’accordo col piano. Alla Regione rinnoviamo l’invito che abbiamo prodotto nella lettera aperta indirizzata al Vice Presidente Fulvio Bonavitacola e chiediamo di capire quale è la scelta: quella di ricomporre e risolvere i problemi o quella di delegittimare il Coordinamento in cui sono organizzati gli allevatori?”.

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