BELLONA / TRIFLISCO. Caso Ilside, avviata la procedura di fallimento della società. Il Comitato cittadino: ”Le perplessità aumentano”.

“Colpo di scena! Ci si accusa di allarmismo. Ci si accusa di diffidenza verso le Istituzioni. Oggi abbiamo avuto la conferma ufficiale: l’affaire Ilside rappresenta un vero e proprio rompicapo”.

Avviata la procedura fallimentare della società, dopo la pronuncia del Tribunale di Santa Maria C.V., che ha scovato debiti tributari per almeno 620mila euro. La Procura aveva ordinato il dissequestro temporaneo dell’area in località Ferranzano per consentire le prime operazioni condotte da Ilside, ma se la società dovesse essere dichiarata fallita, l’intera questione sarà gestita dai commissari liquidatori, a questo punto. Nel mentre aumentano le perplessità il Comitato cittadino Bellona/Triflisco  ha provveduto a diramare un comunicato: “Colpo di scena! Ci si accusa di allarmismo. Ci si accusa di diffidenza verso le Istituzioni. Oggi abbiamo avuto la conferma ufficiale: l’affaire Ilside rappresenta un vero e proprio rompicapo. La svolta nella vicenda è data da una recente notizia diffusa dai giornali: su ricorso della Procura presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere è stata avviata la procedura fallimentare a carico di Ilside. La settimana scorsa la stessa Procura aveva disposto un dissequestro temporaneo di 45 giorni, autorizzando la società a procedere alla messa in sicurezza sotto la vigilanza dei NOE. Le perplessità aumentano: è legittimo chiedersi come una società già in dissesto potrà fronteggiare i costi di una messa in sicurezza con una procedura concorsuale in atto. I cittadini ormai sono in balia della volontà imperscrutabile delle Istituzioni, che, lungi dall’adoperarsi per la definitiva risoluzione della vicenda, complicano sempre di più la situazione, giocando a rimpiattino. Non ci eravamo sbagliati. Il Comune avrebbe dovuto subentrare da subito nella gestione dell’emergenza. Invece si è preferito procrastinare, attendendo un intervento di Ilside, che ad tutt’ora tarda a concretizzarsi. Difatti, nonostante il dissequestro, ad oggi non risultano avviate le operazioni di messa in sicurezza. Questa nuova circostanza ci autorizza a chiedere nuovamente, a gran voce, la revoca delle autorizzazioni da parte della Regione. Non ci sono più scuse che reggano. Basta armistizi. Basta attendismi”.

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