Airola / Paolisi. Valle Caudina: “Occhi che sanno parlare… La nostra Valle”. IL VIDEO.

“Un progetto che nasce da un pomeriggio nostalgico… dal desiderio di una “quotidiana normalità”, quella normalità, quella routine che ora tanto mancano a tutti noi”.

“Occhi che sanno parlare… La nostra Valle”: ecco il video realizzato da alcuni commercianti e cittadini della Valle Caudina per descrivere questa difficile situazione che si sta vivendo causa l’emergenza sanitaria da coronavirus e che ha portato, inevitabilmente, ad una crisi economica per le imprese. “Questo è un progetto che nasce da un pomeriggio nostalgico – per l’ideatrice del video, Lorella De Simone: stesa sul mio letto, all’improvviso la mente ha iniziato a viaggiare nei ricordi e ha cominciato a farsi spazio quel desiderio di una “quotidiana normalità”, quella normalità, quella routine che ora tanto mancano a tutti noi. La riflessione deriva dal fatto che la realtà che stiamo vivendo è anomala, surreale, quasi spettrale, eppure ad oggi, dopo quasi due mesi di clausura forzata, questa è diventata la nostra normalità, una normalità che ci costringe, in maniera assurda e anacronistica, a rispettare regole che limitano, seppure per il nostro bene, quella libertà così faticosamente conquistata. È stato proprio in nome di questa libertà che il mio pensiero è andato a tutta quella serie di negozi, piccole aziende, fabbriche, pub, ristoranti, centri sportivi che animano la nostra Valle Caudina e che invece ora, con la chiusura obbligata, calano tutti noi in un languido ricordo di una vita che scorre frenetica, attiva, veloce. Libera. L’idea che ho voluto così realizzare vede tutte queste attività nuovamente protagoniste: protagoniste della rinascita, protagoniste della vita, protagoniste della ritrovata libertà, perché protagoniste torneranno ad essere quando tutto questo sarà finito. Ognuna di loro ha risposto con entusiasmo alla mia proposta: il lavoro è frutto di una ricerca minuziosa e dettagliata, ogni fotogramma di questo video rappresenta la produzione, il lavoro, l’impegno, la passione, la dedizione che ogni lavoratore della nostra Valle mette nel suo operato, con costanza e con perseveranza. Ciascun fotogramma è sì un ricordo, ma anche un auspicio: l’auspicio che tutto tornerà esattamente come prima. Grazie a tutti dunque per il vostro lavoro, grazie per il vostro “sì”. A fare da protagonista della mia storia ho voluto tanto fosse un bambino, Andrea, perché è solo attraverso gli occhi dei bambini che si possono immaginare Futuro, Speranza, Rinascita. E gli occhi sono la cosa che amo di più di questo progetto, sono appunto gli occhi dei bambini, il nostro il futuro, ma anche gli occhi dei giovani, che sono il nostro presente, e gli occhi degli adulti che rappresentano il nostro passato. Attraverso questi occhi viviamo e riscopriamo le emozioni per una nuova rinascita.Il montaggio, la visione analitica, la scelta delle inquadrature, la loro disposizione in sequenza e la musica che accompagna il tutto, sono merito della maestria di Gabriele Punzo, che ha dato forma sapiente e minuziosa a quanto avevo in mente: a lui va il mio grazie di cuore per lo straordinario lavoro. Un grazie va d’obbligo alla “famiglia” Caudiumtheatrum¸che ha accolto la mia proposta e ha collaborato con me, donandomi occhi, voci e cuore. Grazie. Un grazie va a Ciro, il papà della storia, e uno ad Andrea, il bambino, che con l’autenticità che solo l’amore di un padre e di un figlio sanno raccontare, hanno reso questo progetto “pura magia”. Non mi resta dunque che augurare una buona visione a tutti voi, di vero cuore”.

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