ALIFE. “Svolta per… Piedimonte Matese”, il pubblico manifesto del Gruppo “Patto per Alife” affisso quest’oggi in città.

Il comunicato del gruppo consiliare “Patto per Alife”… “dall’amministrazione comunale di Piedimonte Matese che, nella sua capacità di prevalere su chi si adegua… a fronte di una evidente subalternità ed incapacità di essere protagonista dell’amministrazione comunale di Alife”.

“Nel Consiglio comunale straordinario di martedì 19 settembre, con il voto favorevole della Maggioranza ed il voto contrario del Gruppo di Minoranza “PATTO PER ALIFE”, è stata approvata la costituzione di un Distretto Diffuso del Commercio tra i comuni di Piedimonte Matese, Alife e San Potito Sannitico.

La costituzione di tale distretto ha avuto impulso dall’amministrazione comunale di Piedimonte Matese che, nella sua capacità di prevalere su chi si adegua, è risultata essere, senza alcuna discussione e contrattazione, il Comune capofila, a fronte di una evidente subalternità ed incapacità di essere protagonista dell’amministrazione comunale di Alife.

Il 19 settembre in aula consiliare la maggioranza ha votato supinamente tale proposta, senza spiegare quali strategie mettere in campo per il futuro distretto, mostrando debolezza e mancanza di visione, e senza preoccuparsi di coinvolgere, preventivamente, i COMMERCIANTI della nostra città, ignari di tale costituzione e che avrebbero dovuto essere protagonisti in questa vicenda.

Il gruppo “PATTO PER ALIFE” ha manifestato le sue contrarietà a tale proposta, poiché l’impostazione del Distretto è risultata dalla documentazione agli atti, obiettivamente, sbilanciata verso Piedimonte Matese. Nella fretta dirompente di seguire gli altri, per perdere eventuali finanziamenti, l’amministrazione comunale di Alife, che nel frattempo non è stata in grado di organizzare una efficiente macchina amministrativa, ha consentito all’amministrazione di Piedimonte Matese, che ha una concezione ben precisa di sviluppo economico, commerciale e industriale, di essere protagonista della programmazione e dell’organizzazione di questo distretto commerciale in divenire.

Il Comune di Alife, immobile e incapace di risolvere i gravi problemi che viviamo, non si è preoccupato di predisporre un “piano commerciale comunale”, necessario al commercio e che avrebbe potuto essere la base di una strategia concreta del futuro distretto. Nella sua subalternità la nostra amministrazione comunale ha permesso che persino il nome del “Distretto diffuso”, ossia “Alta Campania CILA District”, richiamasse il Comune di Piedimonte Matese, e non è un caso che il Monte Cila è l’orgoglio di Piedimonte Matese.

E siccome un vecchio adagio insegna che NOMEN OMEN (il nome è presagio), a noi della Minoranza è saltata subito all’occhio una certa polarizzazione del Distretto, confermata dal fatto che il comune capofila “SCELTO” (?) tra i tre soci è Piedimonte Matese. Il nostro Gruppo consiliare, favorevole al consorzio tra Comuni, ritiene che in questi tipi di aggregazioni bisogna mostrare dignità amministrativa, avere una progettualità ed essere protagonisti e non gregari supini.

L’amministrazione comunale di Piedimonte Matese, che non ha a cuore lo sviluppo commerciale di Alife, per ottenere l’obiettivo di ricevere finanziamenti per il suo sviluppo commerciale, aveva bisogno di consorziarsi in distretto, e doveva trovare comuni che vi si assoggettassero, poiché la norma prevede l’obbligo di una rilevanza demografica non inferiore ai 15.000 abitanti.

L’amministrazione comunale di Alife con una fretta superficiale e assenza di valutazione concreta degli interessi della comunità, si è prostrata subito e ha convocato un consiglio comunale straordinario, all’ultimo minuto, perché il bando era in scadenza, per seguire un progetto elaborato e preordinato dal Sindaco di un altro Comune che inciderà sulle scelte strategiche più importanti in relazione agli aggregati commerciali in modo determinante.

Il Comune di Alife che ha un’estensione territoriale più grande di Piedimonte Matese, è il quarto comune per estensione tra gli oltre cento della provincia di Caserta, possiede anche una zona ASI ed è meglio dislocato rispetto alle infrastrutture esistenti avrebbe potuto proporsi come Comune capofila, stilare lo statuto, rinegoziare la proposta e pretendere una denominazione diversa.

C’erano tante motivazioni ed azioni da compiere per essere NOI ALIFANI protagonisti, insieme agli altri e non in subordine, di un tal progetto, che magari includesse o coinvolgesse anche altri comuni vicini come Sant’Angelo d’Alife, Dragoni e Raviscanina.

La verità è che si continua a procedere senza idee e in assenza di direzione. Sarebbe stato meglio individuare un altro comune capofila, atteso che il Sindaco di Piedimonte Matese, già futuro Presidente del Distretto in pectore, assumerà nell’immediato, secondo statuto, anche la funzione del Manager dell’Associazione. Il Sindaco di Piedimonte Matese, è proprietario di diverse attività commerciali ed industriali nel territorio dei tre comuni aderenti, ed in una visione strategica di sviluppo del commercio territoriale si pongono, quantomeno, problemi di inopportunità nell’assunzione di quella carica.

Il Gruppo “Patto per Alife” evidenzia che nello statuto dell’Associazione del Distretto avrà maggior peso il Comune che ha il maggior numero di soci, che saranno soprattutto commercianti. Tutti sappiamo che non possiamo competere con il numero di esercizi commerciali di Piedimonte Matese. Come non possiamo competere con i grandi aggregati commerciali e imprenditoriali che si stanno predisponendo a Piedimonte Matese che sono sotto gli occhi di tutti.

Il nostro Gruppo vuol portare a conoscenza che ci sarà un esborso economico per la costituzione di questo Distretto che graverà direttamente sulle tasche dei cittadini, poiché il Comune di Alife dovrà versare delle quote sociali, come indicato nello Statuto, che serviranno anche a pagare, il manager del Distretto e il suo staff, il revisore dei conti, il tesoriere e le trasferte dei componenti del direttivo. Immaginate se tali spese dovessero servire esclusivamente per finanziare lo sviluppo di un’altra città, oltre il danno avremmo anche la beffa. Senza contare che il regolamento dell’Associazione, ancora da scrivere, prevederà nuove spese e, probabilmente, nuovo personale da retribuire.

Il Gruppo “PATTO PER ALIFE”, pertanto, ha contestato in consiglio comunale il metodo e le modalità di adesione a una proposta che è arrivata, preconfezionata da un altro Comune, e che avrebbe dovuta essere discussa, meditata e casomai modificata, anche con il coinvolgimento dei cittadini e soprattutto dei COMMERCIANTI di Alife. La debolezza delle idee e della visione di questa amministrazione ci sta conducendo, come era prevedibile, e come da noi sostenuto in campagna elettorale, ad un ruolo marginale e di subalternità nel territorio matesino – conclude la nota.

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