ALIFE. “Ogni favola è un gioco”: il saluto finale dei piccoli allievi della “Regina Elena” sempre con rinnovate emozioni. FOTO e VIDEO.

“Se nel dicembre del 1973 ha interpretato il ruolo di San Giuseppe nella recita natalizia un allora piccolo allievo di soli 4 anni e mezzo e nel dicembre del 2018, a distanza di 45 anni, ad interpretarlo è stato suo figlio di 5 anni, qualcosa questo fatto vorrà pur dire sulla solidità di questa istituzione scolastica” – ci racconta un papà.

Ed anche quest’anno va in archivio la recita di fine anno dei piccoli allievi della Scuola dell’Infanzia Paritaria “Regina Elena” di Alife, sapientemente gestita, da decenni, dalle Suore degli Angeli dell’Istituto San Francesco. Nel cuore del centro storico di Alife battono, forti, emozioni. Nel vedere le piccole creature crescere e ricevere i primi insegnamenti scolastico-educativi da mani esperte e fidate, quelle in primis della Madre Superiore Suor Carmelina, all’anagrafe Carmela Sentenza (quest’anno anche Suor Margareth). Hanno imparato a scrivere e leggere le prime letterine: saranno le fondamenta della loro cultura, che si spera possa raggiungere i più alti gradi possibili. Hanno imparato a stare seduti, composti, nei piccoli banchetti, quando si scrive, quando si colora, quando si gioca, quando si consuma un pasto caldo: conserveranno l’ordine e la disciplina in tutta la loro vita. Ricorderanno a malapena questi anni, questi momenti, queste esperienze: ma saranno fondamentali per loro nella costruzione di un futuro sereno. Quest’anno lasciano, nel senso che passeranno alla Scuola primaria, Alice Salomone, Pia Landolfi, Viola Farese, Laila Bucci, Lara Siani, Giuseppe Insero, Michele Martino, Marcello Palomba, Giuseppe Gaetani, Mario Sconcia, Antonio Valente e Luigi Ferrucci. Per loro una festa speciale, anche perchè d’ora in poi si comincia “a fare sul serio”. Ma è stata comunque una manifestazione entusiasmante per tutti quella del saluto finale all’anno scolastico 2018/2019 ed un arrivederci a settembre. In “Ogni favola è un gioco”, il tema scelto in questa edizione anche con l’ausilio della collaboratrice Maria Antonietta, si sono alternate le prestazioni dei piccoli “porcellini”, come delle “cenerentole”, delle “cappuccetto rosso”, dei “pinocchi”, tutti accomunati da un unico messaggio: spronare i piccoli alla lettura anche delle fiabe classiche, magari togliendo del tempo alla “tecnologia” ed agli strumenti che mai potranno sostituire l’incanto dei bei racconti. “Se nel dicembre del 1973 ha interpretato il ruolo di San Giuseppe nella recita natalizia un allora piccolo allievo di soli 4 anni e mezzo e nel dicembre del 2018, a distanza di 45 anni, ad interpretarlo è stato suo figlio di 5 anni, qualcosa questo fatto vorrà pur dire in merito alla solidità di questa istituzione scolastica” – ci racconta un papà.

IL VIDEO.

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