ALIFE. San Sisto il 3 o 6 aprile? Cosa dice il Martirologio Romano e le polemiche in città.

“Avallare questo operato denota il tuo non operato l’accusa dei fedeli al sindaco, che aggiungono: “questa è l’analisi della tua amministrazione. Gesù disse che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. Chi ha orecchio per intendere, intenda”.

La memoria liturgica di San Sisto I ricorre il 3 aprile. Dal Martirologio Romano: 3 aprile – A Roma, San Sisto I, Papa, che, al tempo dell’imperatore Adriano, resse la Chiesa di Roma, sesto dopo il beato Pietro“. Dunque, il Santo protettore delle cittadine di Alife ed Alatri, nel frusinate, ha una data certa per i festeggiamenti.

Ma se Alatri ed Alife sono i soli luoghi dove si festeggia come Santo Patrono, tradizionalmente ci sono differenze nelle ricorrenze: la festa ad Alatri cade, difatti, l’11 gennaio e, in maniera più solenne, il mercoledì dopo Pasqua, mentre ad Alife l’11 agosto. La traslazione da Roma ad Alife e Alatri è attribuita, come si sa, al Conte Rainulfo di Alife. Alcune sue reliquie sono conservate in San Sisto a via Appia; nella parete sinistra della chiesa è murato, dietro una lapide, un cofanetto contenente le sue reliquie e quelle di altri martiri. Il Martirologio Romano recita che il natale del beato Sisto primo, Papa e Martire, governò la Chiesa con somma lode al tempo dell’Imperatore Adriano, e infine, sotto Antonino Pio, per guadagnarsi Cristo, sostenne volentieri la morte temporale.

Anche stavolta, dopo la polemica per la Intronizzazione del Santo (elevazione all’altare), fatta fare l’ultimo anno di sera e non, come tradizione millenaria vuole, la mattina alle ore 12:00 del 1 agosto, arriva ora un’altra sferzante accusa: la non coincidenza della festa ufficiale (3 oppure 6 aprile), polemica all’indirizzo del primo cittadino (resta naturalmente ferma la tradizione di festeggiare, ad Alife, il Santo Patrono l’11 agosto): “Avallare questo operato denota il tuo non operato – l’accusa dei fedeli all’indirizzo del sindaco, che aggiungono: “questa è l’analisi della tua amministrazione. Gesù disse che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. Chi ha orecchio per intendere, intenda”.

QUESTE LE POLEMICHE PER LA INTRONIZZAZIONE DEL SANTO

Caro Sindaco, come vedo si continua ad avere una inconsiderazione nei confronti di una tradizione millenaria che riguarda il nostro Patrono…. e inoltre prego i lor signori di andare a rivivere la storia che è anche la nostra storia del Nostro Patrono: il testo della lettera firmata giunta in redazione e relativa alla polemica sorta in seguito alla decisione di spostare, nella serata di oggi, la Intronizzazione del Santo Patrono San Sisto I che, come da tradizione millenaria, si è sempre tenuta alle ore 12:00 del giorno 1 agosto. Qualcuno mi ha detto hai ragione… ma purtroppo lei è di Sant’Angelo d’Alife – continua la nota – quindi non può capire la devozione degli alifani verso il nostro Patrono… Allora una domanda mi spontanea…. dov’e il Sindaco di Alife in questa circostanza? Quando tu cara Maria Luisa sai benissimo che chi gestisce i festeggiamenti del nostro Patrono non è il Vescovo, tantomeno il parroco e inoltre neanche il comitato ma il vero direttore artistico è il Sindaco…… SONO STATO CHIARO?“.

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E QUANDO FU COINVOLTO L’EX VESCOVO DI CERBO

“Anche tu, hai bisogno di informarti per non fare affermazioni…. a salve” – aveva tuonato l’ex Vescovo della Diocesi Alife – Caiazzo, Mons. Valentino Di Cerbo, all’indomani della decisione di far slittare di sera la Intronizzazione del Santo Protettore di Alife, San Sisto I, e non come tradizione millenaria vuole, ovverosia alle ore 12:00 del giorno 1 agosto. Il prelato, che poi aveva subito aggiunto: “Penso che tu abbia fatto un’affermazione non vera e polemica”, era intervenuto in risposta ad una nota in cui si sottolineava questa inspiegabile decisione. Non si sono fatte attendere le risposte, una su tutte quella di un fedele di Alife: “Caro Vescovo Valentino – scrive il cittadino – voi che dovreste essere un maestro in Israele, come direbbe appunto Gesù, sapete molto bene che il Magistero della Chiesa è composto dalla Sacra Scrittura e dalla Sacra Tradizione che sono i capisaldi della nostra fede, quindi è difficile se non addirittura impossibile cambiare, quindi aggiungo inoltre che la nostra fede e le nostre devozioni popolari sono fortemente legate alle tradizioni, così anche la nostra devozione degli alifani verso il nostro Patrono San Sisto I è anch’essa legata a una tradizione millenaria e, inoltre, aggiungo che per un motivo qualunque si possa cambiare… dicendo che per rispettare le norme anti Covid… e qui la domanda mi sorge spontanea – si aggiunge: perché il covid si diffonde solo a mezzogiorno e non la sera? Questo mi sembra assurdo, quindi delle due l’una: considerando, se ricordiamo bene la storia del nostro Patrono, mi pare che il Conte Rainulfo andò a prendere le ossa di San Sisto I proprio per liberare Alife dalla peste, allora o non crediamo più in San Sisto o, ancora peggio, forse non ci abbiamo mai creduto. Questo è il mio pensiero senza fare alcun tipo di polemica ma credo fermamente che sia anche il pensiero di molti alifani… vi abbraccio forte che Dio ci benedica sempre principalmente attraverso il nostro amato Patrono San Sisto I, Papa e Martire – conclude la lettera.

Clicca sotto per leggere l’articolo del 6 agosto 2021

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