ALIFE / CAIAZZO. Due comunità scosse dal dolore per la tragedia di Orvieto: Michele Melillo ed il figlio Marcello morti carbonizzati, la moglie Ester Ponsillo ricoverata ma viva.

Michele lavorava alla Fagianeria di Piana di MonteVerna, il piccolo Marcellino frequentava le scuole primarie di Caiazzo. La signora Esther rimane tutt’ora ricoverata all’ospedale di Orvieto in stato di choch, ma è fuori pericolo di vita.

Il piccolo Marcello Mellillo di 11 anni aveva subito un intervento chirurgico presso l‘Ospedale Gaslini di Genova lo scorso mese di luglio, e per questo la famiglia si stava recando allo stesso nosocomio per visita di controllo. Sono partiti di notte da Caiazzo, paese originario della donna e dove la famiglia viveva, per raggiungere il capoluogo ligure. Ma il destino ha voluto che non raggiungessero mai quegli specialisti e quella visita di controllo al piccolo Marcellino poichè a metà strada, nel tratto tra Orvieto e Fabro, alle ore 7:30 circa del mattino, un Tir che li precede improvvisamente sbanda, forse per un colpo di sonno dell’autista, e si ribalta, perdendo il proprio carico e subito dopo prendendo fuoco. Contro la sua enorme stazza si è schiantata la vettura della famiglia Melillo, condotta in quel momento dal papà Michele, 33enne originario della frazione Totari di Alife, con la moglie Esther Ponsillo ed il piccolo Marcellino, appunto. La signora riesce ad uscire dalla carcassa accartocciata dell’auto ancor prima che prendesse fuoco, il marito ed il figlio però vi rimangono intrappolati dentro, e lì termineranno la loro vita, rimanendo letteralmente bruciati vivi. Michele Melillo lavorava alla Fagianeria sita in Piana di MonteVerna, il piccolo Marcellino frequentava le scuole primarie di Caiazzo. La signora Esther rimane tutt’ora ricoverata all’ospedale di Orvieto in stato di choch, ma è fuori pericolo di vita.

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