ALIFE. Due le indicazioni dal consiglio comunale: 1) “Rinascita alifana” si disintegra, nasce “Alife libera”; 2) si cominciano a pagare le prime “cambiali elettorali”.

“… scelta resa semplicemente necessaria poichè crediamo che il sistema di gestione dell’attuale amministrazione sia iniquo, inefficiente e che abbia tradito il mandato degli elettori di “Rinascita alifana”: più chiaro di così. “Il nostro nuovo gruppo non riconosce l’autoritarismo della cosa pubblica. Il votare come pecorelle per “non fare brutta figura” non ci appartengono” (il testo del neo costituito gruppo consiliare).

Due le indicazioni che vengono fuori dal consiglio comunale di questa sera. Un’assise con metodi da prima della “Prima Repubblica” sancisce la lacerazione (ormai ufficiale) dell’ormai ex gruppo di maggioranza, che era risultato vincitore alle elezioni comunali dello scorso giugno 2018, ed il fatto che si stanno cominciando a pagare le prime “cambiali elettorali”. Il gruppo che era di maggioranza assoluta, composto da nove componenti (sindaco Di Tommaso compreso) si sbriciola e se ne costituisce un altro, “Alife libera”, autonomo ed indipendente dalla maggioranza stessa, che di fatto ora diventa relativa: lo stesso sarà composto dai consiglieri comunali dissidenti dall’ex “Rinascita alifana”, ovverosia Silvia Di Muccio e Alessandra Pasqualetti (con quest’ultima capogruppo). A nulla sembrano valse le riunioni di squadra, tardive ed inconcludenti, frettolosamente convocante per ricucire strappi insormontabili, da un gruppo che mai ha avuto un collante, mai un’idea di paese univoca, ed i risultati amministrativi fin qui ottenuti ne sono la conferma (ma questo forse l’elettore medio, con intelligenza media, lo aveva cominciato ad intuire non alla vittoria elettorale, ma già alla composizione della lista). “Rinascita alifana” rimane dunque in sette: Maria Luisa Di Tommaso sindaco (sempre più in imbarazzo), quindi Enrico Palmieri, Angelo Delli Veneri, Caterina Ginocchio, Anna Maria Morelli (a costituire l’esecutivo), Alfonso Simonelli e Luigi Zazzarino. Stop. La maggioranza finisce qua. Ci sono poi ben tre gruppi consiliari che non condividono l’azione politica di questo governo: il neo costituito “Alife libera”, “Uniti per Alife” e l’ “L’Elefante”. Commissione locale per il paesaggio, come volevasi dimostrare: voto unico, ogni consigliere comunale vota un solo nome, così come dice la legge (CHE FIGURACCIA!!! sindaco Di Tommaso, giudice di pace, e consigliere Simonelli, avvocato, che avevano insistito la volta scorsa per mettere a votazione il criterio di votazione, ovverosia volevano far votare tutti i consiglieri per ciascun membro della commissione stessa) quindi ognuno “piazza” i suoi ma quello che appare evidente è che la maggioranza non riesce ad eleggere tutti i nominativi che aveva (difatti, non è più maggioranza), nel mentre si cominciano a pagare le prime “cambiali elettorali”. Ecco allora Francesco Santangelo, parente indiretto della consigliera Di Muccio (il nome del neo costituito gruppo consiliare “Alife libera”), Giuseppe Sansone, cognato del vice sindaco Palmieri, Gabriella Gambella (il nome del gruppo de “L’Elefante”), Pierfernando Pisaturo (nome del sindaco, o meglio, del congiunto, Alfonso Santagata) e Giuseppe Sasso (il nome del raggruppamento “Uniti per Alife”: il fratello Luca aveva firmato il dissesto finanziario lo scorso anno con l’amministrazione Salvatore Cirioli!!!). Almeno all’atto della votazione hanno dovuto giocoforza abbandonare l’aula tanto la Di Muccio (per il grado di parentela con il componente Francesco Santangelo) che il vice sindaco Palmieri (cognato appunto del componente Giuseppe Sansone). Pertanto, a conti fatti, la ex maggioranza di “Rinascita alifana” riesce a “piazzare” i soli Giuseppe Sansone e Pierfernando Pisaturo.

 

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