ALIFE. Linee programmatiche presentate dalla maggioranza nel corso dell’ultimo consiglio comunale, l’intervento del capogruppo de “L’Elefante”: “documento generico e incompleto per la risoluzione dei gravi problemi della nostra comunità”.

“Come si possa programmare senza conoscere concretamente, ed almeno per linee generali, la situazione delle casse comunali?” – rincara il consigliere comunale Guadagno.

“Questa sera stiamo vivendo uno dei momenti più importanti della vita amministrativa del nostro Comune: la presentazione delle Linee Programmatiche da parte della maggioranza consiliare – l’esordio del capogruppo del gruppo consiliare “L’Elefante – C’è un’altra Alife”, Enzo Guadagno. E’ un passaggio dell’azione amministrativa spesso sottovalutato, ma che esprime il senso profondo di come si vuole impostare l’azione di governo di un’amministrazione nell’espletamento del suo mandato. Si sa che la nostra comunità sta attraversando problemi complessi e, pertanto, si ha la necessità di soluzioni complesse nella programmazione. Ed è per questo che, consapevoli, come minoranza, della funzione di controllo che la legge ci impone, abbiamo letto con attenzione il documento che è stato posto alla nostra attenzione. E, con stupore, abbiamo notato che tale documento risulta generico e incompleto per quanto riguarda la risoluzione dei gravi problemi che la nostra comunità sta vivendo. Avremmo preferito, inoltre, che, alle parole del Sindaco ascoltate nel primo consiglio comunale, relative ad una richiesta di collaborazione fattiva e aperta con l’opposizione, seguissero i fatti, come ad esempio l’indizione di una conferenza dei capigruppo consiliari per discutere preliminarmente di programmazione amministrativa, in modo da recepire anche le osservazioni delle opposizioni. Ciò non è avvenuto e ce ne dogliamo, sperando che sia solo un incidente di percorso e, che, nel prosieguo dell’attività amministrativa, si tenga maggiormente in considerazione la volontà collaborativa dell’opposizione in occasione di momenti importanti della vita amministrativa. Ciò detto, vogliamo porre l’attenzione su alcune criticità riscontrate nel documento che stiamo discutendo. Le linee programmatiche presentate questa sera mancano di indicazioni minime circa lo stato economico attuale dell’Ente, pur comprendendo le difficoltà di reperire notizie certe; e non vi è neppure un accenno, nelle sette pagine scritte, sulla situazione di dissesto finanziario in atto nel nostro Comune. La domanda che ci sovviene è quella di come si possa programmare senza conoscere concretamente, ed almeno per linee generali, la situazione delle casse comunali? La programmazione di progetti ed opere non può avvenire se non si conoscono le reali risorse da poter utilizzare per risolvere i gravi problemi che vive attualmente la nostra Città. Questa mancanza ci impone di dare, da subito, un giudizio negativo, e ci impedisce allo stato attuale, anche se il nostro Statuto, correttamente, prevede che ciascun Consigliere ha diritto di proporre modifiche ed integrazioni alle linee programmatiche, di intervenire con possibili emendamenti. Ma avendo, comunque l’obbligo di esplicitare le nostre perplessità elenchiamo le nostre considerazioni necessarie a seguito della lettura di questo documento.
PREMESSA
Nella “Premessa” delle linee programmatiche si asserisce testualmente “E’ tempo che in questo territorio si volti pagina e ci si dedichi alla soluzione dei problemi”. Cogliamo in tale affermazione una critica esplicita alle amministrazioni precedenti che evidentemente, secondo la maggioranza, non avrebbero ben operato, laddove l’attuale maggioranza sente la necessità di voltare pagina e di dedicarsi alla risoluzione dei problemi che ritiene nel passato non siano stati risolti. Prendiamo atto di questa critica al modo di amministrare delle passate amministrazioni ed all’intenzione di operare un cambiamento da parte della nuova compagine amministrativa, ma intendiamo verificare e giudicare il passaggio di tali enunciazioni ai futuri fatti concreti. La nuova amministrazione afferma, poi, di doversi adoperare “in via prioritaria al risanamento economico, amministrativo”… “ma soprattutto morale e culturale del Nostro Comune”. Come è possibile avviare un risanamento economico e amministrativo senza avere contezza della situazione finanziaria? Si parla, poi, di un risanamento morale e culturale? Ma quali sono le iniziative di carattere morale che l’amministrazione intende porre in essere, dato che non esiste una morale che abbia carattere assoluto ed ognuno esprime una diversa concezione morale della realtà? Non è compito di una amministrazione ergersi ad autorità moralizzatrice o educatrice della vita sociale di una comunità. Un’amministrazione deve rispondere politicamente delle sue decisioni ai cittadini, della correttezza del suo operato alla legge, e non ha il compito di risanare moralmente la comunità. Anche storicamente laddove lo Stato si è assunto il compito di ergersi ad autorità morale sono nati e cresciuti totalitarismi e autoritarismi. Si parla anche di risanamento culturale? Ma come si può parlare di tale argomento quando nelle linee programmatiche non c’è neppure un accenno all’esistenza di una biblioteca comunale che da vent’anni è rimasta inutilizzata rispetto allo scopo per cui era stata creata? E’ appena il caso di ricordare che una biblioteca è il punto di partenza, il punto cardine per far risorgere una comunità dal punto di vista culturale, attraverso progetti concreti per rivitalizzarla e conferirle quel ruolo di veicolo del sapere fondamentale per i cambiamenti essenziali da operare in ambito socio-culturale. Non aver menzionato tale risorsa è una grave mancanza, così come non aver tenuto conto della valorizzazione del Museo archeologico dell’antica Allifae. Si esprime anche l’intenzione di potenziare la macchina amministrativa? Ma con quali risorse? Con quale metodo selettivo? (procedure concorsuali, provvisoria chiamata diretta, mobilità?). Anche questo non è dato sapere. Per quanto riguarda, poi, il recupero del centro storico? Ci si rende conto delle cause principali che hanno determinato la sua desertificazione tutte collegate al mancato rispetto del Piano Regolatore Generale, mancato rispetto determinato dalla volontà di alcune precedenti amministrazioni tese a favorire le concessioni edilizie nelle zone rurali? Si è disposti, intanto, come richiedeva e richiede il Piano Regolatore Generale, di realizzare nel centro storico, nelle zone libere, non edifici privati, ma di carattere pubblico, al fine di condizionare i cittadini a rientrare in un cuore della città rivitalizzato? Quali sono le strategie per tale rilancio? Non vi è traccia di una strategia in tal senso.
PIANIFICAZIONE TERRITORIO E AMBIENTE
Nella parte relativa alla “Pianificazione Territorio e Ambiente” delle linee programmatiche si evidenzia la necessità di superare il Piano Regolatore Generale attraverso la redazione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale, poiché la maggioranza fa notare che il PRG è “datato 1970”. Si fa notare che il Piano Regolatore Generale venne adottato il 13.9.1970, e approvato definitivamente nel 1976. Ha avuto, quindi, un iter complesso durato ben 10 anni. Prima di pensare alla realizzazione di un “nuovo piano urbanistico comunale”, non è necessario valutare la possibilità di adeguare il piano regolatore generale esistente alle esigenze urbanistiche attuali, partendo dalla realizzazione dei piani particolareggiati? Siamo consapevoli di dover adeguare il Piano Regolatore Generale alle nuove normative con la redazione del PUC, ma rimaniamo perplessi nel leggere la volontà dell’amministrazione di redigere un “nuovo PUC”. Il Piano Regolatore Generale del nostro Comune conserva ancora potenzialità non sfruttate e non sempre è stato rispettato, mentre nel corso del tempo vi sono stati tentativi per annullarne l’efficienza pianificatrice a danno del bene pubblico, ed a favore di quello privato. Per questo siamo convinti che bisogna verificare se il nostro PRG conserva ancora fondamentali aspetti da utilizzare per l’elaborazione del PUC, dal momento che era stato creato per soddisfare una popolazione che dovrebbe raggiungere i quindicimila abitanti. In relazione, poi, ai lavori di rifacimento stradale e di pubblica illuminazione di cui non è dato sapere dove reperire le risorse per poterli attuare, vengono menzionati, nella programmazione presentata, solo il centro storico e le frazioni di Totari e San Michele, dimenticando che Alife si è sviluppata esponenzialmente nelle periferie, e che il territorio alifano ha una vastità rilevante avendo un territorio di 64 km/q. In ordine alle frazioni di Totari e San Michele, inoltre, non vi è prevista una progettualità relativa alla diversa conformazione territoriale e urbanistica che presupponga differenti peculiarità di queste piccole comunità. Le due frazioni hanno necessità di una progettazione specifica e non possono essere accomunate perché realtà diverse. Tra l’altro è facile notare che tutte le opere illustrate nella “Pianificazione territorio ed ambiente” non hanno il carattere di iniziativa comunale, ma potrebbero essere realizzate solo con l’ipotetico e non sicuro sostegno di fondi europei o regionali.
AGRICOLTURA-INDUSTRIA-COMMERCIO-TURISMO
In relazione allo sviluppo dell’agricoltura, poi, vi è una generica previsione della valorizzazione dei prodotti tipici locali senza indicare le necessarie strategie da realizzare. Per quanto concerne l’industria si evidenzia la necessità di procedere a “creare le infrastrutture nell’area ASI già esistente”, dimenticando che la creazione di infrastrutture non è di competenza comunale ma appunto dell’ASI. Si asserisce successivamente di voler “Creare un’area PIP (Piani Insediamenti Produttivi) lungo la s.s. 158”. L’intenzione di creare un’ulteriore insediamento industriale lungo una strada di forte traffico che porta al Matese, che diventerà la strada principale di transito per il Parco Nazionale, è in contrasto con il principio fondamentale dei Piani Regolatori Generali che impongono di evitare presso le strade di grosso traffico gli insediamenti produttivi. Vi è, poi, la previsione della realizzazione di un impianto di depurazione per le aree industriali, senza indicare in quale modo e con quali risorse realizzarlo. Questione che sicuramente creerà perplessità e contrarietà negli animi ambientalisti della nostra città sensibili alla tutela dell’ambiente e della salute. In relazione al turismo ed in particolare alla valorizzazione dei beni storico-archeologici, si fa notare la frase “Alife oggi vanta un patrimonio culturale fruibile di inestimabile valore” e, pertanto, l’intento della nuova amministrazione sarà quello di “continuare a garantire la fruibilità di tali bellezze”, ci lasciano perplessi queste affermazioni laddove tali beni archeologici non sono fruibili da anni e ridotti in un completo stato di abbandono. Piuttosto bisognerebbe prevedere nelle linee programmatiche la necessità di renderli finalmente fruibili da tutti e di curarli. Anche per quanto riguarda l’organizzazione di percorsi turistico–culturali, più che pensare a ambiziosi e poco realizzabili circuiti nazionali ed addirittura internazionali, sarebbe il caso di concentrarsi su un percorso zonale, dell’alto casertano, dove la città di Alife potrebbe giocare un ruolo primario per le bellezze archeologiche che possiede. In relazione alle attività commerciali enunciate nel titolo, non vengono trattate neppure per cenni nelle 7 pagine del documento. Si appalesa, poi, molta genericità sulla “Scuola, cultura e formazione” e sullo “Sport e tempo libero”, con annunci di progettazioni che non hanno un riscontro di risorse e mezzi necessari per la loro realizzazione. Qualche positività va riconosciuta per quanto riguarda la trattazione del welfare e delle politiche sociali. Cosa manca: Al di là della genericità delle linee programmatiche si rileva una carenza di indicazione di problemi rilevanti che non sono stati minimamente presi in considerazione. Ne elenchiamo alcuni non contenuti nel documento presentato:
1. Non c’è alcun riferimento al problema dell’evasione fiscale.
2. Non c’è alcun riferimento alla riorganizzazione del mercato settimanale;
3. Non c’è alcun riferimento al controllo del corretto funzionamento della rete fognaria.
4. Non c’è alcun riferimento alla regolamentazione del traffico cittadino.
5. Non c’è alcun riferimento alla risoluzione del problema del Cinema Volturno.
6. Non c’è alcun riferimento alle problematiche dell’area cimiteriale.
Si potrebbe continuare ad elencare tanti altri problemi che non trovano posto nell’azione amministrativa proposta dalla nuova amministrazione, ma non vogliamo dilungarci. Per il momento il nostro gruppo, quello dell’Elefante, darà all’amministrazione il tempo per impostare un’attività amministrativa che si presenta certamente non facile. Appena dopo, il nostro ruolo di minoranza, si svilupperà in termini dialettici, duri e rigorosi al fine di assumere un reale interesse della nostra comunità. Avremmo preferito un altro tipo di indicazioni programmatiche, e, perciò, nella situazione che ci si presenta dovremmo esprimere un voto negativo a tale documento; ma crediamo che, nonostante le gravi ed incomprensibili mancanze riscontrate, bisogna dare una opportunità ed un incoraggiamento alla nuova amministrazione che deve tentare di risolvere gravi problemi. Pertanto – conclude la nota –  ci asteniamo nella votazione di tale documento, riservandoci di valutare la necessaria azione di governo dell’amministrazione sul piano concreto, e sviluppare una nostra azione politico-amministrativa a vantaggio della nostra città. Grazie e buon lavoro”.

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