ALIFE / PIEDIMONTE MATESE. Ricette mediche bianche e sanzioni dei NAS: tutto quello che c’è da sapere.

La ricetta bianca è elettronica anche dal medico privato, che deve generare in formato elettronico le prescrizioni di farmaci non a carico del SSN: tutto quello che va indicato.

In questi giorni in diversi centri del matesino si è assistito a sanzioni comminate a medici specialistici, ma anche medici di base (i mutualisti), rei secondo gli ispettori dei NAS, carabinieri del Nucleo antisofisticazione, di aver compilato erroneamente le ricette cosiddette “bianche”. La ricetta bianca differisce da quella rossa in quanto viene compilata sul ricettario personale del medico e i medicinali prescritti sono a totale carico del cittadino. Quella rossa, invece, viene compilata sul ricettario regionale e i farmaci prescritti sono a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Altro passo avanti previsto dal Ministero dell’Economia e della Salute è l’introduzione della ricetta bianca dematerializzata, il cui avvio è stato stabilito dalle singole Regioni ma le prescrizioni possono comunque essere utilizzate su tutto il territorio nazionale: dal 31 gennaio 2021 tutte le farmacie italiane devono essere in grado di spedirle.

Il medico prescrittore genera in formato elettronico le prescrizioni di farmaci non a carico del SSN (ricetta bianca) con le stesse modalità previste per la ricetta di farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale (quella rossa). La ricetta elettronica, ex “bianca” deve riportare il codice fiscale del paziente, la prestazione, la data della prescrizione e le informazioni necessarie per la verifica della ripetibilità e non ripetibilità dell’erogazione dei farmaci prescritti. E’ previsto che il medico rilasci al paziente un “promemoria”. All’acquisto del farmaco, la farmacia invia i dati della ricetta bianca dematerializzata al sistema Sac/ Sar, che verifica anche le condizioni di ripetibilità della vendita del farmaco prescritto.

Fino al 30 gennaio 2021 ed in via transitoria, la ricetta dematerializzata bianca si affianca a quella cartacea, ma non la sostituisce. Pertanto, i medici potranno continuare ad effettuare prescrizioni anche in modo cartaceo.

Le modalità di tale ricetta dematerializzata, non a carico del Ssn, sono state definite da oltre un anno (Decreto Ministero Economia del 30/12/2020). Nelle Regioni che hanno già avviato la dematerializzazione (ma non c’è la Campania), tutti i medici iscritti all’Ordine sono abilitati a utilizzare tale sistema, ma non c’è obbligo e sarà comunque possibile continuare a utilizzare la carta. Mentre le farmacie sono tenute, sempre dal 31 gennaio, a ricevere e spedire tale tipologia di prescrizione, adeguando i software. Questo perché a fronte della generazione di una ricetta dematerializzata in una Regione, questa può essere utilizzata dal cittadino in circolarità su tutto il territorio nazionale. Le farmacie devono comunque poter continuare a spedire anche le ricette bianche cartacee.

La dematerializzazione è prevista per le ricette bianche ripetibili e non ripetibili, mentre restano escluse le prescrizioni dei medicinali inclusi nella tabella dei medicinali, sezioni A-B-C-D-E e preparazioni magistrali e officinali. In generale, la dematerializzazione della ricetta bianca avviene tramite tessera sanitaria. Devono essere conservate dalle farmacie per almeno due anni, quelle dematerializzate non ripetibili (RNR), limitative (RNRL) e dematerializzate ripetibili (RR) e limitative (RRL)

Vietata inoltre la vendita a distanza (online) dei medicinali con obbligo di prescrizione medica, anche nel caso di prescrizione con ricetta bianca dematerializzata.

Ma quanto vale la “ricetta bianca“? Non oltre i sei mesi e, comunque, non più di dieci volte, salvo che per alcune categorie di farmaci (come gli ormoni o gli ansiolitici), per i quali il periodo di validità della ricetta è più breve. La ricetta per la prescrizione di prestazioni di specialistica/diagnostica ambulatoriale ha invece validità di 1 anno. 

Ma quali sono i formalismi previsti per il farmacista all’atto della dispensazione delle ricette non rimborsabili (bianche)?

Il farmacista annota sulla ricetta bianca il nome, il cognome e gli estremi di un documento di riconoscimento dell’acquirente diverso per i medicinali inclusi nella sezione A della tabella dei medicinali e per quelli transitati nella sezione D della tabella dei medicinali successivamente al 15 giugno 2009. Il Farmacista può anche spedire la ricetta bianca in via definitiva se ha consegnato un numero di confezioni inferiori rispetto a quello prescritto, previa annotazione sulla ricetta bianca e dandone specifica comunicazione al medico prescrittore. Si può anche chiedere al farmacista di ritirare in modo frazionato il numero di confezioni prescritto con ricetta ordinaria (bianca), sempre nel termine di validità della stessa, previa annotazione del numero di confezioni di volta in volta consegnato.

Stampa
comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

menu
menu