ALIFE. Pro Loco alifana e… gli errori più comuni nelle comunicazioni.

Metti che una redazione riceve un comunicato stampa da un’associazione qualsiasi, ad esempio una Pro Loco…

Metti che un tizio (Domenico Italiano, ndr) sollecita ad un redattore la pubblicazione dello stesso comunicato per tramite il canale whatsapp privato (e personale), comunicato a firma della presidente della medesima associazione…

Metti che i tempi delle redazioni sono differenti (vi sono chi ne riceve 10, chi 30, chi 50, chi oltre comunicati al giorno)…

Metti che la stessa associazione ti scrive, dopo qualche ora o il giorno dopo non ha importanza, una “Comunicazione di non pubblicazione dell’articolo”... dopo aver insistito sempre per tramite il canale whatsapp privato (e personale), anche con messaggi vocali… (il tutto naturalmente conservato per future pubblicazioni, prima che l’autore, meschinamente, li cancellasse)…

Metti che lo stesso comunicato la stessa fonte/associazione decide autonomamente di inviarlo ad un’altra (ed ancora una volta una soltanto) redazione e da quest’ultima pubblicato…

Abbiamo, allora, tutti gli elementi per poter umilmente suggerire alcuni errori da non commettere in questi casi:

1. Non avere un piano editoriale e non pianificare le comunicazioni nel breve, medio e lungo periodo

2. Scrivere comunicati stampa noiosi

3. Concentrarsi solo sulle grandi testate

4. Sottovalutare l’importanza delle relazioni pubbliche

5. Rivolgersi a tutti i media senza un target preciso

6. Scrivere per sé stessi: gli uffici stampa devono essere sì persuasivi, ma oggettivi

7. Non misurare l’efficacia della propria strategia da ufficio stampa

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