ALIFE. Questione cava “Santa Croce”, interviene la società proponente: “Te piace o’ presepe? No. VIDEO.

“… un nuovo ufficio al Comune di Alife: l’U.C.C.P. (Ufficio Complicazioni Cosa Pubblica)”… l’allora amministrazione Vitelli… chiacchiere di qualche novello amministratore che all’epoca dei fatti giocava in calzoni corti”. 

di Adele Consola

Dopo l’altolà del Consiglio Comunale di Alife alla richiesta di ricerca mineraria, riguardante una delle cave di San Michele, alla Direzione Generale Lavori Pubblici e Protezione Civile della Regione Campania, interviene la società proponente. “Non entrerò in tecnicismi per non annoiare nessuno. La questione è molto più semplice di quanto un gruppo di sapientoni e finti difensori civici in ricerca di notorietà, vuol far credere. Dunque, fatto noto è che obbligatoriamente si deve provvedere alla riqualificazione delle cave. In che modo? ANCHE ATTRAVERSO LO STRUMENTO DELLA CONCESSIONE MINERARIA. Ma il sindaco e qualche saccente soggetto appartenente all’amministrazione, alla ricerca di un momento di gloria, hanno voluto costruire un caso, alzare un polverone, creare la classica tempesta in un bicchier d’acqua. Si sono espressi con un NO a prescindere, senza neppure chiedere alla società proponente quale sarebbe stata l’idea progettuale per la cava di località “Santa Croce” e quindi le motivazioni della ricerca mineraria. Ma d’altronde oggi è moda comune quella di creare un problema per poi far finta di risolverlo. E mentre questo modo di amministrare sancisce di fatto la nascita di un nuovo ufficio al Comune di Alife: l’U.C.C.P. (Ufficio Complicazioni Cosa Pubblica), al Comune di Castagneto Carducci si fa sul serio l’interesse del territorio (https://www.ilsole24ore.com/art/cantine-15-milioni-euro-nascera-bolgheri-un-ex-cava-arenaria-ADABKGi). E quindi per la cava di località “Santa Croce” l’amministrazione Di Tomaso si pronuncia con un NO a prescindere all’idea imprenditoriale e non a quella progettuale, che tuttora non si vuole conosce. E’ doverosa, a questo punto, una precisazione. Alla stessa società che oggi propone il recupero ambientale (UNICA FINALITÀ DEL PROGETTO) e all’allora amministrazione Vitelli, nel lontano 2006, fu imposto da Corrado Catenacci (Commissario delegato per il superamento dell’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania) di destinare quella cava a sito di stoccaggio rifiuti. Il pericolo fu scongiurato solo grazie a dei ricorsi al Tar (ATTI PUBBLICI). In quella occasione la società proponente rinunciò senza esitare ad un compenso milionario in euro, cosa che nonostante tutto si rifarebbe. Questi sono i fatti, non le chiacchiere di qualche novello amministratore che all’epoca dei fatti giocava in calzoni corti. Ad ogni modo saranno gli organi competenti a decidere il da farsi sulla richiesta di rilascio. Al momento la questione, che ha del paradossale, è solo da paragonarsi alla celeberrima scena di Natale in Casa Cupiello del grande Eduardo. “Te piace o’ presepe? No”. A risponde l’amministratore unico della società proponente.


https://www.youtube.com/watch?v=-eAAmDvdmVE

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  1. settembre 05, 11:12 Anonimo

    Buongiorno Adele ai ragione, purtroppo alife è un paese distrutto economicamente, non sanno che il cavaliere che vuole sanare la cava è un imprenditore con tanto di cappello, è uno che già a fatto la battaglia Ponte Margherita è tutti e anno usufruito. Ciao Adele

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