ALIFE. Questione mensa scolastica: il Tar della Campania boccia il ricorso dell’impresa “La Matesina” contro la revoca dell’affidamento. Nuova gara all’orizzonte?

Alife, la scuola materna Volturno

Condanna la società ricorrente “La Matesina” alla rifusione in favore delle controparti delle spese di giudizio, liquidate in 1.500 euro per ciascuna di esse, e pertanto per complessivi 3.000 euro.

Il TAR della Regione Campania boccia il ricorso de “La Matesina” contro la revoca dell’affidamento all’impresa stessa del servizio mensa e refezione scolastica. I giudici del primo grado (due i gradi di giudizio in campo amminitrativo: dopo il TAR competente per Regione deciderà in eventuale appello il Consiglio di Stato a Roma) danno quindi torto all’impresa ricorrente che si era vista revocare l’affidamento dalla repsonsabiel area amministrativa del Comune alifano, Valentina Santini. Nel ricorso, il numero 1295 del 2014 proposto da “La Matesina Società Cooperativa Sociale”, rappresentato e difeso dall’avv. Gaetano La Milza, contro il Comune di Alife, rappresentato e difeso dagli avv. Alfredo Frezza e Enrico Frezza, nei confronti di “Quadrelle 2001 società cooperativa sociale” per l’annullamento della determinazione del febbraio scorso a firma della Santini che di fatto annullava l’aggiudicazione provvisoria dell’affidamento del servizio di mensa per l’anno scoalstico 2013/2014. Alla base della decisione del Tar vizi di legittimità del procedimento. Era intervenuta procedura di affidamento diretto a nuova società del servizio, fino alla fine dell’anno scolastico 2013/2014. “La Matesina” aveva partecipato alla gara bandita dal Comune di Alife e aggiudicataria provvisoria con verbale del novembre scorso; però, a seguito della richiesta di verifica del procedimento da parte di alcune ditte partecipanti alla medesima gara, il funzionario responsabile (Santini) aveva aperto un procedimento in autotutela e,  nelle more, l’Amministrazione comunale di Alife aveva ravvisato la necessità di dare comunque inizio al servizio di refezione scolastica, al fine di evitare disagi ai docenti e agli alunni. Nel dicembre 2013 si era affidata in via provvisoria il servizio stesso. Poi ci sono state anche delle noie di carattere sanitario e burocratico, ai locali ed ai cibi, finche nel febbraio 2014 il Comune di Alife revoca l’affidamento provvisorio del servizio mensa, procedendo nella  indizione di nuova gara per l’affidamento diretto del servizio mensa per il residuo periodo dell’anno scolastico 2013/2014, interpellando 5 ditte operanti nel settore della refezione scolastica ed escludendo in via di fatto l’impresa ricorrente. Nel marzo 2014 la società ricorrente ha impugnato gli atti chiedendone l’annullamento e chiedendo la condanna del Comune di Alife al risarcimento dei danni. Con una prima ordinanza il 20 marzo 2014 il TAR ha respinto l’istanza di adozione di provvedimenti cautelari, e confermato anche dal secondo grado di giudizio rappresentato dal Consiglio di Stato in Roma. Ma intanto è andato avanti un altro ricorso, quello con il quale  “La Matesina Società Cooperativa Sociale” ha impugnato la nota con la quale il Comune di Alife aveva richiesto a sette ditte la disponibilità alla gestione del servizio di mensa scolastica per il residuo periodo 2014. Secondo il TAR risulta “infondata l’eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso, articolata dalla società controinteressata. Difatti, se è vero che la società “La Matesina” ha dimostrato di non volere conseguire l’aggiudicazione definitiva del servizio in parola, la stessa ha tuttavia dato conto di avere interesse a mantenere l’affidamento provvisorio del servizio in parola, il quale, ancorché attribuito per un tempo ristretto e a seguito di una valutazione ampiamente discrezionale dell’ente territoriale, appare  legato a presupposti suoi propri e autonomi rispetto a quelli del servizio annuale oggetto del procedimento della gara. Pertanto, esclusa ogni interferenza tra la procedura di gara in svolgimento e l’affidamento provvisorio del servizio, consegue l’ininfluenza sulle condizioni di ammissibilità del presente gravame della posizione tenuta dalla società “La Matesina” nella vicenda della gara “ordinaria”. Ancora seocndo il TAR “indipendentemente dal fatto che la fornitura dei pasti sia iniziata il 16 o il 17 dicembre 2013, sta di fatto che la comunicazione sanitaria è stata inoltrata soltanto il 17 gennaio 2014, per cui sussiste l’inadempimento per violazione del Regolamento CE 852/2004, denunciato dal Comune di Alife”; ed ancora “il fatto che a “La Matesina” sia stata comunque lasciata la gestione del servizio fino all’individuazione di un nuovo affidatario non risulta in contraddizione con l’immediata operatività della revoca/decadenza, essendo frutto della necessità di evitare interruzioni nella fornitura dei pasti nelle scuole del Comune”. Anche in merito alla domanda risarcitoria da parte dell’impresa ricorrente contro il Comune di Alife, secondo il TAR “esclusa la sussistenza di illegittimità degli atti oggetto di impugnazione, deve essere esclusa anche l’illiceità del comportamento tenuto nella vicenda dal Comune di Alife, dal che non può che derivare, quale ulteriore conseguenza, la reiezione della domanda in questione, per non essere ravvisabile alcun danno risarcibile”.

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