ALIFE / Verso le Amministrative 2018. I candidati devono essere scelti dal popolo, non da un gruppo che si riunisce privatamente e decide le sorti di tutti: la Ginocchio lancia il referendum popolare o un sondaggio internet.

“Viene a decadere il valore stesso della democrazia che significa “voce del popolo”, e non “voce di tizio e caio”.

“ I candidati devono essere scelti dal popolo non da un gruppo che si riunisce privatamente e decide le sorti di tutti. Questa non è democrazia”. Lo ha affermato Agnese Ginocchio, Presidente del Movimento per la Pace, l’Ente che opera fattivamente e a largo raggio in questa provincia e non solo, sul versante dei diritti di ogni uomo e della solidarietà sociale. “Volevo esprimere il mio rammarico perchè ritengo non sia affatto giusto che un gruppetto di persone decida di gestire il destino di Alife – ha fatto sapere la Ginocchio, originaria proprio del comune dove si terranno le prossime amministrative (dove a seguito della caduta dell’amministrazione avvenuta un anno fa circa, il comune è attualmente sotto commissariamento) – senza consultare la società civile e le associazioni operanti fattivamente nel territorio, credo sia una grave mancanza di rispetto.Viene a decadere il valore stesso della democrazia che significa “voce del popolo”, e non “voce di tizio e caio”. Mi auguro che i cittadini questa volta non si facciano incantare dalle solite promesse, ma agiscano con coscienza e responsabilità, anche perchè con la situazione in cui versa il nostro paese, è tempo di agire con discernimento e servizio. Fare politica – continua – non è servirsi del popolo, ma essere vicini ai bisogni del cittadino, in particolare di chi versa in situazioni di disagioSono sempre più infatti, le richieste di aiuto che pervengono al nostro ente. Per questo non smetteremo mai di ringraziare quanti amici, che, accogliendo i nostri appelli ci hanno dato una mano per aiutare chi necessita di aiuti urgenti. La politica ultimamente si è persa solo in chiacchiere, ci piacerebbe invece vedere qualcosa di realmente concreto. Pertanto il mio personale invito è quello di decidere insieme, magari anche attraverso un referendum popolare o un sondaggio da lanciare via internet, dove ogni cittadino (che se preferisce può restare anche nell’anonimato) esprima una propria preferenza. Il tutto però si svolga nella massima trasparenza e si agisca esclusivamente per il bene di Alife e delle future generazioni, per le quali al momento non ci sono buone prospettive; il paese infatti si sta sgretolando a causa della crisi che colpisce sempre più il comparto commerciale, la nostra è divenuta una comunità fantasma, il centro storico completamente vuoto, le saracinesche di storiche attività commerciali che un tempo attiravano gente, oggi completamente abbassate. Occorre un urgente piano di rilancio fondato sul commercio e sul turismo, perchè questa terra è piena di storia, e potrebbe offrire non poco riscoprendo e rilanciando gli antichi mestieri di una volta. Ma occorre anche un piano sicurezza e di vigilanza per via dei continui furti, per le azioni di vandalismo e di abbandono illecito di rifiuti disseminati nelle campagne e ovunque. Infine occorre realizzare spazi per i giovanissimi in cui possano avere la possibilità di sviluppare in loro creatività e talenti, ed essere seguiti in ciò da educatori che sappiano indirizzarli in ciò che è meglio per loro, educandoli inoltre alla coscienza civile e al rispetto dei valori, perchè il più delle volte i giovani essendo senza guide si concedono ad azioni di vandalismo, senza rendersi conto del danno che stanno compiendo. Poi bisogna favorire un progetto in cui si realizzi la “Città dei diritti dei bambini e degli adolescenti” . C’è davvero tanto da fare. In questo momento dobbiamo veramente fare uno sforzo ed essere tutti uniti, individuando, la e le persone giuste, che potrebbero dare una mano alla nostra martoriata ma bellissima terra, a venire fuori da questa estenuante crisi che ‘l’ha degradata e collassata”. “Un appello infine durante la prossima campagna elettorale – e conclude- ad usare metodi e linguaggi pacifici e nonviolenti, aperti al dialogo e al confronto, e non all‘offesa e alla denigrazione, verso l’avversario. La politica è vera solo se da essere sia Politica per la Pace“.

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