ALVIGNANO / SPARANISE. Accolto l’appello, annullata l’ordinanza con reintegro nella professione medica per specialisti del posto.

Ai medici  era stata comminata, tra le altre, la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G con interdizione della professione medica.

Accolto l’appello ed annullata l’ordinanza  che era stata impugnata dai medici direttamente interessati nello scandalo Asl, quindi revocate le misure interdittive a carico di Riccio Francesco, mutualista 60enne di Alvignano con studio in Piana di Monte Verna, a cui era stata disposta la sospensione della professione medica. Stessa disposizione anche per il collega Barbato Domenico, 66enne originario di Sparanise ma residente in San Nicola la Strada. Ai medici  era stata comminata, tra le altre, la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G con interdizione della professione medica. A termine le accurate indagini portate avanti dai carabinieri del Nas di Caserta era stato smascherato un sistema truffaldino che faceva leva su quattro laboratori di analisi della provincia di Caserta gestiti da un unico nucleo familiare di San Nicola la Strada. Un dipendente dell’ASL Caserta, in servizio presso l’ufficio economico finanziario, al fine di ottenere tornaconti economici personali, aveva stretto accordi col titolare di un noto centro odontoiatrico di Terra di Lavoro, per “eliminare” dai rientri una quota, pari a circa 147mila euro del debito complessivo che il centro aveva accumulato nei confronti dell’ASL per un importo complessivo di un milione e 820mila euro, già programmato in cinque differenti piani di rientro, afferente a prestazioni sanitarie odontoiatriche non convenzionate e dunque non riconosciute dall’ASL. Le indagini hanno pure confermato che tali condotte, da parte dei dipendenti dell’ASL di Caserta, non venivano attuate solo nei confronti dei quattro laboratori di analisi citati, ma ormai una pratica truffaldina svolta anche a favore di altre strutture private convenzionate esistenti sul territorio. I responsabili dei laboratori ed i loro collaboratori emettevano una serie di false certificazioni medico sportive rilasciate a timbro e firma di ignari specialisti, dalle quali facevano scaturire una serie di prescrizioni mediche per esami di laboratorio, determinando un grave rischio per i destinatari delle certificazioni di idoneità sportiva che venivano emesse anche in presenza di patologie non diagnosticate e dunque non certificate.

Stampa
comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

menu
menu