Amorosi / Cerreto Sannita. Scoperta una banda specializzata in rapine in banca: tra essi un 35enne di Amorosi. Tra i colpi messi a segno, uno a Pesaro, uno tentato a Montesarchio.

carabinieri amorosi

I malvicenti avevano tentato una rapina anche alla filiale Monte dei Paschi di Siena di Montesarchio nel maggio scorso: i ladri, il 35enne di Amorosi e quattro pregiudicati napoletani, erano stati scoperto nel corso di alcuni sopralluoghi nei pressi della banc.

Alle prime luci dell’alba i carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita ed Amorosi con i colleghi di Fano hanno tratto in arresto, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, un 35enne di Amorosi, già noto alle forze dell’ordine, responsabile di una rapina all’agenzia di Banca Marche a Marotta, in provincia di Pesaro e Urbino nel marzo scorso: la rapina è stata eseguita insieme ad altre tre persone, tra cui un napoletano, tutti aramti ed a volto coperto. La notte precedente al colpo, i malviventi avevano sostituito il vetro di una finestra della Banca con un pannello di plexiglass abbattuto poi al momento dell’irruzione in banca. Nella circostanza la rapina aveva fruttato la somma di 5mila e 600 euro euro. Uno dei rapinatori, però, venne arrestato dai militari mentre tentava di scappare dalla finestra dell’istituto bancario. I malvicenti avevano tentato una rapina anche alla filiale Monte dei Paschi di Siena di Montesarchio nel maggio scorso: i ladri, il 35enne di Amorosi e quattro pregiudicati napoletani, erano stati scoperto nel corso di alcuni sopralluoghi nei pressi della banca che, tra l’altro, si erano procurati un’auto Fiat Doblò, rapinato ad un commerciante di Acerra, con il quale sarebbero dovuti arrivare sul posto ed un furgone Fiat Iveco, simile a quello utilizzato dalle ditte di costruzioni edili. Dopo il colpo, travestiti da operai edili, avrebbero dovuto raggiungere una casa di Amorosi e attendere il momento migliore per allontanarsi. Durante l’operazione furono sequestrati anche due auto ritenute “pulite”, passamontagna, guanti in lattice, fascette in plastica, che dovevano servire per immobilizzare gli impiegati, e radio ricetrasmittent per comunicare tra di loro evitando di parlare al cellulare. Inoltre, furono rinvenuti anche 2 taglierini di materiale non rilevabile dal metal detector, arnesi atti allo scasso e 3 rotoli di nastro isolante in tela che doveva, servire per immobilizzare e legare le vittime.

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