Arpaia. Abusa della figlioletta dell’ex convivente, assolto 56enne del posto: il pubblico ministero aveva chiesto per lui 8 anni di reclusione.

La ragazzina si era confidata con una psicoterapeuta ed uno psichiatra che la seguivano, giacchè era affetta da un lieve ritardo cognitivo: la stessa minore aveva raccontato gli episodi ad una zia, che a sua volta aveva avvertito la madre.

Il pm aveva chiesto 8 anni di reclusione, e per la responsabilità di un 56enne di Arpaia si era espressa anche l’avvocato di parte civile; di parte completamente opposto, invece, l’avvocato difensore dell’uomo, che ne aveva chiesto invece l’assoluzione. Il Tribunale ha, alla fine, assolto perchè il fatto non sussiste l’imputato, accusato di aver abusato della figlia dell’ex convivente nel periodo tra il 2006 ed il 2009. Le indagini sono state condotte dagli inquirenti della Squadra mobile dopo una denuncia presentata nel 2014: l’uomo avrebbe iniziato a violentare la piccola sin da quando aveva 6 anni, ed avrebbe continuato a farlo, con cadenza mensile, per lungo tempo, anche mentre la minore era nel lettone, tra la mamma e lui che ne era il compagno. La donna ha spiegato di non essersi mai accorta di nulla, perchè all’epoca, per dormire, assumeva psicofarmaci, confermando però di aver nutrito sospetti sul compagno dell’epoca. in particolare, avrebbe raccontato di un episodio avvenuto nel 2008 quando, nel ritornare a casa, aveva trovato chiusa una porta che aveva lasciato parzialmente aperta. Aveva bussato, poi, spostando una veneziana, aveva notato l’atteggiamento equivoco del convivente, seduto su un divano con la sua figlia addosso. L’uomo avrebbe continuato in questi atteggiamenti, sarebbe poi recatosi in bagno ed, alle spiegazioni della sua compagna, sarebbe stato molto elusivo.

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