PIEDIMONTE MATESE / CERRETO SANNITA. Aspetti ambientali matesino – campani oltre i programmi elettorali regionali.

L’ambiente piedimontese dove parte di una maggioranza politica si lascia ammaliare dal canto delle sirene dell’opposizione e poi non è capace di retrocedere per tenere fede al mandato popolare ricevuto per una legislatura.

di Giuseppe Pace

Il Matese è sia campano che molisano e il recente parco naturale nazionale omonimo sta a ricordarcelo. Sarà migliore di quello solo campano? Ai posteri l’ardua sentenza, io mi sono già espresso negativamente in merito, ma non vorrei peccare di presunzione e spero di sbagliarmi nel giudicare l’eccesso di vincolismo che ingessa ulteriormente lo sviluppo locale possibile. Aggiungerei, per restare nella realtà statalista delle norme del parco nazionale, che il pessimista è un ottimista bene informato. E se questa norme non bastassero a ingessare lo sviluppo economico del cittadino matesino, c’è da non trascurare l’elemento ambientale endemico della diffusa piovra dei feudi elettorali che controlla tutto e tutti gli aneliti di libertà del cittadino fattivo e creativo come i tanti artigiani ed imprenditori soprattutto se femminili. Uno spicchio dell’ambiente matesino speciale è quello del vasto territorio di Cusano Mutri e del più montano di Pietraroja, ambienti ricchi di dettagli naturalistici, sociali ed artistici. A Cusano M. non mancano energie culturali fresche e capaci per smuovere un ambiente politico feudale, ma gli ostacoli appaiono spesso insormontabili. I cusanesi sono capaci di accecare la piovra tentacolare, alla Polifemo maniera, del feudo elettorale, controllato da lontano, è unirsi per un obiettivo comune? A me pare di si. Viceversa mi appare l’ambiente piedimontese dove parte di una maggioranza politica si lascia ammaliare dal canto delle sirene dell’opposizione e poi non è capace di retrocedere per tenere fede al mandato popolare ricevuto per una legislatura, non per metà circa. La democrazia non è fisiologica in tal modo. Leggendo il comunicato del 28 u.s. riportato da questo media, noto che l’ambiente politico piedimontese, non è quello alifano né cusanese poiché Piedimonte M. non è più un paese né forse è divenuta ancora città con cittadini più al di sopra del potere per il potere anche municipale. Ciò che resta è la discordia tra 3 gruppi politici che raccolgono le poche migliaia di voti, mentre con il feudo politico precedente, era uno solo il raggruppamento ad avere gran parte del consenso: i favori fatti consentivano più potere accentratore? I chiarimenti del gruppo Civitillo: “il Sindaco cerca pretesti per giustificare il naufragio di un progetto politico personale, di gruppo, che ha coinvolto l’intera comunità…”. La nota è ricca di dettagli, poco edificanti, dell’ambiente politico attuale piedimontese senza volere parteggiare per alcuno dei 3 gruppi, nati dopo l’operazione della Magistratura”Assopigiatutto”. Ad illuminare meglio l’ambiente politico specifico localmente è un residente piedimontese che mi scrive:” Carissimo…, la telenovela Di Lorenzo & C ha superato Beautiful che la TV propina da oltre un trentennio. Se hai avuto modo di leggere qualcosa della miriade di “cazzate” scritte da tastiera saprai cosa sta succedendo tra il Sindaco, i componenti la maggioranza ed i poteri industriali/finanziari non più occulti. Ora é un continuo “cantarsi le corna” tra politica e Gruppo X dei Civitillo. Quando, nel 2017, bisognava approntare la lista non si esitò a correre dai Civitillo chiedendo aiuto. Ora finito l’amore é finito tutto. Orbene, la situazione é catastrofica. Circa le dimissioni delle ”malpanciste” abbiamo un punto di vista diverso: io deduco che sia stato un tradimento, il “mio informatore” un atto di coraggio che altri non hanno avuto. In merito all’altro gruppo politico guidato dall’ Avv. Grillo, mi riferisce che il personaggio politico é intelligente e ha capito molto bene che, pur evidenziando doti e capacità, il Popolo di Piedimonte non lo elegge. E allora? allora in più occasioni, in questi giorni, ha ripetuto (in Consiglio Comunale e in interviste varie), “Non mi ricandiderò. Sarò disponibile a dare una mano ai piedimontesi nell’interesse della città”. Tendezialmente, Grillo, non ha a che fare con i Cappello ma non li evita. Come un altro amico piedimontese, anche questi sostiene che il feudo cappelliano sia terminato, io sostengo, invece, che esiste e sussiste ancora. Ma leggiamo cos’altro mi scrive: “Ormai quando dici “cappelliani” dai troppo onore e importanza a chi non ne ha. C’è rimasto solo colui che con Asssopigiatutto, ospite delle patrie galere, ha mandato nell’oblio la casata. Tieni presente che, oltretutto, Dante, Fulvio, Ezio, Iole sono passati a miglior vita. E’ restata tra i viventi solo la sorella in pensione. Con serietà e discrezione vive a Caserta il figlio di Dante che nulla a che vedere con l’ex Sindaco. E conclude, nell’utile informativa, per questo articolo:”Tenendo fede al fatto che San Marcellino resta il Protettore dei forestieri, si affaccia alla candidatura a Sindaco anche quello che tu conosci come Signorsì, assessore dell’epoca Assopigliatutto”. Conosco chi mi informa, generosamente, dal primo anno che migrai a Piedmonte da Letino, il 1963. Piedimonte d’Alife allora, era in pieno sviluppo demografico, economico scolastico, ecc. come ho evidenziato nel saggio ”Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, che lo scriptorum loci dr. G. G. Caracciolo notò, credo apprezzandolo positivamente anche perchè fu l’unico a scrivermi, eppure avevo segnato la mia mail al termine dell’introduzione. Misteri dei libri e dei lettori, che al 90% stanno zitti e al 9% fanno critiche anche immotivate forse suggerite dal politico di professione. L’Italia è colma di politicanti di professione e non di occasione. Piedimonte Matese ha bisogno di gente nuova non di veteri filosofi tuttofare e dire di ritorno sulla scena stantia locale piedimontese. Di Lorenzo era una possibilità di svolta ma a sentire i suoi detrattori, maltrattava tutti, forse se lo meritavano? I cusanesi pare che sappiano alternarsi meglio dei piedimontesi alla guida municipale senza grandi traumi sia pure in una lotta politica serrata e con qualche strascico, quasi fisiologico. Gli alifani, per comportamento politico municipale, somigliano ai cusanesi, ma la sirena partenopea è più vicina ad Alife, città più ricca di storia, di territorio pianeggiante ed irrigato, meno isolata tra i monti, ecc.! Non mi stancherò mai di ribadire che per Ambiente bisogna intendere non solo quello naturale, ma anche quello culturale, sociale e politico. Ambiente come sistema di Natura e Cultura dunque. L’ambiente del territorio campano è vario e diversificato per almeno due delle sue parti principali. Vi è l’ambiente naturale montuoso di buona parte del territorio beneventano, avellinese e casertano dove è bassa la densità demografica, l’economia è più tradizionale e alto è il tasso d’emigrazione soprattutto giovanile e professionalizzato, di cui molti laureati. Di complementare vi è un ambiente pianeggiante e costiero ricco di risorse naturali, dove vivono 4 milioni di persone, ma l’ambiente sociale non bene organizzato è ad elevato tasso di criminalità, più del doppio del restante territorio campano-matesino. In area metropolitana NA-SA-CE l’ambiente sociale ed economico appare, leggendo anche i media da “Mezzogiorno di fuoco”, spesso amplificato della malavita organizzata più di altre parti. L’endemico problema del riciclaggio e dello smaltimento dei rifiuti resta irrisolto al di là se al governo regionale vi siano persone di centrodestra che di centrosinistra. Solo il Governo Berlusconi ebbe il coraggio ardimentoso di autoconvocarsi a Napoli per risolvere il rifiuto del rifiuto e, in gran parte, ci riuscì. La malavita organizzata in ambiente campano è come una ragnatela con i propri fili sottesi in tutte le maglie della distribuzione merceologica per accrescere il capitale camorristico e in non pochi uffici pubblici dove usa mazzette ed intimidazioni come arma di persuasione. Con i fondi europei pro Covid19 l’appetito camorristico dei grandi appalti crescerà. La candidata, del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Campania, in pieno clima di agone elettorale, afferma: “In 20 anni ci sono stati sottratti 455 miliardi a vantaggio del Nord. Soldi che dovevano servire a realizzare le infrastrutture che mancano, a creare sviluppo nella nostra regione, a far nascere posti di lavoro. Dobbiamo recuperare questo divario frutto di scelte politiche che negli ultimi 20 anni ci hanno penalizzato. Faremo ripartire la sanità – prosegue la candidata, investiremo nella digitalizzazione e nell’innovazione delle nostre imprese e nella sostenibilità ambientale, faremo della Campania la regione più green d’Europa, realizzeremo gli a asili nido di cui quasi non c’è traccia nella nostra regione. Per troppi anni il Sud è stato penalizzato da una ripartizione assolutamente iniqua delle risorse statali. Anni nei quali a livello nazionale siamo stati rappresentati anche da finti paladini del Sud come Vincenzo De Luca, nella sua veste di sottosegretario alle Infrastrutture non ha fatto partire un solo progetto per la sua regione, e dall’ex ministro berlusconiano Stefano Caldoro, oggi utile soltanto a Matteo Salvini per fargli da cavallo di Troia per entrare in Consiglio regionale. Personaggi che, da governatori, hanno venduto al Nord le nostre eccellenze industriali, come per lo spostamento della sede legale di Alenia da Pomigliano a Varese, e hanno rappresentato la nostra regione in maniera pessima in Conferenza Stato Regioni. E il riparto del fondo sanitario nazionale sempre a sfavore della Campania, che riceve ogni anno 300 milioni in meno, ne è la prova più emblematica. Oggi abbiamo l’opportunità di invertire finalmente una tendenza, grazie alla prima forza politica e a un presidente del Consiglio del Sud che hanno realmente a cuore il destino delle regioni del Mezzogiorno”. Il linguaggio dei 5Stelle, sembra più ricco di promesse dei candidati tradizionali, dunque conoscono meglio l’arte della retorica greca oppure si battono come leonesse per riconquistare il notevole consenso che ebbero alle ultime elezioni politiche? L’Italia ha più bisogno di donne a rappresentarci, fatta eccezione per la ministra Fornero, del Governo tecnico di Monti, che pianse quando bloccò la contingenza a 6 milioni di pensionati, perpetrando di fatto un abuso dittatoriale sui più deboli- i pensionati tra cui molti docenti- che avevano versato regolarmente le tasse per gli anni di onesto lavoro. Da allora fino ad oggi lo Stato ha potuto “rubare”, grazie a Monti e alla compagine politica che lo fece fare, compreso il primo cittadino nazionale, circa 30 miliardi di euro, e ricevettero una legnata i 6 milioni della classe media italiana. La scusa era di tipo ragionieristico di appianare il bilancio dello Stato, che poteva benissimo tagliare partecipate, pensioni d’oro, ridurre a metà il compenso di Monti e dei suoi ministri ”signorsi”, ecc.. Il sazio non crede al digiuno direbbero i letinesi, ma anche i piedimontesi, alifani, cusanesi, caiatini che non sono affatto cretini, tanto per far rima! Ogni regione italiana amministrativa ha un suo ambiente? Ma allora ci sono 20 ambienti in Italia? Perché no anche se non cosi nettamente distinti come appaiono a molti indigeni provinciali, pardon regionali, poiché vi sono valori, consuetudini e linguaggi nazionali da oltre un secolo e mezzo, ancora poco tempo per ridurre le tipicità anche negative che si riflettono anche nei media e per TV. Gli ambienti matesini sono ancora, in prevalenza, ambienti della Regione storica del Sannio, anche con strali,ultimi, campani e molisani. I media locali, di questo periodo di campagna elettorale regionale, guardano ai fondi europei per la pandemia da covid-19 come ad una sorta di panacea dello sviluppo mancato in Campania, che vuole ridurre il notevole gap con in settentrione. Altri media danno segnali anche positivi come “La Campania è la seconda regione italiana, dopo il Lazio, per nuove aziende guidate da donne. E’ quanto emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile, realizzato da Unioncamere, presieduta in Campania da Ciro Fiola. Sono Lazio (+7,1%), Campania (+5,4%), Calabria (+5,3%), Trentino (+5%), Sicilia (+4,9%), Lombardia (+4%) e Sardegna (+3,8%) le regioni in cui le aziende “rosa” aumentano oltre la media. In termini di incidenza territoriale, sul totale delle imprese, al vertice della classifica si incontrano invece le tre regioni del Mezzogiorno più piccole (Molise, Basilicata e Abruzzo), seguite dall’Umbria, dalla Sicilia e dalla Val d’Aosta. Di fronte al Covid, però, in tutto il Paese molte aspiranti imprenditrici devono aver ritenuto opportuno fermarsi e attendere un momento più propizio. Tra aprile e giugno, infatti, le iscrizioni di nuove aziende guidate da donne sono oltre 10mila in meno rispetto allo stesso trimestre del 2019. Questo calo, pari al -42,3%, è superiore a quello registrato dalle attività maschili (-35,2%). E anche: “Nonostante il passo indietro da presidente di Legambiente Matese in vista della candidatura alle prossime regionali, il dirigente scolastico Bernarda De Girolamo non arretra di un solo passo nell’organizzazione dell’edizione 2020 di Galetta dei Laghi. Parte il countdown per l’evento che farà tappa proprio nello scorcio del bacino matesino, sabato primo agosto dalle ore 10 alle ore 13. Anche per effetto di questo rallentamento delle iscrizioni, sul quale ha inciso il lockdown, a fine giugno l’universo delle imprese femminili conta quasi 5mila unità in meno rispetto allo scorso anno. “Il dato dell’incremento di imprese femminili in Campania ci incoraggia e ci fa ben sperare per il futuro – commenta Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli e presidente di Unioncamere Campania – stiamo lavorando senza sosta per superare il più rapidamente possibile la crisi da Covid che ha danneggiato il nostro territorio e le nostre imprese. Camera di Commercio e Unioncamere sono concretamente al fianco delle forze produttive. In questo senso lo stanziamento di 40 milioni di euro previsto dalla Camera di Commercio rappresenta un segnale strategico a cui ne seguiranno presto anche altri”. L’ambiente campano ha un sistema dei trasporti sperequato con grandi assi autostradali nord-sud e poche strade veloci est-ovest e transmatesine ad esempio. Da decenni propongo la galleria di valico del Matese tra Guardiaregia-Cusano Mutri-Gioia S., ma, a parte pochi, il governo regionale resta sordo verso piccoli feudi elettorali poco ricchi di consensi come quelli dei circa 66 paesi sopra e intorno al Matese, sistema montuoso che pedemontano esteso oltre 1600kmq e comprendente lembi territoriali di 4 province: CE, BN, IS e CB.. Una parte speciale è rappresentata dal territorio del Sannio Alifano con due cittadine ricche di servizi sociali, clima ottimale e ambiente politico reso instabile dalle cordate partitiche napoletane. Non mancano candidati locali ricchi di belle speranze. Alcuni hanno esperienza politica maturata nei locali enti pubblici ed altri anche nel sistema d’istruzione. Ma sono i miliardi europei che fanno gola ai politici vecchi e nuovi e il classico meridionalismo, “piagnone” si risveglia di brutto. Più soldi al Sud per svilupparci! Ma sarà vero che uno sviluppo assistito sia la strada migliore? Io non credo. “Con le misure del Recovery plan annunciate da Giuseppe Conte e con un Governo regionale a guida 5 Stelle, la Campania e il Sud torneranno finalmente in primo piano. Ora che gli investimenti statali saranno proporzionati alla popolazione di riferimento, al Sud sarà destinata una quota di almeno il 34% sul totale delle risorse, così da poter finalmente programmare investimenti nella direzione di un vero sviluppo. In sinergia con il nostro Governo stiamo lavorando per annullare, una volta per tutte, il divario Nord-Sud e far ripartire il Paese con la spinta forte delle enormi potenzialità e risorse della Campania e delle regioni del Mezzogiorno. Come candidato presidente di questa Regione sto per inviare al presidente Conte una lettera con l’appello a fissare con urgenza i livelli essenziali di prestazione, perché ai cittadini della mia terra possano venire garantiti finalmente servizi dignitosi e si rivedano i criteri della spesa storica che da sempre ci penalizzano. Uno dei disastri più grandi della Campania è il sistema dei trasporti regionale. Occorre un sistema ferroviario che consenta ai cittadini di muoversi liberamente in Campania. Per questo il nostro programma prevede la realizzazione di una metropolitana regionale. La Campania deve diventare un modello nazionale per il trasporto pubblico. Arriveranno tantissimi fondi dal Recovery fund, noi li impiegheremo per collegare ogni provincia della Campania con l’area metropolitana, così da dire basta ai viaggi della speranza per fare solo 50 chilometri. I nostri figli che arrivano da Benevento, da Avellino e dalle aree interne del Cilento per studiare in città devono poter viaggiare in sicurezza e in tempi rapidi”. Lo ha dichiarato la candidata del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione Campania per 5Stelle, nel corso di un’intervista realizzata per il Tgr Campania. “La Campania – ha sottolineato ancora la candidata deve ripartire ora o mai più. Arriveranno tantissime risorse e neppure un euro dovrà essere sprecato. Serve lavoro subito e per farlo abbiamo in mente un piano lavoro vero, con 50mila nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione regionale. Puntiamo a 20mila ingressi di operatori della sanità nei nostri ospedali, che oggi vengono chiusi con la scusa che non c’è personale per farli funzionare. Eppure abbiamo graduatorie già pronte da scorrere e tanti nostri medici e infermieri che lavorano fuori regione da far rientrare. “Il caso degli ospedali prefabbricati anti-Covid di Caserta e Salerno, pagati profumatamente ma mai entrati in funzione perché ancora senza i necessari collaudi, sono la preoccupante fotografia di quello che appare un ennesimo spreco di risorse pubbliche, un’incapacità complessiva del governo regionale di dare risposte serie e concrete ai cittadini”. Lo afferma l’ex senatore Nello Di Nardo, responsabile del dipartimento di Protezione Civile di Forza Italia Campania. Per l’ex viceministro dell’Interno “il dato politico è che ancora una volta emerge a chiare lettere la differenza che passa tra il buon governo, quello del fare concretamente gli interessi dei cittadini e il governo del dire, delle chiacchiere a buon mercato, dell’affidarsi alla facile propaganda politica per curare interessi di parte”. Certo è che ogni politico sembra parlare solo per autodifesa della sua parte e contro le altre parti in causa nella politica di conquista di più feudi elettorali. Di interviste ai politici campani sui media che parlano da superpartes, resta solo qualche voce isolata. Ma gli anticorpi politici comunque, in un organismo sociale malato, sono vitali. E’ il destino della Democrazia costituita di partiti che promuovono istanze di parte e tutti concorrono ad esprimerle nei ruoli di maggioranza che governa e di opposizione che stimola e controlla il potere esecutivo a Roma come negli Enti Locali: comuni, città metropolitane, province, regioni. Le elezioni sono uno strumento democratico di partecipazione. Peccato che il cittadino, residente in Campania, sia spesso suddito per dipendenze varie di una realtà sociale non facile da delineare. Il Pil procapite del cittadino campano è pari al 60% di quello del residente in regioni del centro-nord. Lo Stato, spesso padronale, non può continuare a governare solo con l’assistenzialismo il nostrano Mezzogiorno poiché causa il blocco dell’ascensore sociale, utile soprattutto ai capaci privi di mezzi e di parentadi politici feudali. Le Comunità Montane matesine ne hanno di lavori da promuovere per far crescere il reddito dei residenti. Ma il problema dei finanziamenti corposi resta immutato con possibili appetiti diversificati a Piedimonte ex d’Alife come a Cusano M., ad Alife come a Caiazzo e Capriati al Volturno, ecc.. Il Matese ha un deficit di cittadini ed un surplus di sudditi: su questa diseguaglianza numerica bisogna investire e ”solo la scuola può compiere il miracolo di trasformare il suddito in cittadino”, come scriveva Pietro Calamandrei. La frase di Calamandrei fu letta ad alta voce (dopo gli auguri di circostanza del Pastore diocesano locale, che parlava bene…) al numeroso pubblico del concerto promosso dalla Pro Loco “Vallata” diretta con il mio compagno di classe piedimontese, Cinotti, dalla Commissario Prefettizio al Comune della città di Piedimonte Matese ai numerosi presenti per gli auguri natalizi nella scuola media di I grado “G. Vitale”. In Provincia di Caserta e in Campania in generale, i consigli comunali, con maggioranza ed opposizione, sempre più difficilmente riescono a completare il mandato quinquennale. Piedimonte M. è un esempio emblematico, che conferma il monito democratico di Calamandrei, uno dei padri laici costituzionalisti. Servono competenze, attitudini e professionalità adeguate a una comunicazione pubblica in Campania che accolga in modo culturalmente non subalterno e deontologicamente appropriato le sfide della trasformazione digitale, immaginando e abilitando nuove soluzioni democratiche, trasparenti e basate sulla meritocrazia.

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