BELLONA. Bonifica del sito stoccaggio rifiuti: il Comitato civico “mai più Ilside” fa chiarezza.

“La rivendicazione di un diritto sacrosanto è costata la denuncia a 11 attivisti e che se oggi ad Ilside è in corso la messa in sicurezza è perchè una intera collettività si è mobilitata”.

“Sempre più spesso assistiamo ad autoincensamenti gratuiti da parte dell’ amministrazione comunale, che vanta il merito di aver portato a compimento la messa in sicurezza di Ilside, al palo dal 2013 – chiarisce il Comitato civico Bellona/Triflisco. Orbene vogliamo ricordare ai millantatori di turno come sono andate realmente le cose, giacché riteniamo che l’esercizio della memoria storica sia il primo presidio della verità. Il primo rogo di Ilside, risalente al 2012, prelude ad una bonifica avviata, ma mai ultimata da parte della Esogest, società cui l’appalto fu assegnato per affidamento diretto a seguito di una gara di appalto, all’esito della quale la ditta risultata aggiudicataria rinunciò per assenza di alcuni requisiti tecnici. Esogest non portò mai a conclusione l’opera di messa in sicurezza, nonostante la corresponsione di un anticipo del compenso pattuito e il successivo riconoscimento del debito per la parte residua. I fatti di cui sopra sono stati oggetto di numerose controversie amministrative, nonché di un processo penale, che vede imputati amministratori pubblici ed ex dirigenti di Ilside. Di fatto queste vicissitudini burocratiche hanno paralizzato l’iter della bonifica fino all’incendio del luglio 2017. Ciò che ne è seguito è storia nota e non vorremmo essere monotoni nel raccontarla per l’ennesima volta. Ci preme solo ricordare che la rivendicazione di un diritto sacrosanto è costata la denuncia a 11 attivisti e che se oggi ad Ilside è in corso la messa in sicurezza è perchè una intera collettività si è mobilitata, non accontentandosi delle rassicurazioni di facciata”.

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