Caserta / Provincia. Bracconaggio: video virale strage di avifauna selvatica, tra cui 8 esemplari di volpoche (tadorna tadorna).

Cagionano la morte di oltre 70 uccelli, di cui 8 esemplari di Volpoche, nome scientifico “Tadorna Tadorna”, specie protetta in quanto considerata in pericolo di estinzione.

Nella mattinata odierna, 06 aprile 2021, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Caserta, N.I.P.A.A.F., collaborato dai militari della Stazione Forestale di Marcianise e del Raggruppamento Biodiversità di Caserta, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale del divieto di dimora nella Provincia di Caserta emessa, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord, dal GIP del medesimo Tribunale, nei confronti di D. A., di anni 49 residente a Villa Literno, e C.L. di anni 39 residente in Teverola, con la prescrizione agli indagati di allontanarsi immediatamente dal territorio della Provincia di Caserta e di non farvi ritorno senza l’autorizzazione dell’A.G. I due uomini, infatti, sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di cui agli artt. 110-544 bis c.p. e art. 30 lett. b), f) L. 157/92 e agli artt. 110-414 co. 1 nr. 1) e co. 4 c.p. per aver cagionato, in concorso tra di loro, con crudeltà e senza necessità, la morte di oltre 70 uccelli, di cui otto esemplari di Volpoche, nome scientifico Tadorna Tadorna”, specie protetta dalla Legge 157/1992, in quanto considerata in pericolo di estinzione. Detta strage di avifauna selvatica, veniva immortalata in un video, realizzato dagli stessi indagati, laddove i due bracconieri si vantavano della commissione del reato procedendo alla diffusione del filmato, pubblicandolo sul social Facebook e su numerosissimi gruppi Whatsapp, in tal modo inoltrandolo ad una moltitudine di cacciatori. Le espressioni utilizzate dagli indagati sono non solo di mera esaltazione di quanto commesso, ma tendenti, altresì, ad indurre altri ad azioni analoghe, laddove nel video si fa riferimento a battute di caccia che gli indagati propongono di fare insieme ad altri cacciatori, ai saluti agli “amici” e alla facilità con cui era stato possibile uccidere tanti uccelli in una sola notte, proferendo le frasi “non è andato niente storto… è andato tutto perfetto”.

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