CAIAZZO. Deliberata per le ripetute assenze la decadenza del consigliere, e capogruppo di minoranza, Ruggieri. Il sindaco Giaquinto: “lei mai fatto richiesta di permesso al suo Comando”.

“I cittadini non comprenderebbero, tanto da spingere qualcuno a ritenere che per Sindaco e Consiglio sia scomodo avere un carabiniere nel Consiglio – argomenta Ruggieri prima del voto. La secca replica della fascia tricolore: “solo un cittadino con una mente malata potrebbe pensare che sarebbe scomodo avere un carabiniere in consiglio”.

Consiglio comunale del 2 aprile scorso al “Piccolo Teatro Jovinelli”, Palazzo Mazziotti di Caiazzo, convocato in sessione straordinaria per discutere circa “l’esame e valutazioni delle giustificazioni per la proceduta di decadenza del consigliere comunale Michele Ruggieri ai sensi dell’art. 43, co. 4, del D.Lgs. n. 267/2000 e dell’art. 32, co. 5, dello Statuto comunale“. Al termine dei lavori, con 9 voti favorevoli (la maggioranza consiliare), 3 voti contrari (la minoranza in Assise) ed una scheda bianca (presumibilmente l’altro consigliere di minoranza), il capogruppo di “Caiazzo Bene Comune”, Ruggieri, viene dichiarato decaduto dalla carica. “Dopo l’avvio del procedimento ho prodotto la dichiarazione con cui giustificavo le assenze per primarie esigenze di servizio – tiene a precisare ad inizio seduta lo stesso consigliere Ruggieri. Nel mio caso i permessi per l’esercizio del mandato elettorale sono concessi dal Comandante del Reparto (Ruggieri è difatti un Tenente Colonnello dei carabinieri), come previsto dal Compendio normativo in materia di congedi, licenze e permessi del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri. Il mio permesso è subordinato ad esigenze di servizio, non è un diritto assoluto. Aggiungo che la distanza tra Roma e Caiazzo non consente di assentarmi per tempi ragionevoli, dati i chilometri. Non spetta al C.C. valutare l’eccezionalità o l’ordinarietà del mio lavoro – conclude Ruggeri, dopo aver letto due sentenze del Consiglio di Stato – dal momento che non svolgo attività ordinaria rivestendo il grado di Tenente Colonnello. Mi farebbe piacere partecipare sempre ai consigli se non fossero fissati in giornate infrasettimanali“. Quindi, “l’invito ad una scelta saggia, per scongiurare uno scontato ricorso in via amministrativa, ritenendo più che sufficienti le mie motivazioni. Se il Consiglio deciderà per la decadenza, sarà un atto politico deleterio per la maggioranza e per i cittadini che non comprenderebbero il perchè di tale decisione, tanto da spingere qualcuno a ritenere che per il Sindaco e per il Consiglio sia scomodo avere un carabiniere nel Consiglio“. “Con tutto il rispetto per l’Arma dei Carabinieri, all’interno della quale ho anche parenti – tiene a precisare, invece, il consigliere di maggioranza, Alfonso Mondrone – non si può subordinare il diritto all’esercizio del mandato alla propria attività lavorativa, altrimenti nessuno si candiderebbe, non potendo rappresentare pienamente gli elettori. Io mi sacrifico per i cittadini, come tutti gli altri, ed il mio non è un lavoro di serie B“. Conclusioni, prima del voto, affidate al sindaco Stefano Giaquinto: “Consigliere Ruggieri non ci crederà, ma se il Consiglio comunale voterà la decadenza, umanamente mi dispiacerà. Anche se, con la sua presenza in Consiglio, non ha mai fatto differenza tra l’essere un carabiniere e l’essere un consigliere, considerate le numerose denunce ricevute: ad esempio, non ho più regalato uova di Pasqua e panettoni ai bambini perchè denunciato. Lei non ha fatto altro che il carabiniere ed io amo l’Arma, visto che per un anno ho fatto anche io il carabiniere. Mi dispiacerà se decadrà. Non mi soffermo sulle giustifiche: solo un cittadino con una mente malata potrebbe pensare che sarebbe scomodo avere un carabiniere in consiglio. Lei è stato votato come candidato sindaco, non come carabiniere. Eppure negli anni passati ci sono stati dei precedenti: c’è chi si è dimesso, chi è stato dichiarato decaduto. Voglio che venga messo in risalto come motivazione dell’eventuale decadenza che lei non ha mai fatto richiesta di permesso al suo Comando e ricevuto un diniego in merito che le ha impedito di presenziare per te volte al consesso – ha concluso il primo cittadino Giaquinto.

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