CALVI RISORTA. Sopralluogo allo stabilimento Moccia ormai dismesso da anni alla ricerca di amianto: intervengono anche gli attivisti del Movimento 5 Stelle.

Calvi Risorta Moccia

Il boom econommico in quegli anni di crescita portò a sempre nuovi investimenti. Negli anni ’90 però lo stabilimento fu definitivamente chiuso, anche se nella struttura è presente un custode.

La fabbrica di mattoni in argilla ormai chiusa da anni è stata oggetto di verifica per appurare la possibile presenza di amianto nell’area, dato che le coperture dei capannoni non solo sono costruite proprio in cemento amianto ma versano in completo stato di abbandono. La società acquistò la struttura dove è ubicato lo stabilimento e costituì negli anni ’50 una fabbrica che tralasciò la fattura artigianale del prodotto per proporre una derrata di tipo industriale (uno stabilimento del genere sempre di proprietà Moccia si trovava ad Alvignano, lungo la strada che porta a Caiazzo). L’avvento di Moccia fu comunque una grande opportunità per il territorio comunale di Calvi Risorta, in particolare per la locale occupazione (quasi tutte le famiglie del quartiere Petrulo erano occupate da Moccia). Con il sopralluogo in atto i militanti del Movimento 5 Stelle di Calvi Risorta hanno fatto sapere: “L’amianto se non viene distrutto o maciullato non è pericoloso, se non è possibile rimuoverlo sarebbe opportuno impregnare la superficie soggetta alle intemperie di pitture che evitino il rilascio nell’ambiente delle piccolissime polveri di amianto a forma di uncino, ma la miglior soluzione resta sempre la bonifica”

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