CAMIGLIANO. La minoranza consiliare attacca l’amministrazione comunale: “Non pare possibile individuare politica di rilancio del Comune”.

“Assenza di un progetto politico di rilancio, che a nostro avviso necessiterebbe di una seria riflessione sugli strumenti, gli obiettivi e le risorse da mettere in campo”.

Quale futuro per Camigliano? Venerdì 6 aprile, alle ore 18.00 si è svolto il Consiglio comunale. Il punto fondamentale era l’approvazione del bilancio di previsione, che come impone la nuova normativa amministrativa si sviluppa su logica triennale, ma ovviamente si è focalizzato sulla prossima annualità. Non vi sono sostanziali elementi da rimarcare, se non la sensazione di un bilancio molto conservativo, prevalentemente incentrato sulle spese di gestione, necessarie al funzionamento degli uffici. Non pare possibile individuare una politica di rilancio del nostro Comune, di certo per mancanza di risorse economiche, ma anche per l’assenza di un progetto politico di rilancio, che a nostro avviso necessiterebbe di una seria riflessione sugli strumenti, gli obiettivi e le risorse da mettere in campo. Con grande onestà non vogliamo di certo suggerire alla cittadinanza che ci siano strade semplici, visto in particolare il bilancio di previsione, ma qualcosa si deve pur immaginare, dal momento che quando mancano grandi risorse di bilancio o di investimento, si deve far ricorso anche alla fantasia ed alle sollecitazioni che direttamente o indirettamente possono venire dal territorio. Inoltre è stato approvato, in virtù di un’ulteriore sentenza di condanna per il nostro Comune, il riconoscimento di ulteriori debiti fuori bilancio, così come già accaduto lo scorso anno per un’altra causa persa dal nostro Comune. Questa vicenda rende di attualità, per l’ennesima volta, la riflessione sul reale stato economico del nostro Comune, minato da diversi procedimenti giudiziari, che in pochi mesi rischiano di travolgerlo, sull’onda dei risarcimenti che, viste le magre finanze, non saremo di certo in grado di soddisfare. Su questo punto non possiamo non sottolineare l’inerzia dell’attuale amministrazione, che pare attendere gli eventi, forse fiduciosa di qualche miracolistica soluzione, che ai nostri occhi almeno, non si palesa. Ricordiamo che le politiche dilatorie in questo campo possono determinare solo ulteriori aggravi per l’Ente, che sarà chiamato ad aggiuntivi costi legali, che si sommano alla sostanza dei risarcimenti, realizzando anche un evidente danno erariale per l’Ente stesso (come ampiamente sostenuto da i consiglieri de La Casa Comune, nei precedenti consigli alla quesitone dedicati). Ultimo punto all’ordine del giorno l’approvazione, con voto favorevole da parte di tutti i consiglieri, del regolamento e la contemporanea istituzione di un registro comunale sulle “Disposizioni anticipate di trattamento”. Una soluzione di grande civiltà, che, in ottemperanza ad una sollecitazione normativa, il nostro Comune ha voluto in tempi stretti attivare. Si tratta della possibilità di indicare, in un registro appositamente costituito presso la Casa Comunale, le disposizioni anticipate sulle questioni legate al fine vita, volte a determinare, nel rispetto della volontà di ciascuno, la fase conclusiva del nostro percorso. Infine anticipiamo la richiesta da parte dei consiglieri de La Casa Comune, di una ricognizione dei giudizi legali in corso che vedono impegnato il nostro Comune, necessario punto di osservazione per stabilire prospettive e possibilità future del nostro Ente e l’indicazione del piano delle performance. Si tratta di un documento di programmazione annuale, che definisce gli obiettivi di ciascun servizio comunale e assegna le risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie al raggiungimento dei suddetti obiettivi, per valutare l’effettivo conseguimento e la reale valenza degli stessi. La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.

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