Camorra / Appalti. Secondo il Gip le vere “gare” si svolgevano nelle sale riunioni dei politici. Sotto inchiesta una gara da 27milioni di euro per le pulizie deli locali.

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Le vere gare d’appalto si svolgevano non negli uffici amministrativi degli enti ma nelle stanze delle riunioni dei politici. Volta per volta, si decideva chi era in quel momento il “gruppo camorristico” più forte e chi dunque doveva vincere.

Secondo il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, che sta seguendo le fasi delle indagini legate allo scandalo dell’ASl, a dettare gli ordini era il consigliere regionale casertano ex area Alleanza Nazionale, Angelo Polverino. Sotto la lente della giustizia, in particolare in queste ore, una maxi gara d’appalto dell’importo di 27 milioni di euro riguardante le pulizie delle strutture. Il verto decisore, sempre secondo il Gip, è stato proprio lo stesso Polverino, che gestiva il riequilibrio delle economie tra i clan camorristici dei Belforte, rappresentato da Angelo Grillo, e quello dei Casalesi, rappresentato per l’occasione da tale Lazzaro Luce. La “vera gara” d’appalto, stando sempre alle conclusione del Giudice, si svolge non negli uffici amministrativi dell’ente Asl, ma nelle stanze private delle riunioni dei politici e camorristi, e chi ha le redini dell’intera situazione sono il politico Polverino e Gasparin. Volta per volta, si decideva chi era in quel momento il “gruppo camorristico” più forte e chi dunque doveva vincere.

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