CAPRIATI AL VOLTURNO. Comune commissariato, arriva il viceprefetto Vincenzo Lubrano: aveva già seguito altri enti del matesino.

Lubrano ha già seguito diversi enti nel matesino, come quello di Sant’Angelo d’Alife, dopo la sfiducia all’allora sindaco Crescenzo Di Tommaso.

Dopo le contestuali dimissioni di ben 6 consiglieri comunali è terminato anzitempo il mandato elettorale (il secondo) del sindaco di Capriati al Volturno, Gianni Prato. Tre di maggioranza e tre di minoranza sono stati i componenti l’Assise civica chge si sono recati, ieri mattina, dinanzi ad un notaio di Isernia, determinando di fatto lo scioglimento del Consiglio. Ed il Prefetto di Caserta, dr. Ruperto, non ha perso tempo, nominando il commissario straordinario che traghetterà l’Ente alle porte del molisano fino a nuove elezioni, a questo punto non prima della primavera prossima. Trattasi di Vincenzo Lubrano, vice Prefetto in servizio presso la Prefettura casertana. Lubrano ha già seguito diversi enti nel matesino, come quello di Sant’Angelo d’Alife, dopo la sfiducia all’allora sindaco Crescenzo Di Tommaso. Ecco i nomi dei sei consiglieri che hanno tolto la fiducia al sindaco: Concetta Maria Acquaro, Serena Cimorelli, Angelo Forte, Rocco Marcaccio, Fabiola Rocchio e Simone Russo. Qualche malumore, a dire il vero, lo si era già registrato nei giorni scorsi, quando l’ormai ex primo cittadino aveva dichiarato di voler “mettere al corrente di alcune evoluzioni organizzative nel nostro gruppo amministrativo in ottemperanza all’obiettivo di massima trasparenza che ci siamo posti fin dall’inizio e che rimane una caratteristica dell’Amministrazione Prato. Ultimamente è stato necessario rimuovere dall’incarico un assessore componente della giunta, la sostituzione è stata necessaria al fine di migliorare l’efficienza della giunta stessa e dare maggiore impulso propositivo e risolutivo ai problemi della cittadinanza. Non è assolutamente possibile nella nostra amministrazione dare spazio ad egoismi individuali ed interessi personali. La nostra decisione è stata necessaria – ha voluto rimarcare Prato – e non era assolutamente evitabile in quanto sono venuti meno i rapporti di fiducia“.

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