Capua / Caserta. Scandalo voti comprati, anche gli zingari ai seggi: l’ex sindaco Antropoli in carcere, la compagna Cicia indagata.

Le persone legate alla camorra avrebbero fatto accompagnare dalle rispettive moglie le persone a votare, fin dentro i seggi elettorali, con il consenso ed il silenzio dei presidenti di sezione (forse comprato anche questo).

Smantellato un organizzatissimo sistema dopo accurate indagini da parte della Dda di Napoli che ha portato, l’altro giorno, all’arresto di ben 19 persone, tra carcere e domiciliari. I fatti risalgono al 2015 ed in particolare le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale della Campania. Le operazioni di arresto, che hanno coinvolto anche l’ex sindaco di Capua, Carmine Antropoli (nella foto, con la compagna Lucrezia Cicia), sono state condotte dai finanzieri della compagnia di Caserta. E ad essere indagata risulta tutt’ora proprio la compagna del medico chirurgo, ex primo cittadino, Lucrezia Cicia, che per le regionali era candidata in quota Forza Italia. Addirittura i voti e la campagna elettorale venivano imposte da società legate alla malavita organizzata, che per procacciare le preferenze chiedeva soldi (banconote da 20 euro), ma anche buoni pasto o benzina. Purtroppo per loro, però, i candidati, nessuno è riuscito a farsi eleggere a Palazzo Santa Lucia al consiglio regionale, nonostante gli “aiutini” ricevuti :non sono bastati dunque gli oltre 12mila voti per la Cicia, anche frutto, sempre secondo le indagini tutt’ora in corso, di tre assegni staccati per acquistare un consistente pacchetto di voti. Le persone legate alla camorra avrebbero fatto accompagnare dalle rispettive moglie le persone a votare, fin dentro i seggi elettorali, con il consenso ed il silenzio dei presidenti di sezione (forse comprato anche questo). Anche gli zingari, come si sta evincendo dalle intercettazioni telefoniche sono stati contattati per farli votare.

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