Telese Terme / Benevento. Carabinieri, bilancio positivo nel Sannio: “Nel 2020 calano i reati e aumenta la sicurezza”.

Nel dettaglio, le pattuglie dei militari sanniti hanno aumentato del 30% i servizi di controllo del territorio con quasi 116mila persone e 88mila veicoli controllati.

“In un anno complesso per le criticità legate al covid diminuiscono i reati ed aumentano arresti e denunce. Un bilancio positivo che ci aiuta ad aumentare la sicurezza nel Sannio”. Così il comandante provinciale dei Carabinieri di Benevento, Germano Passafiume, commenta i dati relativi alle attività operative dell’Arma in questo difficile 2020. Nel dettaglio, le pattuglie dei militari sanniti hanno aumentato del 30% i servizi di controllo del territorio con quasi 116mila persone e 88mila veicoli controllati. Calano rapine, estorsioni e furti – quella in abitazione passano da 411 del 2019 a 300 nel 2020 – mentre aumentano leggermente i reati legati agli stupefacenti. Il totale dei reati cala del 13,4% con 224 arresti e 1870 denunce. Un anno di grande lavoro, dunque, coronato anche da diverse operazioni di rilevanza nazionale come l’operazione “Nerone”, legata alla falsificazione monetaria. Massima attenzione anche per il controllo della tratta dei migranti: l’episodio risale allo scorso novembre quando furono scoperti 8 stranieri in un camion frigo. Intanto, proseguono anche i controlli legati al covid e alle prossime festività di fine anno. “I cittadini sanniti – ha aggiunto Passafiume – sono sempre stati rispettosi delle normative anticontagio”. Positivo anche il bilancio del Gruppo Carabinieri Forestali, guidati dal colonnello Gennaro Curto, che ha messo a segno in questo 2020 una serie di attività per tutelare la salute dei cittadini e il territorio sannita. In questo contesto si segnalano 53sequestri penali, 99 denunce, e 172 reati perseguiti. Supera i 266mila euro, invece, il totale delle sanzioni di quest’anno con oltre 8mila controlli. L’incontro è stato anche l’occasione per chiarire definitivamente il ‘caso’ della pantera che vagava nel Sannio: “Le indagini del dna – ha concluso Curto – hanno specificato che si trattava di un canide”.

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