Caserta / Provincia. Detenuti vittime di violenze trasferiti in altri carceri: la decisione del Dap d’intesa con la Procura.

Cosa fatta per tutelare i detenuti, ma è un danno per i loro familiari, che non possono più incontrare i propri congiunti in carcere e devono sobbarcarsi spese enormi e lunghi viaggi”.

Dopo i gravissimi episodi di violenza ai danni di detenuti dello scorso anno, ma venuti alla luce solo da qualche giorno giorno grazie alle denunce e riproduzione di filmati video, il Dap, d’intesa con la Procura della Repubblica di S. Maria C.V., che sta conducendo le indagini, ha deciso di procedere al trasferimento di almeno 30 di essi in altre strutture penitenziarie, a cominciare da quella di Carinola, sempre nel casertano, e di Ariano Irpino, in Irpinia, ma anche in altre province del centro nord Italia, come Modena, Civitavecchia e Perugia. I detenuti erano rinchiusi nel reparto Nilo del carcere sammaritano, dove il 6 aprile dello scorso furono vittime di violenti pestaggi ad opera di agenti della Polizia Penitenziaria, che oggi sono stati destinatari di avviso di conclusione indagini, quindi rinviati a giudizio. Inoltre, diversi agenti per il momento solo indagati ma non ancora destinatari di misure cautelari, hanno anche subito la decisione della sospensione dal servizio: “Per un anno denuncianti e denunciati sono stati faccia a faccia – precisa la garante dei detenuti di Caserta Emanuela Belcuoree ora si prende questa decisione nel momento in cui gli agenti coinvolti nei pestaggi stanno quasi tutti al carcere, ai domiciliari o sono stati sospesi. Ora non ha più senso, anzi avrebbe avuto senso spostare gli agenti. Ho capito che questa cosa è stata fatta per tutelare i detenuti, ma è un danno oggettivo per i loro familiari, che non possono più incontrare i propri congiunti in carcere e devono sobbarcarsi spese enormi e lunghi viaggi. Peraltro gli agenti del carcere di Santa Maria Capua Vetere sono sotto organico per cui i familiari hanno difficoltà a prenotare i colloqui”.

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