Caserta / Provincia. La Regione Campania ha completamente fallito il piano di risanamento ed eradicazione da brucellosi e tubercolosi: l’interrogazione al Ministro Speranza.

Necessarie forti azioni a tutela della ‘Bufala Mediterranea Italiana’, patrimonio zootecnico unico per la sua importanza e di alto valore strategico per l’intera economia della Regione”.

“La Regione Campania ha completamente fallito il piano di risanamento ed eradicazione di infezioni da Brucellosi bufalina e Tubercolosi, varato nel 2019. Per questo chiediamo al ministro Speranza di intervenire al più presto, magari tramite la nomina di un commissario ad acta dotato dei più ampi poteri. Sono necessarie forti azioni a tutela della ‘Bufala Mediterranea Italiana’, patrimonio zootecnico unico per la sua importanza e di alto valore strategico per l’intera economia della Regione”. A dirlo la senatrice di FdI Giovanna Petrenga che ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute di cui pubblichiamo il testo integrale:

“PETRENGA , DRAGO , GARNERO SANTANCHE’ , IANNONE , LA PIETRA , DE CARLO , BALBONI , BARBARO , CALANDRINI , DE BERTOLDI , RUSPANDINI , TOTARO , MALAN – Al Ministro della salute. –

Premesso che:

la bufala mediterranea italiana, in virtù della legge 27 dicembre 2002 n. 292, è considerata patrimonio zootecnico nazionale;

nella regione Campania, le infezioni da brucellosi bufalina e tubercolosi sono presenti da anni e per eradicare tale fenomeno la Regione Campania con D.G.R. n. 207 del 2019, varava un piano di risanamento e di eradicazione delle infezioni bufaline;

a distanza di due anni, è di tutta evidenza che il piano sia completamente fallito, in quanto secondo gli ultimi dati la percentuale di TBC e di brucellosi è aumentata sino a percentuali che sfiorano il 14 per cento del totale del patrimonio zootecnico, che vede nella sola provincia di Caserta il 60 per cento delle bufale mediterranee;

gli abbattimenti dei capi, in base alle risultanze delle analisi fatte dalle autorità sanitarie locali competenti, hanno comportato l’abbattimento di circa 40.000 bufale;

in virtù dell’applicazione dell’art. 35 del Regolamento (UE) n. 2017/625 è prevista la possibilità di invocare il contraddittorio tramite l’effettuazione di controanalisi, e in virtù delle stesse, è emerso un dato sconcertante tale da rendere di fatto dubbia la metodologia adottata dalle autorità sanitarie locali, come sancito dalle recenti ordinanze del Consiglio di Stato e come reso noto da indagini giornalistiche a cura del servizio pubblico nazionale andate in onda di recente;

il 22 luglio 2021, su iniziativa del Ministero della salute, per favorire il dialogo tra le parti, veniva insediato un tavolo tecnico al quale prendevano parte il Ministero delle politiche agricole, la Regione Campania, la ASL di Caserta e le associazioni di categoria;

con D.G.R. n. 104 dell’8 marzo 2022, la Regione Campania emanava il nuovo piano di eradicazione delle infezioni bufaline in sostituzione di quello precedente, il cui contenuto, come emerso con tutta evidenza, non soddisfa le esigenze e le aspettative delle organizzazioni allevatoriali, che hanno avviato sul territorio una serie di manifestazioni spontanee per evidenziare la inadeguatezza del piano attuale;

ad una prima analisi dello stesso, appaiono non sufficienti le misure previste nel piano per quanto concerne l’isolamento dei capi, le azioni a sostegno del ripopolamento, la tempistica della campagna vaccinale, la tempistica relativa all’elaborazione dei risultati;

ritenuto che:

in virtù del precedente fallimento, ogni ulteriore ritardo e mancata eradicazione delle suddette infezioni costituirebbe un ulteriore danno per il comparto allevatoriale, mettendo a serio rischio di sopravvivenza un patrimonio che andrebbe salvaguardato e valorizzato;

a pagare il danno non sarebbero solo gli allevatori, ma anche tutta la filiera, compresa la trasformazione di un prodotto, la mozzarella di bufala, che in Campania vanta una denominazione di origine (DOP) tra le più importanti d’Europa, e la stessa areale di tutela, potrebbe esserne compromessa;

la Commissione europea non ha mancato di ribadire che: “i risultati raggiunti negli ultimi anni in relazione alla salute delle bufale in Campania sono ben al di sotto degli obiettivi concordati e che in caso di mancato progresso nell’eradicazione della malattia, il sostegno finanziario dell’UE potrà essere interrotto” (Stella Kyriakides commissario alla salute e alla sicurezza alimentare 17 marzo 2020 in riscontro all’atto di sindacato ispettivo n. E004312/2019),

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire con ogni urgenza al fine di assicurare le più opportune misure di contrasto alle infezioni bufaline, alla luce di quello che agli interroganti appare come il manifesto fallimento delle politiche di eradicazione poste in essere dalla Regione Campania con la nomina di un commissario ad acta dotato dei più ampi poteri, a tutela di un patrimonio zootecnico unico per la sua importanza e di alto valore strategico per l’intera economia della regione”.

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