Conca Casale. Sindaco arrestato per tentato furto aggravato vicino Cassino: Luciano Bucci e un amico si stavano impossessando di cimeli di guerra in proprietà privata.

Per i legali difensori si sarebbe trattato di un semplice malinteso.

Si tratterebbe di residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale l’oggetto di furto che ha coinvolto il sindaco di Conca Casale, Luciano Bucci, arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Cassino. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino ed anche presidente del Museo Winterline, unitamente ad un suo amico imprenditore Nicola Lanni di Sant’Elia Fiumerapido, paese a due passi da Cassino, si sarebbero introdotti in una proprietà privata, a Terelle, nei pressi di Cassino, proprio per sottrarre cimeli di guerra. A quel punto alcuni residenti del posto avrebbero notato degli sconosciuti nei pressi di un rudere ed allertato i Carabinieri, anche perchè nella zona si sarebbero registrati nei giorni scorsi diversi furti. I militari giunti sul posto hanno fermato il Bucci ed il Lanni con l’accusa di tentato furto aggravato, arresti pure convalidati dal giudice del Tribunale di Cassino. Non si è proceduto alla direttissima poiché i legali hanno chiesto tempo per esaminare gli atti. Entrambi gli arrestati, dopo la notte trascorsa nelle celle di sicurezza, sono stati rimessi in libertà in quanto incensurati. Al contempo, nessuna misura restrittiva è stata ritenuta necessaria in attesa del processo la cui prima udienza è stata fissata al 16 aprile 2019. Il sindaco di Conca Casale, candidato con Fratelli d’Italia alle ultime elezioni Regionali, si è difeso dalle accuse in aula, e per i legali difensori si sarebbe trattato di un semplice malinteso. I due amici, sempre secondo la versione dei legali, erano alla ricerca di reperti bellici e mentre giravano per le campagne non si sono accorti di essere finiti in una proprietà privata. “Quando sono stati avvisati che si trovavano in un luogo privato si sono subito scusati e con i Carabinieri sono stati collaborativi al massimo. Confidiamo pienamente nella giustizia e siamo convinti che non sussistano i presupposti né oggettivi né soggettivi per la configurazione del reato, pertanto siamo fiduciosi che le accuse cadranno appena avremo l’opportunità di dimostrare come si sono svolti i fatti”.

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