CIORLANO / PRATELLA. Anna Minchella è capace di intendere e di volere: la conclusione della perizia sull’infermiera che uccise con un’iniezione letale un 76enne del posto.

Per uccidere il 76enne l’infermiera di Ciorlano utilizzo una siringa a spruzzo per iniettarli nel cavo orale acidi cloridrico.

La infermiera originaria di Ciorlano, Anna Minchella, è capace di intendere e volere secondo lo psichiatra Teofilo Golia: è quanto su evince dalla sua perizia cui è stato incaricato nei confronti della 46enne matesina, arrestata per l’omicidio di Celestino Valentino, 76enne di Pratella, avvenuto nel giugno 2016. L’infermiera uccise l’anziano signore per vendicarsi di sua figlia che aveva mantenuto il posto di lavoro da infermiera all’ospedale di Venafro per via dell’infermità del padre, mentre la Minchella fu costretta a trasferirsi all’ospedale di Isernia. Per uccidere il 76enne l’infermiera di Ciorlano  utilizzò una siringa a spruzzo per iniettargli nel cavo orale acido cloridrico. Purtroppo per l’uomo si rese necessario il trasferimento a Isernia ma decesse pochi giorni dopo. «Alcuni giorni fa – ha dichiarato Alfredo Ricci – e stato depositato l’elaborato peritale che, in senso positivo per la posizione dei nostri assistiti, ritiene l’imputata pienamente capace di intendere e volere e anche di sostenere il processo. È un esito in cui confidavamo molto e ne eravamo abbastanza convinti. L’udienza è stata fissata, dal Gip Arlen Picano, per il 2 maggio. Ma quello che più ci conforta è che è stata fissata al 13 giugno l’udienza di discussione».

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