Cusano Mutri. Le presunte tangenti pagate al sindaco Maturo: inattendibile la versione dell’imprenditore-accusatore.

“prospetti, unicamente, il vantaggio discendente dall’ottenere appalti che espressamente chiede al sindaco, per poi scoprirsi “sorpreso…”.

Lo scorso mese di luglio 2018 è stata annullata l’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico dell’ex sindaco di Cusano Mutri, il 52enne Giuseppe Maria Maturo e Remo Di Muzio, 43enne geometra: entrambi finirono agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta portati avanti da Procura sannita e carabinieri del Nucleo investigativo per la sistemazione delle sponde del torrente Titerno dopo l’alluvione dell’ottobre 2015, quindi di una presunta tangente chiesta ad un imprenditore edile sui lavori di somma urgenza nel frattempo liquidati. I resti contestati sono induzione indebita, pertanto “prospetti, unicamente, il vantaggio discendente dall’ottenere appalti che espressamente chiede al sindaco, per poi scoprirsi “sorpreso”che a fronte di detto vantaggio avrebbe dovuto corrispondere una tangente con le modalità indicate in denuncia. A detta diversa qualificazione giuridica del reato consegue che l’imprenditore riferisce le circostanze non come parte offesa ma come coindagato di Maturo e Di Muzio”. Nel mirino dei giudici l’attendibilità delle dichiarazioni rese dallo stesso imprenditore, “seriamente incrinata”.

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