ALIFE. Dal Matese il ricordo di Satnam Sing, siamo tutti esseri umani: difesa dei Diritti Umani, no allo sfruttamento.

I simboli della Pace e della memoria, vengono a ricordare anche in tempi di vacanze, di tenere sempre accesa la fiammella dell’impegno per la causa della Pace senza la quale non è possibile pianificare un futuro stabile e la convivenza pacifica. Sabato 6 Luglio, presso il Presidio permanente di Pace e di Nonviolenza in Alife, dove si erge l‘Albero della Pace e i monumenti vivi della memoria, la comunità indiana residente nel territorio, su invito del Movimento Internazionale per la Pace, si è riunita per lanciare un messaggio di solidarietà e di condanna per quanto accaduto a Latina.

Una manifestazione indetta dai sindacati con l’intervento di Maurizio Landini segretario nazionale della CGIL per chiedere di fermare un sistema che sfrutta e uccide, con 3 milioni i braccianti costretti a lavorare in nero: “uno dei problemi del nostro Paese si chiama Bossi-Fini, è una legge assurda che va cancellata”. Era il 17 giugno scorso, quando si consumò l’orrore ai danni di un bracciante indiano, Satnam Singh, che a seguito di un incidente sul luogo di lavoro perse il braccio e fu abbandonato in fin di vita davanti casa accanto a una cassetta da frutta dove fu gettato il braccio reciso. Il soccorso immediato avrebbe potuto salvargli la vita. Ma nulla accadde di tutto ciò, il povero bracciante morì nell’indifferenza del proprio datore di lavoro.

Il Presidente Mattarella ha condannato il mancato soccorso al bracciante agricolo, evidenziando che lo sfruttamento del lavoro “va ovunque contrastato, eliminato totalmente e sanzionato”. La Presidente del Movimento per la Pace Agnese Ginocchio ha condannato la morte disumana del bracciante e ha ricordato che la nostra Costituzione come la Carta dei Diritti umani affermano che tutti gli uomini sono eguali e vanno rispettati indipendentemente dalla provenienza e dal colore della pelle, l’identità del nostro paese c si fonda sulla solidarietà e sull’accoglienza. I datori di lavoro devono rispettare i propri dipendenti e trattarli con dignità e rispetto, non esistono cittadini di serie A e di serie B, ogni uomo rappresenta una risorsa unica. Il nostro paese con il calo delle nascite si salva proprio grazie al fenomeno migrazione.

Per quanto accaduto il rappresentante della comunità indiana ha espresso dolore e sofferenza, ha ricordato che il lavoro dei braccianti è molto duro e che anche loro sono esseri umani esattamente come noi. Un’altra rappresentante indiana con commozione e dolore per quanto accaduto a un loro fratello ha auspicato che ciò non più accada perché è inconcepibile non portare rispetto verso il proprio prossimo “Siamo tutti esseri umani”.

Della comunità indiana sono stati presenti: Kuman Deepak, Natm Som, Inderpal Singh, Simranjjt Singh, YuuraJ Singh, Kamalvir Kaur, Harnadar Kaur,Manjjnder Singh, Parmitt Singh, Prabjot Singh, Kamaljit Kaur Romjjt Remi, Baby Rani, Sandeep Kaur.

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