DRAGONI. Arrivo dei migranti in città, il Sindaco Silvio Lavornia precisa: “Mai dichiarato guerra alla Prefettura nè ai migranti, solo verificare la necessaria documentazione”.

provincia dragoni lavornia“Il problema maggiore,però, credo sia l’insicurezza e la paura tanto che alcuni cittadini mi hanno contattato e chiesto di fare qualcosa per impedire l’arrivo dei migranti”.

“Per evitare ogni tipo di strumentalizzazione politica sulla vicenda dell’arrivo dei migranti a Dragoni – puntualizza il primo cittadino Lavornia – che in questi ultimi due giorni è stata al centro dell’attenzione mia e dell’opinione pubblica, intendo intervenire nuovamente per confermare e chiarire quanto da me sempre affermato. Innanzitutto non ho mai dichiarato guerra alla Prefettura ne ai migranti – tiene a precisare il Sindaco – ma ho solamente applicato la legge chiedendo all’ufficio tecnico comunale di verificare la sussistenza della documentazione tecnica necessaria; non avendo ricevuto riscontro dalla Cooperativa Lavoro per la Salute, affittuaria di Villa de Pertis, della Verifica Sismica dell’Edificio e dell’Agibilità nella sua interezza, al fine di scongiurare il rischio per la pubblica e privata incolumità, ritenendo che non possa essere occupata, ho emanato un’ordinanza sindacale, n.15 del 14/10/15, per lo “SGOMBERO DEL FABBRICATO VILLA DE PERTIS”. Il problema maggiore,però, credo sia l’insicurezza e la paura tanto che alcuni cittadini mi hanno contattato e chiesto di fare qualcosa per impedire l’arrivo dei migranti.  L’insicurezza cresce perché nella discussione pubblica il fenomeno non viene considerato, ma liquidato con un alzata di spalle o uno sguardo compassionevole. Molti, invece, hanno paura delle migrazioni perché vedono l’emergenza mal gestita e soprattutto non vedono la fine; l’impressione che il governo e gli enti locali stentino ad organizzare l’accoglienza ma soprattutto non riescono a disegnare l’orizzonte che dia ai cittadini la sicurezza, anche psicologica, senza cui l’integrazione resta utopia. Inoltre c’è un dato di fatto, ossia che i migranti non arrivano in un Paese prospero,sereno e coeso, arrivano in un’Italia che vive un vero e proprio dopoguerra, e il sud Italia ancora di più questo fenomeno; la crisi ha lacerato in modo devastante il tessuto industriale e sociale da portare gli stessi italiani ad una condizione lavorativa ed economica precaria ed incerta. Da qui la reazione delle persone e delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese e senza un lavoro stabile. Anche nel nostro Comune la preoccupazione è questa e la paura della gente, alla luce delle tragiche notizie riportate sui giornali e per televisione, è legittima. Però bisogna anche riconoscere che la percentuale dei migranti che delinquono ed offendono è minoritaria: così come ci sono Italiani onesti e per bene, ci sono migranti altrettanto onesti e per bene. Invito pertanto a non generalizzare, anche perché in presenza di tutta la documentazione, attualmente carente, la probabilità che i migranti possano ritornare è reale. Concludo rispondendo ai quesiti che mi sono stati rivolti sulla possibilità,da parte mia, di evitare l’arrivo dei migranti: purtroppo no!! è legge dello Stato!! Se qualche cittadino ha dato la disponibilità della propria struttura ricettiva nessuno può impedirlo, ne un Sindaco, ne un Presidente di Provincia, ne di Regione ne un Ministro !! Il Sindaco può accertarsi del possesso della struttura di tutte le autorizzazioni e documentazioni necessarie (così come ho fatto) – conclude Lavornia – ed al loro eventuale arrivo deve assicurare, in accordo con le forze dell’ordine, la pubblica sicurezza oltre la sussistenza delle condizioni igieniche sanitarie”.

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