Genova / Tragedia Ponte Morandi. La sua auto si incastra tra le colonne di cemento dopo un volo di 30 metri: salvo un calciatore.

Ecco la foto della sua auto, miracolosamente rimasta incastrata tra i grossi piloni di cemento che reggevano il Ponte Morandi.

“Andavo a Genova, avevo appena superato la galleria, avrò fatto 200 metri. Poi ho sentito un rumore sordo. Davanti a me le macchine che cadevano nel vuoto. Sono volato giù anche io, poi a un certo punto la mia macchina si è fermata”. L’incredibile storia di Davide Capello, giocatore e portiere del Legino, squadra di calcio dilettantistico di Savona, che ha voluto rassicurare tutti circa le sue condizioni di salute dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. “Sono un miracolato – racconta Capello, anche vigile del fuoco. Stavo andando a Genova, ero sul ponte, ho sentito prima un rumore ed è crollato tutto. Avrò fatto trenta metri, l’auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. È incredibile, non ho un graffio, l’unico dolore che ho è l’ago che mi hanno messo nel braccio. All’inizio ho pensato di morire, mi sono detto che era finita. Ho capito subito che il ponte stava crollando. Quando mi sono fermato dopo il volo ho tenuto una certa lucidità: ho chiamato i soccorsi, ho chiamato il commando di Savona. Non sapevo se restare in macchina o uscire. C’era un silenzio incredibile. Poi sono venuti a prendermi, saranno passati 10 minuti ma non ho certezza, il tempo sembrava infinito. Avevo paura che qualcosa mi cadesse in testa dall’alto. Poi , dopo che mi hanno salvato e messo in sicurezza, ho chiamato i miei parenti per rassicurarli. Ringrazio tutti per l’affetto dimostrato, sono veramente un miracolato”.

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