GIOIA SANNITICA. La Rubrica [ Il pensiero del professore ]: “La corruzione… e nessuno ne parla”.

“La corruzione distrugge il passato, avvelena il presente e ruba la speranza di futuro”.

La corruzione…e nessuno ne parla.

La corruzione distrugge il passato, avvelena il presente e ruba la speranza di futuro.
Se ne ricordino i moltissimi candidati che in questa tornata elettorale aspirano ad un seggio regionale. Nessuno finora ne ha parlato. Non è oggetto di discussione. Non è nell’agenda di nessuno.
Eppure basti pensare che in un solo anno, in tutto il mondo, 1,26 mila miliardi di dollari vengono sottratti allo sviluppo ed alla crescita economica a causa della corruzione; basti pensare che un peggioramento di un punto percentuale dell’indice di percezione della corruzione, comporta un decadimento della capacità produttiva di quel Paese di 4 punti percentuali.
La parola corruzione deriva dal latino e significa: cuore rotto, marcio, putrido.
Il significato, dunque, è in primo luogo di carattere etico e morale: la corruzione come sintomo di un comportamento eticamente sbagliato. Ma questa visione è limitativa e distorsiva del reale significato del termine che, invece, attiene più alla sfera laica che a quella etica e largamente religiosa; non è, dunque, un concetto di carattere religioso, come molti potrebbero credere; è, invece, un concetto che attiene alla sfera sociale e al funzionamento stesso delle regole civili, del buon andamento dell’economia e dello sviluppo di un territorio.
Per questo motivo la corruzione di un politico, che dovrebbe guidare gli andamenti di sviluppo di un territorio, è molto grave ed è sanzionata in maniera ponderosa da tutti gli ordinamenti giuridici. Il politico corrotto tradisce la fede pubblica, la fede sociale che rappresenta il valore più alto, più importante, in quanto fondativa della stessa società.
La corruzione è elemento di annichilimento della democrazia; è sviamento delle regole che uno Stato democraticamente si dovrebbe dare; è strumento fiancheggiatore della sopravvivenza e della floridezza delle ecomafie e del riciclaggio di denaro.
La corruzione è un peso che frena lo sviluppo economico e impoverisce i territori sotto ogni aspetto: ambientale, culturale, morale, civile ed economico. Essa si annida nelle carriere politiche, è generalizzata, pervasiva, silenziosa ed accettata, spesso, come pratica consueta ed abitudinaria; basti pensare al pagamento di piccole cifre, non dovute, per accelerare una pratica amministrativa che sviliscono il senso dello Stato come servizio al cittadino e come strumento di protezione dai soprusi e dagli abusi.
La corruzione, dunque, delegittima le Istituzioni nel loro complesso, rendendo opaco, irresponsabile ed imprudente il loro operato; impoverisce la classe politica nella sua interezza, affermando e legittimando meccanismi di premialità e scelta nelle carriere, fondati sul “patto scellerato” corrotto-corruttore.
In ultima analisi:

prof. dott. Michelangelo Raccio

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