Isernia / Provincia. La Cipolla bianca al centro di un incontro-studi: appuntamento il 28 giugno nel foyer dell’Auditorium.

In occasione delle festività di San Pietro e Paolo… anche il fagiolo di Acquaviva. Cipolla bianca, di forma schiacciata, di grandi dimensioni, sapore dolce, aroma delicato che la rende ottima anche cruda.

di Elisabetta Scuncio

Non solo bancarelle. Dopo due anni di stop, torna ad Isernia, in occasione delle festività di San Pietro e Paolo, il tradizionale appuntamento con la più antica Fiera del Molise, quella delle Cipolle. Anche quest’anno, saranno molti gli eventi collaterali che costelleranno la due giorni di festeggiamenti; tra tutti, quello fortemente voluto dalla “Cipolla bianca di Isernia”, organizzazione nata, di recente, per la valorizzazione e promozione dell’ortaggio locale. L’associazione  di volontariato prosegue nel filo della tradizione e, dopo l’evento organizzato lo scorso anno, ha in programma, per il prossimo 28 giugno alle ore 10.30, nel foyer dell’Auditorium ‘Unità di Italia’, un nuovo convegno a tema, di carattere culturale.

Un’occasione di divulgazione scientifica che servirà ad avviare una riflessione sul rilancio del bulbo, quale patrimonio dell’agroalimentare molisano, e della sua commercializzazione. All’incontro interverranno il professor Antonio De Cristofaro, docente della Facoltà di Agraria, che illustrerà il contributo dell’Università degli Studi del Molise allo sviluppo della filiera della cipolla bianca di Isernia.

Seguirà l’intervento dell’agronomo, dott. Giacomo Verrecchia, che relazionerà sugli “Aspetti tecnici del disciplinare di produzione della cipolla di Isernia”. A concludere, 

Andrea Petraroia che parlerà della realtà e delle prospettive di sviluppo della cipolla di Isernia. Anche in questa occasione, non mancheranno gli stand dei produttori locali. All’ingresso dell’Auditorium ci sarà quello allestito dai soci della Lai lavoro Anch’Io di Isernia, che è tra i promotori dell’iniziativa. La Cooperativa sociale, da anni, infatti, collabora con l‘Unimol per la produzione e la riqualificazione di colture locali e semi autoctoni, quali appunto la cipolla bianca di Isernia e il fagiolo di Acquaviva, che rischiano di scomparire, per sempre, dalle nostre tavole.

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