GIOIA SANNITICA / CUSANO MUTRI. L’analisi costi-benefici della Galleria del Matese è positiva e non negativa come quella della Tav Lione-Torino.

Le due gallerie del Matese, lunghe una 10 km e l’altra lungo il percorso ipogeo appenninico tra Guardiaregia – Cusano Mutri e Gioia Sannitica, costerebbe solo 130 milioni di euro.

di Giuseppe Pace (Naturalista Perfezionato in Ingegneria del Territorio all’Università di Padova con Tesi sulla Galleria del Matese tra Molise e Campania).

A differenza dell’analisi costi-benefici del MIT che boccia il progetto delle gallerie alpine tra la Francia e l’italiano territorio del Nordovest, l’analisi costi-benefici delle 2 gallerie di valico del Matese, tra Molise e Campania, è positiva. Questa seconda analisi costi e benefici non è del MIT ma mia descritta anche in una Tesi del 1994 alla Facoltà d’Ingegneria dell’Università di Padova nonchè illustrata pure all’Unione delle CCIAA del Molise, durante un corso per Tecnici Ambientali svolto a Campobasso. Le due Galleria del Matese, lunghe una 10 km e l’altra lungo il percorso ipogeo appenninico tra Guardiaregia-Cusano Mutri e Gioja S., costerebbe solo 130 milioni di euro, ben poca cosa rispetto alla decina di miliardi tra Torino e Lione, in gran parte in territorio francese. Il Mezzogiorno difetta di valichi montani tra l’Est e l’Ovest peninsulare, mentre abbonda tra Nord e Sud come la variante di valico sotto l’Appennino Tosco-Emiliano tra Bologna e Firenze, che ha sostituito o integrato la variante panoramica sul Mugello. A tale opera si opposero non pochi ecologisti decenni fa, mentre altri no come l’On. Antonio Di Pietro, Meridionalista non piagnone ma fattivo, che si espresse a favore poiché conosceva il problema direttamente anche per essere emigrato molisano. La comunità civile di Cusano Mutri (BN), quasi all’unanimità si espresse a favore della Galleria del Matese al Convegno da me promosso nel gennaio 1999 e coordinato dal beneventano Editore di “Sannio Oggi”, Luca Colasanto. Era presente, tra le Autorità convenute, l’On. Nardone e il colto Generale dei Carabinieri in pensione, D’Ambrosio, che, allora era Presidente della Comunità Montana del “Titerno”, ma viveva a Cusano perché là ammogliatosi. Egli e mi volle, in precedenza del Convegno, fissare un incontro con il Politico beneventano Avv. Barone, che mi disse: ”Il Generale mi ha parlato del suo studio in modo entusiasta, a chi lo affidiamo per dargli applicazione?” Gli risposi “il bambino è in gestazione, se vuole può battezzarlo il Generale, ma anche Lei”! D’Ambrosio dopo andò anche a parlare con i vertici regionali molisani e forse anche campani del mio studio sulla ipotesi di galleria matesina. Successivamente mi riferì che la sua impressione era che la galleria matesina venisse ignorata dai politici al vertice regionale perchè la vedevano lontana dai loro interessi. Un bojanese, l’anno prima del Convegno di Cusano M., mi condusse dal presidente della giunta della Regione Molise, che mostrò apparente interesse all’ipotesi, era pure Geometra e sembrava interessato a preparare un Convegno alle “Cupolette” di Vinchiaturo, ma fu preceduto dagli ardimentosi giovani di Cusano M. e al Convegno campano preferì non venire né venne il suo amico bojanese, nemmeno a titolo personale, segno evidente che non sgarrava alla”mafietta politica molisana”, dove si promettono posti ai figli e nipoti, altro che voto di scambio dei Grillini con il reddito di maggioranza. Segnale, inoltre, di gelosie, non nascoste, di diffidenza dei molisani verso i campani? Purtroppo i politici del nostrano Mezzogiorno, Molise e Campania nella fattispecie, spesso appaiono latitanti sull’opera di sviluppo ambientale locale e si interessano d’altro, magari della Tav Lione-Torino, così lontana e così costosa. Secondo l’analisi costi-benefici sulla Tav, linea alta velocità, Torino-Lione, il progetto sarebbe un enorme spreco di soldi pubblici. “A fine gennaio risposta dal governo”. Lo studio sull’impatto ambientale e il costo benefici della Galleria del Matese, da me svolti, è positivo, ma la regioni meridionali del Molise e della Campania stanno ancora a guardare, indifferenti ai bisogni delle popolazioni amministrate. Per Ambiente, ribadisco deve intendersi un insieme di Natura e Cultura e non solo Natura, costituita da idrosfera, atmosfera e litosfera, senza quasi la presenza umana e della cultura che esprime connessa all’economia, ecc.. L’Ambiente del Molise soffre di un isolamento geostorico antico, anche dovuto alla mancanza di collegamenti veloci e comodi con il versante meridionale del Matese e fino alla costa del Mar Tirreno. Il Matese è largo, da Nord a Sud, mediamente, 20 km, e lungo, in senso Nordovest- Sudest, oltre 70 km. Aggirarlo come succede attualmente comporta un’ora di tempo, circa 10 litri di spreco di carburante e maggiore inquinamento dell’aria e di pericoli stradali, spesso dovuti al gelo e alla neve invernale soprattutto tra Isernia e Campobasso. Al bivio di Vinchiaturo-Guardiaregia (dove esiste la più alta densità di traffico veicolare del Molise) circolano oltre 35 mila automobili e camion al giorno, non meno di 3 mila potrebbero utilizzare la Galleria del Matese tra Guardiaregia e Gioja S., soprattutto d’inverno. Un consorzio pubblico-privato fu da me proposto e ribadito ora. Tale consorzio era ed è possibile tra la/e ditte appaltatrici per realizzare l’opera (in cambio riscuoterebbero il pedaggio per 30 anni) e le CCIAA, le due Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità Montane pertinenti per il territorio attraversato dall’opera infrastrutturale necessaria. Il costo non è rilevante per i benefici che il valico del Matese arrecherebbe all’economia e alla società meridionale, molto più povera di quella esistente tra Lione e Torino. Ma si sa che il Mezzogiorno abbonda di Meridionalisti piagnoni e non fattivi. Tra qulli fattivi si ricorda il prof. Carlo Maranelli che usò, tra i primi, l’appellativo di “Meridionalista piagnone” già quando insegnava Economia a Campobasso e nel suo monumentale libro ”La Questione Meridionale”, Laterza Editore, Bari. Il nostrano Sud, tramite gran parte della sua casta politica e soprattutto del piagnisteo di sottofondo del meridionalismo piagnone e borbonico, addita spesso le colpe del ritardo meridionale, nello sviluppo ambientale ed economico in particolare, al settentrione colonizzatore e sabaudo, ma non è proprio così. Le Regioni del Nord, guardando, per confronto, a quelle oltre le Alpi, da tempo, chiedono più autonomia fiscale. Esse non hanno tutti i torti perché il solidarismo nazionale non può durare ancora per molto tempo e non porta, inoltre, benefici se i fiumi di finanziamenti a pioggia al Mezzogiorno non terminano in una miriade di rivoli di spesa quasi inestimabili e incontrollabili. Di questi giorni è l’informazione della “proletarizzazione” della professione di avvocato soprattutto al Sud come in Campania con quasi 45 mila avvocati e altrettanti praticanti. Un avvocato al Sud ha un reddito annuo di 22mila euro rispetto ai 50mila del suo collega al Nord. Io comunque non capisco perché non si applichi il numero chiuso alle facoltà di giurisprudenza e si liberalizzi quello a medicina dove c’è penuria di medici in Italia. “Nel contratto di governo tra M5S e Lega c’è scritto di ridiscutere integralmente l’opera, quello che stiamo facendo per la prima volta consapevolmente perché non voglio far spendere ai cittadini soldi che potrebbero essere spesi meglio”, ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Il 9 gennaio 2019 il Governo ha ricevuto l’esito dell’analisi costi-benefici sul dossier Tav realizzata dalla commissione di esperti incaricata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le conclusioni dell’analisi costi-benefici arrivano a una bocciatura dell’opera della linea ferroviaria Torino-Lione ad alta velocità. La decisione finale verrebbe comunque rimessa al Governo. Scrive il Corriere della Sera che gli esperti avrebbero osservato che, dal punto di vista strettamente tecnico, il completamento della Tav, per la quale sono già stati scavati 21 chilometri di gallerie su un tracciato complessivo di 270, viene considerato “non vantaggioso, inopportuno”. In particolare, gli effetti in termini di miglioramento dei tempi di percorrenza, di abbattimento delle emissioni per lo spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia, di crescita dell’economia per i cantieri della stessa opera non giustificherebbero la spesa prevista. In ogni caso, fonti del ministero hanno precisato che “l’analisi di carattere tecnico economico e la parallela analisi giuridica andranno doverosamente condivise con la Francia, la Commissione europea e in seno al Governo, prima della loro pubblicazione”. Il Movimento 5 Stelle, ha comunque ribadito Di Maio, “è contro quell’opera”. “Se chiedessero un referendum con un governo che si basa sulla partecipazione diretta, sulla democrazia e sull’ascolto dei cittadini, nessuno vorrebbe e potrebbe fermare la richiesta di referendum ovviamente”, ha osservato il vicepremier leghista Matteo Salvini. “Io sono a favore, l’ho sempre detto che se c’è un’opera a metà è bene finirla, vediamo i tecnici che numeri ci portano in dote”. La Galleria di valico del Matese non è di 270 km ma di solo una dozzina e non per treno ma per automobili e camion poiché non è possibile ed auspicabile la Tav tra la costa del Mar Tirreno e del Mar Adriatico. Sulla Galleria del Matese le voci dei politici meridionali non esistono quasi, vi sono solo quelle di pochi cultori dello sviluppo territoriale. Di questi ultimi, soprattutto di di ieri più che e di oggi indicavano progetti non sempre calibrati sulla realtà territoriale possibile. La Galleria del Matese tra Bojano e Piedimonte Matese, passante sotto il Lago Matese, non è auspicabile né possibile perché altererebbe i rivoli d’acqua che alimentano le due sorgenti principali del Matese, che regalano alla metropoli napoletana oltre 6000 litri d’acqua al secondo, mediamente, tramite le sorgenti del Biferno di Bojano (CB) e quelle del Torano-Maretto di Piedimonte Matese. Tra queste due piccole città meridionali c’è una differenza di quota di oltre 300 metri e non è possibile tecnicamente collegarle con tunnel diretti, ma aggirare un po’ il Matese via Guardiaregia-Cusano Mutri-Gioja S. è possibile tecnicamente. La Campania e il Molise registrano 6,2 milioni di residenti e il loro PIL procapite è circa la metà di quello dei residenti del Settentrione d’Italia. Tempo è di cominciare a ridurre la forbice che lo SVIMEZ segnala spesso insieme ad altri centri ancora più d’osservazione superpartes e senza il virus del piagnisteo meridionale. IL Mezzogiorno non vuole regali, ma possibilità di auto sviluppo, sia pure in parte assistito, con infrastrutture fingenti da volano e la Galleria del Matese ne costituisce un esempio. Essa richiede più attenzione anche degli Onorevoli dell’attuale Parlamento e del Governo. Forse anche dei Governi futuri, quelli del passato lo hanno snobbato troppo lo Sviluppo del Mezzogiorno, affidandolo a più di qualche avventuriero industriale settentrionale al quale sono stati concessi sconti di tasse ed infrastrutture notevoli. Forse nell’alta valle del Biferno il fenomeno continua. Ma veniamo al Tav che è il nome con cui si fa comunemente riferimento alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione per il trasporto passeggeri e merci. Il progetto, di cui si parla dagli anni Novanta, prevede la realizzazione di una linea lunga 235 chilometri che affiancherebbe la linea storica esistente fra le due città. Il progetto de TAV di cui si discute è stato definito nel 2012 con un accordo tra Italia e Francia ed è diviso in tre parti: la tratta Susa/Bussoleno (di Rete Ferroviaria Italiana), la tratta Susa- Saint Jean de Maurienne (di competenza della società Tunnel Euralpin Lyon-Turin) e la tratta Saint Jean de Maurienne-Lione (della società ferroviaria francese Sncf). Il 70 per cento della linea è in territorio francese, il 30 per cento in territorio italiano. Circolano molte cifre sul costo complessivo dell’opera: si tratta infatti di stime. Secondo la Corte dei Conti francese, la Tav Torino-Lione ha un costo complessivo di circa 26 miliardi di euro. Il punto più contestato dell’opera si trova lungo la tratta Susa- Saint Jean de Maurienne, dove è prevista la realizzazione di un tunnel transfrontaliero lungo circa 57 chilometri, che ha un costo di circa 8,5 miliardi. Di questo tunnel sono stati scavati per ora circa 25 chilometri. Chi si oppone alla Tav la considera un’opera ormai anacronistica e troppo costosa rispetto ai benefici che ne deriverebbero. Le proteste dei movimenti cosiddetti No-Tav sono iniziate già negli anni Novanta, ma sono esplose in particolare dal 2005 in Val di Susa con i primi espropri. La Galleria di valico dei monti del Matese, invece, esiste già per l’acqua dell’Acquedotto Campano dagli anni Sessanta, inaugurato a Piedimonte Matese con la presenza di A. Fanfani, G. Bosco, G. Leone, ecc.. Di gallerie di valico del Matese ne ha ampiamente illustrato recentemente, soprattutto per quelle realizzate per farvi passare l’acqua, il dr. G. G. Caracciolo nel suo libro ”L’oro blu del Matese”, dove cita anche la tenacia dello scrivente che da tempo si batte per adattare quella seria di gallerie idriche (realizzate dall’allora Cassa del Mezzogiorno) a viarie. Con la bretella di collegamento tra Gioja S. e Alife-Piedimonte Matese (Guardiaregia Bojano non serve dal bivio esistente sulla Appulo Sannita) il costo della nostrana galleria di valico matesina non si discosterebbe molto da Il tempo è il miglior giudice delle cose scriveva Talete di Mileto, ma è anche galantuomo e al Sud non mancano studiosi ed energie culturali che spesso eccellono se vanno in altri ambienti meno assistiti e più meritocratici. Ma rileggiamo cosa dice Salvatore De Biasio, presidente dell’Interporto Sud Europa: “Aprire il traforo del Matese!” Collegamento veloce Tirreno – Adriatico. Da decenni si parla di aprire una galleria che colleghi il Molise con la Campania e soprattutto le due sponde marine Tirreno – Adriatico. Ma nessuno è stato in grado finora di affrontare questo progetto! De Biasio: “Siamo in grado di intercettare i traffici provenienti dal Medioriente. La provincia di Caserta ha l’originalità e l’unicità di essere sede della più grande struttura intermodale italiana per la logistica industriale e ciò rappresenta un elemento di rilevante promozione e sviluppo dell’economia per il territorio”. De Biasio lo ha detto nel corso della recente giornata nazionale dell’Economia in programma presso la Camera di Commercio di Caserta e che aveva come tema proprio “il sistema infrastrutturale italiano“. La Galleria del Matese, tra l’altro, favorirebbe molto la comunità civile di Cusano Mutri, che registra ancora più di 4.000 persone, quella di Gioja S. con oltre 3.500 persone anche se qua il tunnel n. 2 sboccherebbe sopra la sua spopolata frazione di Criscia, per problemi di quote altimetriche, mentre quelle di Cusano Mutri sono come a Bojano, 480 metri. Alife, con i suoi 7000 residenti, molti ancora dentro le mura romane, ha 110 metri di quota, dunque 370 metri più bassa di Bojano, mentre Piedimonte Matese, capoluogo del medio corso del Volturno è 60 metri più in alto di Alife e dista da Caserta 42 Km senza ancora il tunnel sotto la collina di Caiazzo. Per il lettore in cerca di notizie in merito alla galleria matesina è utile segnalare che nel 1999 chi si interessò molto della “mia” Galleria di valico del Matese fu la Pr Loco Cusanese. I suoi giovani entusiasti sfidarono l’inerzia dei politici beneventani e predisposero il Convegno in merito allo sviluppo locale con la galleria di valico del Matese il 30 gennaio 1999, gli va ricosciuto il merito di aver, sanniticamente, operato come meridionalisti attivi e non piagnoni.

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