ALIFE / LETINO / GALLO MATESE. Qualità ambientale di Legambiente-Sole 24 ore, mancano i paesetti come Ciorlano, Gallo Matese, Letino, Alife, Bojano e Cusano M.

Secondo un letinese questo paesetto dell’alta valle del Sava è destinato a scomparire a breve termine per il rapido calo demografico. Resterebbe Letino, impastato bene di politica, che indicava linee guida al futuro parco naturale nazionale del Matese.

di Giuseppe Pace

In tutte le classifiche di qualità ambientali cittadine non ci sono quasi mai eccezioni: le città del settentrione vengono prima di quelle de meridione che chiudono la classifica. E se si stilasse una graduatoria anche dei paesi piccoli, chissà come risulterebbe peggiorata la medesima? Paesetti come Ciorlano, Gallo Matese e Letino, dove c’è un forte calo demografico, come verrebbero classificati da Legambiente-Sole24ore? Secondo un letinese, ammogliatosi a Gallo Matese, questo paesetto dell’alta valle del Sava è destinato a scomparire a breve termine per il rapido calo demografico. Resterebbe Letino, secondo il solito letinese, impastato bene di politica, che indicava linee guida al futuro parco naturale nazionale del Matese. E le cittadine d’Alife, Bojano e Cusano Mutri che posto avrebbero? Anni fa Isernia ed altre cittadine del Sannio fecero eccezione balzando ai primi posti per la qualità della vita. Quest’anno sono di nuovo calate in fondo alla classifica, anche se qualcuno ad Isernia non concorda con Legambiente. Cercando una chiave di lettura sintetica, bisognerebbe abbandonare il classico binomio nord sud, centri urbani grandi o piccoli e ricchi o poveri. Nelle prime venti posizioni, infatti, si trovano città grandi come Bologna, comuni del sud come Cosenza, capoluoghi non ai vertici delle classifiche del pil come Oristano, a confermare che l’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future. Mentre Isernia cala al 99esimo posto,Trento è la città che vanta le migliori performance ambientali d’Italia. Il commento del presidente di Legambiente sul rapporto Ecosistema urbano 2019. Nelle ultime posizioni, si trovano città come Napoli, Bari, Torino, Roma, Palermo che sono ciclicamente vittime di piccole-grandi emergenze, lo smog (Torino e Roma), i rifiuti (Napoli e Palermo, ma anche Roma), o l’acqua (Bari). Per non parlare dell’emergenza traffico che interessa più o meno tutti i grandi centri (Roma e Torino hanno ben più di 60 auto ogni 100 abitanti), aggravata, nel caso della Capitale, da un servizio di trasporto pubblico che pare condannato a una crisi senza fine. Trento, Mantova, Bolzano, Pordenone, Parma. Resta saldo nelle mani del nord il primato nazionale sulle performance ambientali delle città messe sotto la lente da Ecosistema urbano, il report di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 ore che ogni anno analizza diciotto parametri e migliaia di dati per misurare la qualità ambientale nei capoluoghi di provincia italiani. Isernia maglia nera nella classifica sull’Ecosistema Urbano? C’è una ragione precisa. Il Comune non ha risposto al questionario inviato da Legambiente. E per questo il sindaco Giacomo d’Apollonio ha deciso di andare in fondo alla questione per capire, nel dettaglio, cosa sia accaduto. Lo ha annunciato ieri sera in apertura dei lavori del Consiglio di Palazzo San Francesco. Come si ricorderà, lo scorso 28 ottobre, sono stati pubblicati i dati relativi alla speciale graduatoria stilata da “Legambiente-Ambiente Italia” e il Sole 24 Ore. Il rapporto annuale misura le prestazioni dei capoluoghi italiani in cinque categorie: aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente. Un appuntamento che ormai da 26 anni consente di raccontare la qualità dell’ambiente delle città e, quindi, l’evoluzione della qualità della vita della popolazione. Confrontando i trend storici, emergono le città che hanno migliorato le performance ambientali e quelle che invece sono sensibilmente peggiorate. Isernia, in questa classifica è precipitata al 99esimo posto perdendo ben 43 posizioni. In apertura dei lavori dell’assise, il consigliere Mino Bottiglieri del M5S ha sollevato la questione chiedendo spiegazioni al primo cittadino. «Quanto accaduto è inquietante – ha sottolineato d’Apollonio – e ho già avviato gli approfondimenti del caso». Il sindaco ha poi annunciato di aver chiesto chiarimenti a Legambiente, ma anche al dirigente del Terzo Settore e all’assessorato all’Ambiente. «Questo questionario sul mio tavolo non è mai arrivato – ha detto ancora d’Apollonio -. La cosa più grave è che abbiamo dato all’esterno un’immagine di questa città completamente errata. Il nostro Comune ha perso 43 posizioni precipitando agli ultimi posti della classifica. Agli occhi dell’opinione pubblica la città ha subito un tracollo. Ma le cose non stanno così, perché questa amministrazione ha posto in essere interventi che hanno migliorato la situazione. Per questo, vedersi esposti a giudizi negativi mi indigna e non lo posso accettare. Ho verificato che la disonorevole situazione dipende dal fatto che non risultano disponibili dati relativi a dieci sezioni». Per questo ad avviso di d’Apollonio è necessario un approfondimento. E così ha chiesto che venga ricostruito nel dettaglio il procedimento. «Ho chiesto – ha concluso il primo cittadino – notizie certe, riservandomi azioni verso Legambiente se ha diffuso notizie false e verso il Terzo Settore, se ci sono state omissioni». Fanalino di coda sono Vibo Valentia, Siracusa, Catania. Vibo Valentia non risponde a nessuna domanda da tre anni, Siracusa da due. Catania, invece, terz’ultima, colleziona una serie di performance non esaltanti: perdite della rete idrica oltre il 45 per cento (45,5 per cento come lo scorso anno); una delle produzioni di rifiuti più alte in assoluto (733 chili per abitante all’anno), messa assieme con un anacronistico 7,7 per cento di rifiuti raccolti in maniera differenziata e meno di venti centimetri quadrati di suolo a testa riservato a chi cammina. Guardando alle singole città che compongono la classifica 2019, si scopre un discreto dinamismo, fatto di nuove scelte urbanistiche, di servizi di mobilità, di progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, di crescita degli spazi verdi. Ma se nel complesso il quadro migliora, sono ancora tante le città in allarme smog o incapaci di assicurare un corretto ciclo dei rifiuti, si amplia il divario tra chi produce progressi nel trasporto pubblico e chi ha mezzi pubblici non adeguati alle esigenze di mobilità delle persone, restano gravi le carenze delle reti idriche e nella depurazione dei reflui fognari. Si ribadisce che l’Ambiente è un insieme di Natura e Cultura e non è affatto solo quello naturale, come molti continuano a credere.

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