Caserta / Provincia. “Rimborsi illegittimi a cliniche private, evitato danno di 38 milioni”, la capogruppo regionale M5S, Ciarambino: “Inchiesta da nostro esposto”.

“Illegittimo prevedere un compenso per cliniche private per prestazioni a pazienti Covid mai svolte. A causa di quell’accordo sono state pagate strutture private che magari non hanno ospitato alcun paziente Covid”.

“Grazie al nostro esposto alla Procura della Corte dei Conti, abbiamo evitato un danno di 38 milioni di euro alle casse della sanità regionale della Campania. L’inchiesta della magistratura contabile ha infatti accertato ciò che abbiamo denunciato per mesi, ovvero che era assolutamente illegittimo prevedere un compenso per le cliniche private per prestazioni a pazienti Covid mai svolte, unicamente sulla base di una disponibilità manifestata. Dunque, avevamo pienamente ragione nel contestare l’accordo che la Regione Campania ha stipulato con l’associazione delle cliniche private il 28 marzo dello scorso anno, in base al quale le cliniche private avrebbero dovuto ricevere il 95% di quanto percepiscono lavorando a pieno regime, pur in assenza di prestazioni erogate. Spese che sarebbero state coperte a prescindere, dunque anche se non un solo posto letto fosse stato occupato. A causa di quell’accordo sono state infatti pagate, “vuoto per pieno”, strutture private che magari non hanno ospitato alcun paziente Covid. Purtroppo una parte del danno complessivo stimato in 46 milioni di euro si era già compiuto, come sottolineato dal quotidiano La Repubblica, con rimborsi erogati per ben 8 milioni di euro, più della metà del quale è andato a strutture concentrate nella Asl di Salerno. Col nostro esposto abbiamo però evitato che rimborsi per ulteriori 38 milioni venissero erogati”. Lo dichiara la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino. “Il paradosso è che molte cliniche, a seguito del blocco dei ricoveri disposto nella prima fase pandemica, avevano messo in cassa integrazione molti lavoratori, riducendo così le prestazioni al minimo, ma pretendendo di essere rimborsate come se avessero lavorato con tutti gli organici a disposizione. È apparso fin da subito evidente – conclude Ciarambino – che s’intendeva avvantaggiare gli interessi di imprenditori privati, a svantaggio di chi soffre o di chi ancora lotta notte e giorno per salvare le nostre vite”.

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