PIEDIMONTE MATESE / BOJANO. Permane il mistero attorno ad Enrica Pallota, nobildonna bojanese a Piedimonte Matese.

Le connessioni tra Beniamino Caso con padre di San Gregorio Matese (CE) e madre di Baranello (CB) e Girolamo Pallotta di Bojano sono evidenti e note.

di Giuseppe Pace, socio onorario del Club“Ragno” di Bojano

Della nobildonna bojanese, Enrica Pallotta, a Piedimonte Matese, ho avuto notizia osservando, casualmente, la lapide sulla parete sud della bella cattedrale piedimontese “Ave Grazia Plena” o Annunziata in agosto c. a.. Incuriosito, ho fotografato la lapide in latino che indicava la devozione filiale verso la madre, Haenrica Pallotta, nobildonna di Bojano, morta a Piedimonte d’Alife. Poi ho scritto a studiosi bojanesi che mi hanno ricordato la possibile relazione parentale con Girolamo Pallotta di oltre un secolo dopo dalla nobildonna omonima di Piedimonte Matese. Ho scritto allora al prete della piedimontese “Annunziata”, che mi ha, lapidariamente, inviato, in W.Sapp, il poco leggibile certificato anagrafico. Ho scritto poi ad amici piedimontesi, ma li ho trovati indaffarati nelle cure parentali, come a dire lasciami in pace, Pace! Pazienza, ma la tenacia è una mia virtù che gli indigeni chiamano capotosta, il mio pigro amico piedimontese mi chiamava capacchione letinese quando mi vide in classe la prima volta. Allora me lo ricordavo più attivo socialmente anche se adesso ha l’attenuante dell’unico nipotino da accudire. Dalla lapide e dall’estratto parrocchiale dei nati e morti di Enrica Pallotta non si riesce a tracciarne un profilo soddisfacente. In mancanza di altri riscontri si può solo ipotizzare che fu ascendente del politico Girolamo Pallotta, nato a Bojano il 11 settembre 1804 e morto a Morcone il 13 agosto 1866. Dell’onorevole bojanese, Girolamo Pallotta, non è difficile sapere la biografia e l’attività politica. Egli si laureò in Giurisprudenza all’Università di Napoli e svolse a Bojano, il ruolo di Avvocato e contemporaneamente faceva politica. Nel 1831 fu decurione e nel 1838 membro del Consiglio del Distretto d’Isernia come riferisce il collega nel vicentino, Francesco Tavone, nativo di Bojano. Tavone sottolinea che il Pallotta in questa veste fece proposte relativamente all’assistenza medica, alla riforma giudiziaria e, pionieristicamente, all’istruzione delle donne. Nel 1841 fu nominato Presidente del Consiglio Distrettuale e nello stesso tempo ricoprì la carica di sindaco di Bojano. L’impegno di legale e quello di amministratore pubblico gli permisero di stringere rapporti di amicizia e collaborazione con le persone maggiormente attive nel movimento liberale, tra cui il liberale Beniamino Caso, Achille Del Giudice e Stefano Jadopi. G. Pallotta partecipò ai moti del 1848 maturando l’ideale dell’Unità d’Italia. Nelle elezioni del giugno 1848 fu eletto deputato per il Distretto d’Isernia. Mantenne tale carica per poco tempo in quanto il Re di Napoli Ferdinando II ritirò la Costituzione ritornando all’assolutismo. Il Pallotta, noncurante delle persecuzioni a cui era sottoposto dalla polizia borbonica, scelse la via della cospirazione per il trionfo dei principi risorgimentali. Agli inizi del settembre 1860, allorché il Regno delle Due Sicilie fu teatro dell’Impresa dei Mille, a Bojano – nella loggia del proprio palazzo – dichiarò la fine del dominio dei Borbone e la formazione di un governo provvisorio in nome di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II. Nelle elezioni del 1861 per il primo Parlamento italiano fu eletto deputato per il Collegio di Bojano e a Torino, nei banchi Di Palazzo Carigliano, si schierò con l’opposizione. Nel 1865 non venne più rieletto, in quanto i maggiori suffragi andarono al moderato Federico Del Re. Pallotta si ritirò a Morcone dove morì l’anno successivo. Le connessioni tra Beniamino Caso con padre di San Gregorio Matese (CE) e madre di Baranello (CB) e Girolamo Pallotta di Bojano sono evidenti e note, ma ancora di più lo furono tra i due rivali politici piedimontesi Achille Del Giudice e Beniamino Caso, analogamente tra il Pallotta e il Del Re. Di Girolamo Pallotta ha scritto non poco Francesco Tavone, che ho conosciuto a Bojano e mi invitò a collaborare con la rivista camerale campobassana “Molise Economico”. F. Tavone ha scritto Girolamo Pallotta figura di rilievo della vita politica di Bojano e del Molise durante il Risorgimento italiano, in Molise Economico n 1, 1982; Girolamo Pallotta, grande molisano, in Nuovo Molise, Giovedì 10 novembre 2005 e Girolamo Pallotta. Un protagonista del Risorgimento tra avvenimenti storici del Molise, Regno delle Due Sicilie, Italia Unita, Padova 2015. Sulla nobildonna bojanese a Piedimonte d’Alife, l’alone di mistero permane. A chi si era ammogliata? Quanti e quali figli ha avuto? Era ascendente, quasi certamente, dell’On. G. Pallotta? Continuerò a svelare il mistero ed informare il lettore appena riesco ad avere notizie sulla nobildonna E. Pallotta, ma non è facile nell’ambiente piedimontese che pensavo, sbagliando, fosse meno pigro di quello bojanese e con tanti che se lavano le mani come il Sannita Ponzio Pilato.

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