PIEDIMONTE MATESE. Dalle capriole politiche alla poca memoria: il discusso temperamento di un assessore “monitorato”. Fino all’insalata…

Dalle regionali alle comunali, dalla delega al sociale allo “scaricatore di porto”, dalla “coda tra le gambe” a Diego Armando Maradona (nella foto, lo studio di Dante Cappello ad Alife).

Difficile far comprendere l’autenticità di tutte le informazioni in nostro possesso e la nostra, lucida, memoria a chi non conosce neppure la differenza tra giornalista professionista e libero pubblicista oppure semplice blogger. Lo proviamo a fare con la stessa umiltà con la quale abbiamo spiegato la sua contrarietà alla iniziativa che, ancor prima dalle istituzioni, sembra essere partita dal basso, dal popolo, quello che lo ha tanto amato ed ancora lo ama: quella di intitolare una strada (importante) alla memoria dell’onoreve Dante Cappello, quello che, anch’egli in tutta umiltà, ha scritto pagine di storia indelebili dell’Alto Casertano, e del matesino in particolare (già diversi autorevoli studiosi e storici lo hanno citato in testi, e questo a meno di 10 anni dalla sua dipartita, che sarà ricordata in eventi in programma il prossimo dicembre 2022). Lui si che le ha scritte. Altra cosa è la presunzione dell’assessore Emilio Iannotta che, tra le diverse capriole politiche, tutte fallite, ha anche già collezionato un bel paio di figuracce.

Ma andiamo con ordine.

Vogliamo partire da quando il leader indiscusso e presidente provinciale de “La Margherita“, natutalmente il buon Dante, gli propose, sempre umilmente, la candidatura alle elezioni regionali. Lui risposte con un secco no, preferendo “l’onda politica del momento”, quell’Italia dei Valori dell’ex PM Tonino Di Pietro da Montenero di Bisaccia. Risultato!! Il candidato alle provinciali, Ricca, grazie alla affidabile e ramificata sul territorio scuderia, venne eletto, altri rimasero dov’erano: a casa. Doveroso ricordare che di quella candidatura alle regionali vennero anche investiti l’on. Pierino Saueglia da Marcianise, allora segretario del partito, ed il già Presidente del Consiglio dei Ministri, Ciriaco De Mita da Nusco.

Vogliamo continuare con le elezioni amministrative a Piedimonte Matese di qualche anno fa quando, sempre in contrapposizione a Cappello (Dante), preferì forgiare una sua di lista che venne sonoramente bocciata dagli elettori che gli preferirono, a furor di popolo, la compagine guidata da Cappello (Vincenzo).

Una discussa proposta di candidatura lo porta a rientrare, alla fine, in un gruppo in formazione alle ultime comunali piedimontesi ed un mix di coincidenze favorevoli gli fanno raggiungere, seppur per il rotto della cuffia (l’ultimo degli eletti), la elezione a consigliere comunale. Poi la scelta è del sindaco eletto, Vittorio Civitillo (che ringraziamo per la telefonata di ieri), quella di forgiare l’esecutivo, quindi la squadra di assessori tra cui viene fatto rientrare anche il discusso Emilio.

Ma pronti, partenza e via… ed il nostro assessore, avuta conferita, tra le altre, la delega al sociale, presiede dopo anni di autentico vuoto l’Assemblea dell’Ambito C4, rimediando una figuraccia tale che ancora rimbomba anche in ambiti regionali. Con “l’indole e temperamento” di cui tanto si vanta “alza la voce” e “batte i pugni sul tavolo”, atteggiamento classico da “scaricatore di porto” (non ce ne voglia la dignitosissima categoria), arrogandosi delle pretese e mettendo in imbarazzo i partecipanti, sindaci di un vasto comprensorio e/o loro rappresentanti, che invece da questa elezione piedimontese, e da questa nuova maggioranza, seriamente nutrivano speranza per portare finalmente a risoluzione i tanti problemi dell’Ambito che si trascinavano da anni. Non da meno il suo stesso sindaco, letteralmente disgustato da questo comportamento tanto da ritirargli senza indugio (per rimanere in ambito legale) le deleghe e mettendolo nell’angolo (ma sentimenti di poco apprezzamento per i folli gesti sono stati avanzati da tutta la compagine).

Assunta lui la presidenza, l’Assemblea finalmente con una guida autorevole ha potuto affrontare le problematiche a cui era stata chiamata: l’approvazione dei diversi bilanci arretrati e l’accordo con gli altri Comuni sono da accreditare al riconosciuto pragmatismo della fascia tricolore Civitillo.

“Avviata la barca” il primo cittadino è potuto tornare alle sue mansioni: (ri)conferisce allora le deleghe al suo assessore che accetta, con la coda tra le gambe (non ce ne vogliamo per l’innocente accostamento ma la similitudine rende benissimo la vicenda per com’è realmente andata). Ora però il suo operato, visti i trascorsi, è costantemente monitorato.

Sono di qualche mese fa i continui flirt con quello che credeva una ennesima “onda politica del momento”, quel Movimento 5 Stelle e suoi rappresentanti sul territorio, non fosse altro per le favorevoli prese di posizione espresse in merito alla fallimentare misura del reddito di cittadinanza. Starà forse gettando le basi per una futura candidatura col Movimento? Ipotesi che parte sfortunata, visto che ora i grillini hanno subito una ennesima scissione col gruppo autonomo facente capo all’ex racchettapalle dello Stadio di calcio di Napoli, allora San Paolo, oggi Diego Armando Maradona, Gigi Di Maio da Pomigliano D’Arco.

Fino all’ultima chicca: la contrarietà alla intitolazione di parte della strada Via Matese alla indiscussa figura di Dante Cappello. L’unico, ovviamente, della Giunta esecutiva e dell’intera compagine di maggioranza. Anche qui indotto a fare un passo indietro: l’insalata raccolta dal personale orto e regalata ad una persona mette fine a questa ennesima querella.

Non cada nel ridicolo, ora, di accostare a noi ipotesi di strumentalizzazioni politiche per qualsivoglia finalità relative alla figura di Dante Cappello. Per tutti i personaggi, vivi o defunti che siano, glielo consentiremo. Per il nostro Maestro, “U Mastru”, no.

Stampa
comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

menu
menu