PIEDIMONTE MATESE. 32milioni di euro la differenza tra entrate ed uscite, di cui oltre 5 relativi a fatture mai pagate: ecco i numeri, impietosi, del dissesto deliberato dal Municipio.


Ora la delibera inviata alla Corte dei Conti e Ministero: si è in attesa della nomina dell’OIV, l’Organismo Straordinario di Liquidazione.

Numeri che non lascerebbero scampo quelli non solo annunciati in aula consiliare, ma anche messi nero su bianco dal revisore dei conti dell’Ente (Esposito, ndr), nel corso del consiglio ultimo che ha, di fatto, dichiarato il dissesto finanziario al comune capoluogo matesino. Ammonterebbero a circa 32 i milioni di sbilancio tra entrate ed uscite, con oltre 5 milioni di fatture che rimangono ancora da liquidare. Numeri impietosi, che lasciano poco spazio di manovra. In particolare, sarebbero 5 milioni e 155mila euro di lavori o prestazioni da saldare, ma la parte grossa la fanno i 32miloni di residui passivi che pesano come macigni sul bilancio dell’ente, reso ancora più fragile dalla debolezza della parte attiva, in cui spiccano certamente i crediti che l’amministrazione vanta nei confronti di debitori diversi ma che, allo stato attuale, risultano ancora da riscuotere e chissà se mai si incasseranno in un futuro immediato (oggetto, questo, di attenzione anche dai palchi della campagna elettorale del giugno 2017 tra le liste in competizione). Basti menzionare i tributi comunali relativi ai canoni idrici, la spazzatura (Tares), perfino i parcheggi (gestiti in maniera superficiale, almeno riguardo alla corresponsione delle spettanze municipali). “La ditta dei parcheggi non ha mai versato nessun canone di concessione che ammonta a 397mila euro l’anno”, la spietata relazione del revisore dei conti. E poi mancati introiti nelle casse comunali che hanno reso incerte le entrate, a fronte di spese sempre maggiori a cui, purtroppo, si è provveduto con continue anticipazioni di cassa. A questa emorragia si è in parte provveduto con i fondi a destinazione vincolata (non si poteva, ma è stato fatto): a cominciare da quelli attinenti la legge 328, i cui trasferimenti dovrebbero essere destinati per l’assistenza agli anziani ed alle persone con disabilità. Per questo il Comune “si è trovato a non poter pagare le cooperative che avevano ben operato in questo senso e tutti gli operatori del settore” – sentenzia ancora il revisore. Ora sarà inevitabilmente coinvolta anche la Corte dei Conti, che potrebbe tirare in ballo anche precedenti amministrazioni comunali per potenziali accertamenti di danno erariale ed, in ultima istanza, anche la magistratura ordinaria per responsabilità di carattere penale.

Stampa
comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

menu
menu