PIEDIMONTE MATESE / ALIFE / CAIZZO. Democrazia in crescita per i bilanci municipali ma non per le Asl.

In non pochi Municipi del Sannio d’oggi sembra che la res pubblica sia cosa di pochi addetti, che spesso pare la considerino proprietà privata.

di Giuseppe Pace (Socio onorario del Circolo “Ragno” di Bojano).

Davanti allo stillicidio di notizie sui bilanci comunali del Sannio, si può pensare che siamo finalmente in crescita democratica. Piu’ che stupirsi delle malefatte di sindaci ed assessori si resta sbigottiti di fronte allo specializzato scaricabarile degli organi di controllo centrale e periferico. Al settentrione i municipi funzionano da secoli, al meridione da poco tempo. Nulla è cambiato in circa 70 anni nei piccoli centri civili del Sannio. Al tempo dell’abruzzese Podestà di Bojano, Paltrinieri, molto è cambiato, ma solo da pochi anni è stato reso pubblico il deficit del bilancio municipale di circa 30 milioni di euro. Prima pochi sapevano dei bilanci pubblici bojanesi, si vociferava e si sussurrava tra addetti ai lavori come le spese per irrigare la piana con tubazioni mai andate in funzione. A Letino negli anni Cinquanta furono spesi 10 milioni di lire per portare la linea “evanescente” elettrica lungo una strada inesistente dal paesetto alle Secine. A Roccamandolfi (IS), raccontava un anziano roccolano, migrato a Bojano, che il gerarca fascista di Campobasso letta una supplica di una scolara roccolana, orfana di padre, che lamentava di non aver avuto il sussidiario gratis a scuola elementare, nel constatare la falsa firma apposta dal podestà di Roccamandolfi, che favorì altra, lo spodestava immediatamente. In non pochi Municipi del Sannio d’oggi sembra che la res pubblica sia cosa di pochi addetti, che spesso pare la considerino proprietà privata. A scriverlo era il colto e prolifico sottoprefetto alifano Pietro Farina, morto nel 1954 ad Alife. La città dove il sottoprefetto P. Farina prese moglie, gli ha dedicato una lapide commemorativa vicino casa, nel cardo cittadino non lontano da Porta Fiume Volturno. Al consiglio municipale d’Alife c’è una sorta di guerra mediatica tra maggioranza ed opposizione sulle modalità di presentazione, controllo e trasparenza del bilancio. Tale guerra pare sia divenuta meno fredda, o diplomatica, dopo che i media hanno riferito che l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con Delibera n. 450 del 08/5/2019, ha annullato la nomina dell’ex Assessora e consigliera comunale nella passata consiliatura, nonchè presidente del Consiglio di Amministrazione delle Opere Pie Riunite di Caiazzo. Contestualmente, l’Anac ha sospeso per tre mesi il sindaco dal potere di conferire tutti gli incarichi di natura amministrativa di sua competenza. Dopo i primi quasi 3 secoli di monarchia di Roma, con i 7 re, noti fin dalle scuole elementari, arrivò la Repubblica che era fatta di più voci che parlavano del sociale. Anche allora c’erano gli onesti, i disonesti e gli ingenui che “bevevano” tutto ciò che gli veniva offerto dai consoli, spesso in lotta per il potere. Durante il fascismo ci fu quasi una sorta di “dittatura ventennale” come a Roma si operava per dirimere confusione dei ruoli democratici. Tutti dovrebbero conoscere che in una moderna Democrazia il ruolo delle opposizioni è basilare per controllare la maggioranza al”potere municipale”. La ripartizione dei poteri è sempre cosa buona e giusta. La Sinistra poi sembra più brava della Destra nel controllare, apparentemente, il potere degli altri? Quando conquista poi il potere lo sa difendere ancora meglio come fa l’attuale Pd, che con poco più del 20% di consenso elettorale nazionale, occupa quasi tutti media televisivi e dice ”basta” continuamente al Governo. La intellighenzia è, purtroppo, a stragrande maggioranza, di Sinistra, e il 68 ha seminato tanto e raccoglie molto. I figli della piccola borghesia destreggiante del Sannio hanno ceduto quasi il potere ai figli del popolo, indottrinati più da Lenin che da da Marx, poiché il primo sosteneva l’impossibilità per l’operaio di formare quadri dalla massa, ma di prenderli da fuori che meglio avrebbero saputo parlare in nome e per conto del proletariato. I centri delle maggiori città italiane votano Pd oggi, non più le periferie proletarie. Ad Alife, Bojano, Piedimonte M. non è proprio così perché siamo in area provinciale, ma qualcosa c’è del fenomeno sociologico. Riportare il cittadino e l’onestà al centro dello Stato non è facile con gli statalisti di destra e di sinistra. A Bojano, come a Caiazzo, Alife, Piedimonte Matese, ecc. i bilanci municipali sono oggetto di accanite e furibonde lotte tra opposizioni e maggioranze. Sembra una crescita democratica, che prima non c’era mai stata? Il nostro Sannio è caratterizzato da Amministratori, non molto lontani dalla Repubblica di Platone poiché i Sindaci e molti Assessori sono laureati, a parte qualche geometra e studente universitario, che spesso non si laurerà mai come hanno saputo dimostrare ex Sindaci di paesetti del Sannio. Nel paesaggio nazionale vediamo personaggi ”nullafacenti” che amministrano la res pubblica e che ci impongono le loro idee un giorno si e l’altro pure, riempiendo i media. Certo il Magistrato R.Cantone ha fatto bene a dare voce all’opposizione caiazzana come a qualunque altra voce di minoranze che invocano il rigore della Legge nei circa 8mila comuni italiani, alcuni chiamati oggi a votare i loro Amministratori La funzione di chi scrive ed informa è oggi e sempre indicare il sentiero in salita della Democrazia, che non significa prevaricazione del più forte, ma dignità di tutti i cittadini. Il territorio del Sannio con il Matese ( casertano, campobassano, isernino e beneventano), è esteso per più di 1500 kmq dove vivono oltre 150 mila residenti. Stare a ricercare tutti o gran parte dei suoi figli più illustri è un’opera inedita e non facile. Se, invece, ci si limita a selezionarne alcuni è più possibile offrirli in lettura a chi ama la memoria come antidoto dell’oblio. Ma leggiamo ”Il provvedimento dell’ANAC trae origine da un esposto presentato già nel mese di settembre 2018 dai consiglieri del gruppo di opposizione Caiazzo Bene Comune, i quali, a seguito delle nomine effettuate dal Sindaco, avevano sollevato motivate eccezioni sulla inconferibilità ed incompatibilità dei consiglieri individuati quali membri del consiglio di amministrazione delle Opere Pie. Sebbene invitato dai consiglieri di opposizione di Caiazzo Bene Comune a rivedere le nomine effettuate, il sindaco Giaquinto non ritornava sulle proprie posizioni. Ora è arrivato il provvedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha accolto totalmente le motivazioni sollevate dai consiglieri di opposizione.“Quello compiuto dal sindaco Stefano Giaquinto è un vero e proprio atto di incompetenza amministrativa, visto che, in primis lo stesso non poteva non sapere, data la lunga esperienza quale amministratore della Città, dei limiti disposti dalla legge circa i requisiti dei membri del consiglio di amministrazione delle Opere Pie Riunite; un atto ispirato alle vecchie logiche della politica, tesa ad avvantaggiare sempre la solita ristretta cerchia di amici. In secondo luogo e soprattutto, rappresenta un atto di arroganza politica atteso che il gruppo di opposizione ha più volte sollevato la questione sulla quale oggi l’Anticorruzione si è definitivamente espressa, annullando le nomine e sospendendo il sindaco. Quanto accaduto è un fatto gravissimo che non ha precedenti per la citta di Caiazzo. Mai nessun sindaco ha subìto provvedimenti sospensivi!!!!!!”dichiarano i consiglieri di Caiazzo Bene Comune. Il Sannio soffre dunque di vecchie abitudini e Pietro Farina ha ancora ragione dopo quasi un secolo è trascorso. Egli spesso relazionava al Prefetto di Caserta le malefatte di chi occupava come “res propria” i Municipi del Sannio Alifano. Se pensiamo che da troppo tempo i bilanci municipali interessavano solo pochi addetti ai lavori, oggi la pluralità dei media informativi lo fa conoscere a molti. Dunque c’è da sperare che sia finita l’epoca dei revisori dei conti che non controllano, di altri che fingono, ecc.. Gli stranieri non investono in Italia né i giovani preferiscono restarci soprattutto se hanno studiato sodo. Vanno a spendersi dove c’è ancora l’ascensore sociale con la meritocrazia. Molti medici sono fuggiti dalla Campania soprattutto e non intendono tornare. Emblematico è il continuare con vecchie modalità sibilline nelle Asl campane. Poi non ci si meravigli se la camorra in un sistema partitocratico così sibillino trovi spazi per agganci mortali. Quando passai un mese circa ad assistere mia mamma all’ospedale civile di Piedimonte Matese, mancava un dirigente unico sanitario. L’assistenza media era burocratizzata al massimo e più che il paziente vedevo i medici attentissimi nel compilare i loro registri, verbali e protocolli. Ai familiari non davano alcun peso nel fornire indicazioni, ne generali né tantomeno tecniche. A distanza di circa 6 anni pare che nulla sia mutato in meglio, anzi si è declassato anche quel presidio territoriale per la salute di oltre 30 comuni in gran parte montuosi e con pazienti lontani dall’ospedale. Dai media leggo la solita storiella foriera di bizantinismo nell’assunzione pilotata dei vertici ospedalieri campani. “L’Asl di Caserta con delibera 1624 del 24 dicembre 2018 ha indetto un concorso per 22 dirigenti medici di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza da assumere a tempo indeterminato. I dirigenti dell’azienda sanitaria, consci dei tempi lunghi necessari per il completamento delle procedure, hanno pubblicato un secondo bando per l’assunzione sempre di 22 medici sempre di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza, ma questa volta con un contratto di 8 mesi a tempo determinato per permettere il mantenimento dei livelli di assistenza. L’atto con cui è stato bandito il secondo concorso è proprio il successivo, il 1625 sempre della Vigilia di Natale. Nemmeno questo secondo atto, però, ha risolto seppur temporaneamente le carenze di organico degli ospedali dell’azienda. Sei mesi più tardi, siamo al 4 giugno, con il primo concorso ancora aperta, l’Asl, la delibera è la 133, è stata costretta a bandire un terzo concorso sempre a tempo determinato, sempre per ventidue posti per coprire i vuoti di organico cronici di cui soffrono le strutture. Con il secondo concorso, infatti, non si è riusciti a stilare una graduatoria tale da poter completare i buchi. Tutti gli interessati possono presentare la loro candidatura all’Asl entro e non oltre il 19 giugno quando poi saranno esaminate le domande e i curricula consegnati per stilare la graduatoria per titoli che servirà ad assumere per 8 mesi quelle figure necessarie a garantire i livelli assistenziali nella speranza che in questo lasso di tempo l’azienda sanitaria abbia provveduto ad individuare i 22 che in maniera stabile avranno la responsabilità di quelle mansioni”. Ecco perché i giovani medici “fuggono dalla Campania”!

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