PIEDIMONTE MATESE / ALIFE. Democrazia sui feudi elettorali de Matese e non solo con il diffuso voto di scambio.

Cosa è cambiato in un secolo circa dai tempi dell’alifano e studioso Pietro Farina? Poco o niente si concluderebbe, ma ho la speranza che la scuola, oggi di massa, abbia fatto maturare di più la coscienza civica del singolo cittadino, che non si estranea più come prima, per prudenza.

di Giuseppe Pace

Leggo su questo media, con sede legale ad Alife, che ”L’evento “Giornata della memoria” in ricordo delle discriminazioni razziali si sarebbe dovuto tenere giù nel Criptoportico: tutto saltato”. Mi sono ricordato di un fatto accadutomi 8 anni fa a Piedimonte Matese. Avvicinai un Assessore comunale in carica con delega alla Cultura per dirgli che avevo pubblicato un saggio che interessava Piedimonte Matese tra Campania e Sannio. Mi disse subito si: “lasci pure un po’ di libri che ci penso io a diffonderli anche con il chioschetto turistico allestito l’estate a Porto Vallata”. Dopo un anno tornai da quell’Assessore, pare impiegato regionale o provinciale, e mi mostrò il pacchetto di miei libri intatto. Spiegò che non poteva diffondere un libro che parlava male di lui. Allora incuriosito chiesi precisazione: Si, mi disse, nel capitoletto Associazioni culturali a Piedimonte Matese ”Lei sostiene che un Assessorato che le iscriva e le amministri non è legale perché potrebbe essere di parte”. Nel libro infatti sostenni ciò con esempi eclatanti piedimontesi: un’associazione che si era vista negare l’autorizzazione comunale perché non allineata alla politica comunale e dell’assessorato culturale. Certo affermai, lo stabilisce la Legge nazionale che regolamenta le funzioni associative locali superpartes ed apolitiche. Comunque dissi, io al suo posto, avrei soprasseduto al punto di vista diverso e avrei fatto proprio il saggio che parla del comune Comune: il suo anche di nascita ed il mio d’adozione giovanile. Ma l’interlocutore imperterrito mi invita a ritirare il pacchettino di miei prodotti culturali, scritti solo per amore filiale del Matese nativo. Dopo alcuni anni leggo che quell’Assessore ed altri di Piedimonte Matese erano stati inquisiti nell’operazione “Assopigliatutto”, per essere stati troppo accondiscendenti al Sindaco pure inquisito ed arrestato anche. Insomma quell’Assessore era troppo yesman o signorsi! Quando leggo queste ed altre cose come l’evento della memoria viva sull’olocausto dello scorso secolo “bloccato” ad Alife, mi viene in mente sempre che scriveva il Sottoprefetto di Caserta, Pietro Farina, dei feudi elettorali del Matese. Egli scriveva al Prefetto di Caserta, che nei paesi del Matese casertano i Municipi erano dei veri e propri feudi elettorali e guai al cittadino che vi si avvicinava per collaborare nell’amministrare la res pubblica. Adesso che il governatore campano ha annunciato migliaia di posti liberi nelle province e regione, si scateneranno i vari feudi comunali per piazzare quei pochi a scapito dei molti e in barba alla meritocrazia? Si spera che il Governo gialloverde controlli di più e meglio di prima con il nepotismo ed il voto di scambio elettorale diffuso. Cosa è cambiato in un secolo circa dai tempi dell’alifano e studioso Pietro Farina? Poco o niente si concluderebbe, ma ho la speranza che la scuola, oggi di massa, abbia fatto maturare di più la coscienza civica del singolo cittadino, che non si estranea più come prima, per prudenza. Voglio sperarlo almeno anche se spesso giungono, dalla cronaca riportata dai media dell’alto territorio casertano, notizie di un’aumentata disaffezione del cittadino alla res pubblica, come a dire “è cosa loro”! Eppure negli anni Cinquanta e Sessanta a Piedimonte d’Alife pare che si notasse meno la disaffezione alla res pubblica, almeno per noi studenti, che eravamo pochi, ma oggi sono tutti. Allora al campo dell’Azione Cattolica piedimontese sul Matese, noi partecipanti andavamo spesso al vecchio Rifugio di Miralago, che oggi è stato riaperto per far gustare funghi porcini con tagliatelle e agnello arrosto con patate locali. Vi erano attivi adulti come Carlo d’Andrea che operavano senza scopi di lucro ed insegnavano l’altruismo e la socialità. I tempi cambiano, ma non sempre in meglio, purtroppo.

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