PIEDIMONTE MATESE. Ancora e sempre Cenerentola la sanità pubblica nel Sannio Alifano. “A me pare che manchi di una sorta di figura politica quasi come un secondo Dr. Dante Cappello…”.

“Ha ragione il Sindaco di Piedimonte M. ed altri ad opporsi agli statalisti del Pd e suoi gregari ignari della realtà dell’alto casertano che è montuosa e collinare in prevalenza con distanze e tempi lunghi per il pronto soccorso sanitario”.

di Giuseppe Pace

Ancora una volta la cenerentola sanità del Sannio Alifano subisce l’umiliazioni del declassamento ospedaliero prima e della mancanza di investimenti dopo. Leggiamo la cronaca recentissima:”23 milioni per il nuovo ospedale Marcianise; 60 milioni per il nuovo ospedale Sessa Aurunca; 10 milioni per l’area dell’ex Maddalena ad Aversa; 30 milioni per realizzare un nuovo edificio e una nuova piastra operatoria al Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta; 25 milioni alla Vanvitelli per il completamento Policlinico di Caserta. Chiara la mancanza tra tutti i progetti finanziati quelli relativi all’ospedale di Piedimonte Matese già al centro di polemiche negli ultimi mesi a seguito del non riconoscimento della struttura quale Dea di I livello”. Da tempo vado scrivendo che Napoli si comporta da assopigliatutto in Campania e Piedimonte Matese, come tutto l’alto territorio casertano, diventa sempre più periferia della periferia campana. Per evitare ciò io vedo due strade principali. La prima è “miracolistica”poiché richiede un salto di qualità che gli attuali feudi elettorali impediscono e cioè il passaggio alla Regione Sannio, dove Piedimonte M. diventerebbe la IV-V città e non l’ultima campana. La seconda strada è quella di una coesione interpartitica del territorio del Sannio Alifano, da Caiazzo a Letino, che crei una opposizione vera senza lasciare spazio politico ai galoppini dei boss casertano-napoletani, che disponendo di feudi elettorali più ricchi di voti, imperano anche nel Sannio Alifano. La recente decisione del Pd campano (espressa dal suo governatore, discusso non poco ma ancora al timone e forse ci vuole restare ancora per un’altra legislatura) di retrocedere l’ospedale civile di Piedimonte Matese deve essere motivo di opposizione sannitica dei residenti da Caiazzo a Letino con massa critica degli alifani e piedimontesi che da soli sono quasi metà dell’elettorato attivo di quel territorio. Non è possibile che si stanziano interventi migliorativi solo per i soliti feudi elettorali di Marcianise, Sessa Aurunca, Caserta e Piedimonte Matese resti al palo per la sanità da migliorare e non da peggiorare. Ha ragione il Sindaco di Piedimonte M. ed altri ad opporsi agli statalisti del Pd e suoi gregari ignari della realtà dell’alto casertano che è montuosa e collinare in prevalenza con distanze e tempi lunghi per il pronto soccorso sanitario. Pure positivo è il Comitato Civico “Articolo 32″ nato a difesa del presidio ospedaliero di Piedimonte Matese contro il declassamento previsto. n particolare, il noto legale di un ricorso al Tar ha evidenziato alcune incongruenze tra la normativa e le scelte adottate in materia di assistenza sanitaria. Le lamentele e le attività per ridurre il danno sanitario non mancano, ma il colosso burocratico campano schiaccia i piccoli montanari del Matese e suo pedemontano fino a Caiazzo. «Nel rimodulare Piano Regionale di programmazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 70/2015 nell’ aggiornamento di dicembre 2018 si è fortemente penalizzata la struttura ospedaliera di Piedimonte Matese declassando due Unità Operative Complesse (ortopedia e chirurgia generale) e azzerando i posti letto del reparto dello storico ed all’avanguardia reparto, ignorando completamente il fatto che si penalizza una intera comunità montana – spiega Labriola in un passaggio dell’esposto – Il Piano Regionale impugnando ha rivoluzionato tutto il precedente assetto mantenendo Aversa come DEA di primo livello e “promuovendo” Sessa Aurunca e Marcianise da PSA a DEA di I° livello, lasciando Pideimonte Matese con la qualifica di PSA. La conseguenza di tale “mancato riconoscimento della qualifica di DEA di I° livello” della struttura ospedaliera di Piedimonte Matese comunque non prevedeva per forza la riduzione anche dei reparti di ortopedia, chirurgia e anestesia e rianimazione da unità operative complesse in unità semplici. L’ospedale di Piedimonte Matese è indicato negli impugnandi provvedimenti come “presidio in zona particolarmente disagiata”, pur tuttavia i servizi garantiti risultano inadeguati e carenti per provvedere al fabbisogno previsto. Inoltre per l’ospedale di Piedimonte Matese è stata annunciata una futura assegnazione di 20 posti letto di neurologia e lungodegenza mai arrivata a discapito di una SUAP ( linea programmatica ad assunzione differenziata) che incredibile a dirsi non è ancora aperta ma ha già tutto il personale già’ in servizio e selezionato non si sa bene da chi, e la dotazione di un presidio di pronto soccorso mortificato nel suo essere e che sopravvive per i professionisti che ci sono insieme ad uno storico reparto di Rianimazione praticamente azzerato con il declassamento da UOC a USD (zero posti letto a Piedimonte mentre sono previsti posti letto a Sessa Aurunca e Marcianise) senza alcuna motivazione». Nel nostrano Mezzogiorno, in molti settori culturali, abbiamo notevoli eccellenze, ma anche sempre più endemici primati negativi in molti aspetti economico-sociali e politici. Tra politici e cultura, negli ultimi decenni, c’è una sorta di strada in discesa, facile da percorrere ma che porta nel baratro dell’approssimazione perché basata solo sulla forza dei feudi elettorali con diffuso voto di scambio e ultimamente con l’illusione assistenzialista Pentastellata. Un mio prof., all’Università Federico II di Napoli, implorava spesso la Repubblica di Platone per risolvere non pochi mali sociali meridionali e della sua regione, la Campania, colta e vilipesa dall’imperante partitocrazia. Eppure allora i feudi elettorali non erano a forte matrice Pd e grillina, ma della DC che però pare che non sbeffeggiasse le periferie, come attualmente. Altro che Repubblica di Platone in Campania oggi! Tra i politici campani vi sono spiccati personaggi di scarsa cultura (due sono leader e di partiti diversi) e con non pochi intellettuali impegnati. Tra nord e sud Italia sembra che si sia iniziata una nuova commedia o meglio sceneggiata: da una parte si recita il meridionalismo piagnone (le colpe delle nostre miserie sono degli sfruttatori settentrionali) e dall’altra quello del settentrionalismo piagnone(la palla al piede meridionale ci impedisce di progredire di più, basta con il dare soldi al Mezzogiorno). Il meridionalista Laterza, vicepresidente di Confindustria avvisa dell’eccesso di nostalgia meridionale verso i borbonici, ma anche che lo Stato spende più per il nord che per il sud nelle nuove infrastrutture. Nel Mezzogiorno ed in particolare in Campania il sistema sanitario non pare eccelli e la fuga verso il sistema sanitario delle regioni del centro-nord è continuo da decenni da parte dei malati meridionali. E la scuola? Insomma bisogna dare più spazio ai meridionalisti non piagnoni come Carlo Maraneli, prof. di Economia a Campobasso, che proprio con Laterza pubblicò “La Questione Meridionale” più di mezzo secolo fa. Il Mezzogiorno possiede il 78% delle coste italiane e accoglie più della metà dei siti archeologici e quasi un quarto dei musei presenti nel Paese. Ma a queste interessanti percentuali i turisti ad esempio vanno altrove, soprattutto non vanno nel Sannio Alifano. Eppure di bellezze paesaggistiche culturali e naturali ve ne sono molte anche se spesso più di qualcuno fa solo accademia su documenti del sepolto passato che non interessa alcuno se non pochi iniziati tra cui anche sacrati che fanno da spalla a futuri accademici, del passato, napoletani. I dati diffusi da Istat nel novembre 2018 sul movimento turistico in Italia nell’anno precedente denunciano l’esistenza di un divario tra le potenzialità del territorio e le presenze turistiche effettivamente registrate: nel 2017, solo il 18% degli Italiani ha trascorso le proprie vacanze al Sud, a cui si aggiunge un 7% di presenze registrate nelle isole. In Campania interna e in Molise i turisti sono quasi inesistenti. Perché? Perché i musei sono gestiti in modo non moderno né il personale è assunto spesso con logiche meritocratiche e soprattutto non si dà spazio ai privati capaci di attrarre turisti. Nel Molise il sistema sanitario è di gran lunga migliore di quello campano e molti abitanti del Sannio Alifano vanno ad operarsi a Pozzilli, Isernia e Campobasso. Non è che l’ospedale piedimontese brillasse in qualità, ma non potenziarlo è stato un macroscopico errore a cui bisogna porre rimedio in barba alle logiche partitocratiche del governatore campano-salernitano e dei suoi galoppini, sempre pronti ed avvezzi al voto di scambio, nel territorio dell’alto casertano. Sembra ieri quando ho assistito ala posa della prima pietra per l’edificazione dell’Ospedale Civile di Piedimonte d’Alife. Poi l’ho visto funzionare male nel 2013 quando vi è morta mia madre e ancora peggio con mio padre nel 1984, che si ricoverò, recandovisi a piedi, per una sorta di gotta e vi usci morto dopo una decina di giorni, ancora 69enne. L’approssimazione sanitaria risentiva del sistema generale campano basato sulla non meritocrazia e sull’occupazione partitocratica della società civile e dei suoi pubblici presidi non esclusi i sanitari. Non a caso la Campania occupa gli ultimi posti italiani per la qualità in molti settori compreso quello della tutela e cura della salute. Ero già residente a Piedimonte il 4 aprile 1963 quando il ministro G. Bosco, in compagnia del Sen. G. Leone, inaugurarono, a Piedimonte d’Alife, la piccola e nuova stazione ferroviaria con una lunga pensilina. Negli anni Sessanta Piedimonte d’Alife conobbe un buon sviluppo del terziario anche per lo speciale interessamento del Ministro Giacinto Bosco. Questo ministro di S Maria CV ci teneva per il Sannio Alifano, che frequentava più spesso dei politici casertano-napoletani di oggi. Come ministro della Pubblica Istruzione fece istituire a Piedimonte d’alife quasi tutte le scuole medie superiori. Come ministro delle PP.TT fece aprire gli uffici di via Annunziata e di Sepicciano. Grazie al suo impegno in quel periodo arrivarono anche i soldati del Genio per realizzare la carrozzabile che da Piedimonte d’Alife a San Pasquale. Sempre in quel periodo furono avviati anche i lavori per la costruzione del nuovo ospedale civile dov’è tuttora. L’Ospedale di Piedimonte Matese è un presidio appartenente all‘Azienda Sanitaria Locale di Caserta, spesso inquisita per reati di tutti i tipi e a Piedimonte Matese addirittura con il bar interno all’ospedale gestito dalla camorra. Eroga prestazioni sia in regime di ricovero che in forma ambulatoriale in numerose branche specialistiche di medicina e chirurgia con una capacità ricettiva di meno di due centinaia di pazienti. Non mancano le eccellenze, soprattutto in area cardiologica, ma sono pur sempre inserite in un sistema generale di pressappochismo diffuso. Piedimonte Matese fino all’attuale amministrazione comunale ha avuto, per decenni il feudo elettorale dei politici Cappello di cui Dante fu anche onorevole parlamentare ed assessore regionale, che tra i tanti meriti e demeriti sicuramente non andava a mendicare col cappello in mano dai boss politici metropolitani partenopei. Ecco, oggi il Sannio Alifano, a me pare che manchi di una sorta di figura politica quasi come un secondo Dr. Dante Cappello, sia pure con meno paternalismo nel sistemare i suoi non pochi procacciatori di voti tra i piedimontesi ed aree limitrofe. Resto comunque dell’idea che la prima strada risolutiva anche della qualità sanitaria sia la migliore e cioè passare ad essere amministrati dalla regione Sannio come ho ribadito nel mio saggio diffuso nel Sannio Alifano: ”Piedimonte Matese e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee Editrici, 2011. Esso fu presentato 2 anni fa, con il patrocinio del nuovo Sindaco di Piedimonte M., in biblioteca civica “Aurora Sanseverino” della villa comunale, il precedente Sindaco lo aveva solo promesso invano anche se mi aveva scritto ringraziandomi del libro donato alla suddetta biblioteca civica piedimontese.

Stampa
comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

menu
menu