PIEDIMONTE MATESE. Chiarimenti sul dissesto finanziario e conseguenze, parla il sindaco Di Lorenzo: “scelta, la nostra, fatta pensando solo al futuro dei dipendenti e della città che sanno così di essere stati tutelati”.

“Ai cittadini l’appello a non credere a chi racconta di catastrofi chiarendo a tutti che la delibera di Dissesto è inviata alla Corte dei Conti, al Ministro ecc. e se non ci fossero le circostanze la Corte dei Conti non decreterebbe”.

“Reitero l’invito fatto a tutti, soprattutto a chi ha ruoli pubblici ma non ha competenze, ad astenersi da commenti distruttivi – precisa il sindaco Luigi Di Lorenzo, a margine dell’approvazione anche in aula consiliare della delibera che di fatto dissesta il capoluogo matesino, dopo circa un anno e mezzo di gestione amministrativa di “Uniti per Piedimonte”“Ci stà” che ex amministratori o avversari politici recenti e non strumentalizzino a fini politici. I fatti reali poi saranno che non ci saranno conseguenze peggiori di quelle che avrebbero portato i pignoramenti esecutivi di fine 2018 e i potenziali svariati milioni di ulteriori pignoramenti che sarebbero arrivati. I debiti andranno nella massa passiva e nessun cittadino “non responsabile” dovrà pagare. La Città riparte senza debiti. Le tasse sono già da anni alle aliquote massime. Non ci saranno dipendenti licenziati. Abbiamo scelto di evitare il “J’accuse” ai vecchi amministratori perché tante cose sono conseguenze di riforme tributarie scellerate che hanno affossato tanti comuni ma anche frutto di investimenti o sceglie sbagliate di tecnici non politici; scelta quindi la nostra, fatta pensando solo al futuro dei dipendenti e della città che sanno così di essere stati tutelati. Ci “documentano e riferiscono” di attività denigratoria da parte di qualcuno. Stiamo valutando il da farsi. Di sicuro nei tempi e modi corretti tutto sarà divulgato. Ai cittadini l’appello a non credere a chi racconta di catastrofi – conclude la fascia tricolore – chiarendo a tutti che la delibera di Dissesto è inviata alla Corte dei Conti, al Ministro ecc. e se non ci fossero le circostanze la Corte dei Conti non decreterebbe!”.

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